Week end fuori porta

Ahhhhh come mi piace andarmene a zonzo per altre città !

Questa volta gita fuori porta a Torino: scarponi, B&B, Torino Card e treno. Il tempo, nonostante il freddo è stato clemente e generoso con delle bellissime giornate di sole…Ma quanta gente c’è in giro che non è rinchiusa negli uffici, che gira per la città, che perde tempo, fa shopping,legge ad un bar, chiacchiera, pensa ? Questo vedo ogni volta che me ne vado in giro , vedo la libertà degli altri; poi magari è gente lavora con i turni, disoccupati, studenti ma si sà, la realtà è quella percepita e io ci vedo individui liberi di vivere il proprio tempo.E poi Cultura, Bellezza, Tempo, Cibo, Chiacchiere, Risate, Amore. Ne voglio ancora ne voglio di più, si può vivere di week end fuori porta ? Che bello, sono piena di poesia, voglia di fare e mi voglio illudere che anche i piani  B si possano realizzare. Purtroppo non essendo nè ricca, nè benestante, nè escort, nè sposata ad un riccone, per raggiungere B da A (dove A è la mia gabbia dorata in banca) dovrò percorrere molti punti intermedi che sono, presi singolarmente, molto realizzabili…è questo il mio segreto: B si può raggiungere spezzettando la meta in tanti piccoli obiettivi. Nonostante un famoso paradosso di XXX (non mi ricordo) il quale mi smentirebbe dicendo che lungo un segmento A-B ci sono infiniti punti e quindi A non potrà mai raggiungere B (ma vaff..) io dico”yes , we can” … I week end fuori porta mi fanno più effetto del Tavor (nota pillola della felicità, cosiddetta negli Usa)

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7 pensieri su “Week end fuori porta

  1. Yes We Can! che splendida induzione.
    Pensare che Obama è arrivato a fare il Presidente con questa splendida magia. Exodus è micidiale, la teoria del sistema inerziale non lo conoscevo, MITICO!
    Una cosa è certa, bisogna almeno aver ben presente queste tre cose:
    1 Sapere dov’è il punto A
    2 Sapere dovè il punto B
    3 Sapere dove sei tu adesso!
    Live simply take it easy
    Alberto

      1. Beh, l’aereo ha un punto A e un punto B e tranne casi sciagurati, nessun imprevisto. Quindi sa solo che si deve andare da A a B. Nella vita umana se c’è una cosa che si può prevedere con assoluta certezza è che ci saranno imprevisti. Quindi è tutto più difficile. Però si può ovviare:

        non facendosi distogliere dagli imprevisti, ovvero investendoci “l’azione” ma non il cuore, la mente; ovvero fare molto per fronteggiare gli imprevisti, ma pensarci poco;

        e poi ricordandosi sempre che la correzione di rotta rende possibile raggiungere la meta anche se rimani il 90% del tempo fuori rotta. Ma la cosa più importante del sistema, che non è una teoria, ma un sistema di navigazione, anche se posso anche dimenticarmene il nome corretto (in sintesi: è un navigatore come quello dell’auto) è questo:

        tu avanzi verso il tuo obiettivo, anche se non te ne accorgi. Anzi, ad un certo punto, il muso dell’aereo punta in una direzione diversa dal punto B. Nella tua testa c’è la percezione che arriverai da un’altra parte. Eppure in realtà va tutto bene in quanto l’aggiustamento ti riporta in rotta. Ma subito dopo, andrai di nuovo fuori rotta! Non so se mi spiego. La tua mente reattiva ti dirà, scoraggiata, che stai sbagliando tutto. Eppure avanzerai anche se non te ne accorgi. Vabbè, se posso citare un’esperienza personale, io sono felice quando “agisco” ma i miei sensi mi indicano che “non sta succedendo niente”. So che non è vero per gli stessi principi della fisica. In realtà c’è un movimento, ma i miei sensi, obnubilati, non lo scorgono. Bene, per me quello è il movimento migliore. Del seme che pianti. Non succede mai niente e un bel giorno trovi la piantina, dopo un po’ l’albero. Puoi star sicuro che lo trovi se hai coltivato il terreno. Anche se guardando ogni giorno vedevi solo terreno spoglio. Ci sono occhi che non sono occhi. Gli occhi non vedono ciò che realmente accade.

        Il problema in effetti è che magari hai programmato che il punto B deve essere Haiti, ci sei arrivata a zig zag… però poi Haiti non ti piace. Non ti entusiama. O, cosa peggiore, Haiti ti da in fondo 30-35% di felicità in più rispetto a, poniamo, Milano. In questo caso non ne è valsa la pena perchè il viaggio è stato molto lungo e costoso (anni di sogni e di sacrifici). Magari se andavi a vivere in Sicilia, era più vicina e ottenevi già un 20-25% di felicità in più. Solo 10% in meno di Haiti che è però costato anni di sacrifici in più.

        Non so se mi spiego, ho utilizzato i numeri solo per dare un esempio. Affinchè facciamo cose che non solo sentiamo ne valgono la pena (percezione) ma dobbiamo anche avere delle prove, delle esperienze reali che ci confermino che ne vale la pena. Come ha scritto San Paolo, “sono andato dai fratelli in Gerusalemme per assicurarmi di non aver corso invano”.

        Patty, sai che non capisco in che ordine sono sistemati i commenti al blog?

        Alberto: il tuo post di oggi mi fa disperare, ancora co’ sta PNL, già il nome “programmazione” mi innervosisce tutto!!!

        Ciao!!!

        1. …”Nella tua testa c’è la percezione che arriverai da un’altra parte. Eppure in realtà va tutto bene in quanto l’aggiustamento ti riporta in rotta. Ma subito dopo, andrai di nuovo fuori rotta! Non so se mi spiego. La tua mente reattiva ti dirà, scoraggiata, che stai sbagliando tutto. Eppure avanzerai anche se non te ne accorgi. Vabbè, se posso citare un’esperienza personale, io sono felice quando “agisco” ma i miei sensi mi indicano che “non sta succedendo niente”. So che non è vero per gli stessi principi della fisica. In realtà c’è un movimento, ma i miei sensi, obnubilati, non lo scorgono. Bene, per me quello è il movimento migliore. Del seme che pianti. Non succede mai niente e un bel giorno trovi la piantina, dopo un po’ l’albero. Puoi star sicuro che lo trovi se hai coltivato il terreno. Anche se guardando ogni giorno vedevi solo terreno spoglio. Ci sono occhi che non sono occhi. Gli occhi non vedono ciò che realmente accade.”….
          Che bello, non c’è altro da aggiungere !

          P.S. Exodus non capisco nemmeno io l’ordine dei commenti…mah !

  2. Tocchi un argomento che ogni tanto mi ripropongo. Mi chiedo “se avessi fatto questo o quell’altra cosa, oggi sarei più felice di adesso?”. Non più realizzato, più tranquillo, più in linea con me stesso, etc, ma più felice che è una cosa diversa e riguarda la gioia di vivere. E ogni volta, guardando indietro, mi rendo conto che se fossi “riuscito”, non sarei un uomo migliore o più felice, sarei solo più stronzo arrogante. Se le cose fossero andate “meglio” lo sarei. E poi mi piace l’adesso. Non è come l’avrei voluto, ma è bello. E poi c’è tanto altro, ma mi rendo conto che se le cose fossero andate “come speravo io”, non sarei stato veramente vivo. E avrei perso troppe cose.

  3. Il tuo post mi fa pensare:

    “L’erba del vicino è sempre più verde” quando parli della felicità degli altri;

    e poi al sistema di navigazione inerziale degli aerei. Il sistema di navigazione inerziale è una delle meraviglie della tecnica che possono applicarsi alla vita. Semplicherò (molto) dicendo che è un pilota automatico. Da A si deve arrivare in B.

    Primo segmento: Il sistema parte ma devia dalla traiettoria. Devia per una certa percentuale in quanto non riesce ad essere troppo preciso. Quindi inizia ad andare fuori strada. Ma non troppo in quanto si avvia il sistema di correzione e raddrizza la traiettoria dell’aereo verso il punto B;

    Secondo segmento: stessa cosa. terzo segmento, quarto… Con correzioni continue lungo i segmenti l’aereo arriva dal punto A al punto B. Non segue una traiettoria ben diritta, ma un po’ a zig zag.

    Gli aspetti stupefacenti del sistema sono due:

    La traiettoria a “zig zag” impiega un tempo pressocché uguale alla traiettoria pressocché diritta. Le differenze sono irrisorie. Basta apportare la correzione quando la divergenza si fa evidente. Questo vuol dire che:

    l’aereo raggiunge dal punto A il punto B pur restando il 90% del tempo fuori rotta!!!

    Se ti sentirai fuori rotta rispetto al tuo sogno di vita B, ricordati del sistema di navigazione inerziale: se sai apportare le correzioni quando ti distanzi troppo, anche se rimani il 90% del tempo “fuori rotta”, raggiungi ugualmente il tuo punto B. Non sono solite coglionate motivazionali del tipo “puoi se vuoi”, è un processo che sperimento ogni giorno, dato che il mio navigatore mi sballotta di qua e di là e arrivo con meno di 5 minuti di differenza rispetto alla traiettoria perfetta!

    Nella vita è lo stesso.

    Ciao!

    1. Caro Exodus, ti posso dire con assoluta onesta’ morale che difficilmente perdo tempo con l’ invidia e poco anche con i confronti fine a se stessi….fortunatamente la mia forma mentis ne e’ assolutamente disinteressata…pero’ prendo spunti, questo si’, mi confronto e cerco di imparare anche da vite che non sono le mie. Pero’ purtroppo quell’opportunita’ di aggiustamento di rotta di cui parli molto chiaramente con il tuo esempio ho la sensazione di averla persa; e guarda, non e’ ne’ vittimismo ne’ rimpianto…ho fatto altro, ho fatto delle scelte sapendo che non erano nella mia indole e mi sono allontanata di molto dalla mia traiettoria, cosi’ tanto che ora necessito di un balzo piu’ che di una deviazione.Va bene cosi’ , sono certa non sia stato casuale e sopratutto non e’ mai troppo tardi, anzi, sotto sotto mi sto’ gia’ pregustando la svolta !…..Grazie per la tua generosita’

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