Soldi maledetti soldi

Odio i soldi. No no, li odio davvero. Da sempre e non solo perchè come molti pensano non li ho e quindi “la volpe disse all’uva: è acerba”. Sempre mal sopportati perchè poco si addicono alla mia indole indomita e ribelle. Figurarsi, sono andata via di casa a 19 anni perchè nemmeno mio padre poteva dirmi cosa dovevo o non dovevo fare della mia vita e invece stì soldi mi devono imporre quello che posso o non posso fare. Sono subdoli, ,noi pensiamo di essere liberi invece facciamo delle scelte quasi sempre in base a ciò che possiamo o non possiamo permetterci.

Credo al karma, alla reincarnazione da quando sono capitata a lavorare nel settore creditizio…molti lo so, farebbero i salti mortali per un lavoroatempoindieterminatoinbancamachevuoialle17seifuoriprendiunmucchiodisoldinonlavorialsabatoseicomoda

comodasedutainufficioillavoroèsicurotantolebanchesonodeiladri … Beh, a rischio di linciaggio, dico che in banca ci sono cascata dentro senza quasi accorgermene e tantomeno senza volerlo realmente! Una volta dentro, che fai di questi tempi? Dici no grazie e te ne torni nel mondo del lavoro precario e mal pagato ?! Sia Mai ! Però, come dice un vecchio detto “la migliore maniera che hanno gli dei per punire gli uomini è quello di far avverare i loro desideri ” e infatti, tant’è .

Sò che dirò una cosa molto poco popolare ma per onestà intellettuale devo dirla: a volte, mi capita di sperare di combinare qualche grosso guaio al lavoro e venire licenziata in modo da non dover prendermi la responsabilità di mollare una fonte di reddito certa… Forse, per assurdo, sarebbe la maniera più facile per dare il via al mio famoso Piano B . Certo, mi rendo conto di delirare ma i condizionamenti che ho, che abbiamo subito sul discorso soldi, sicurezza ecc è veramente radicato in maniera viscerale in noi nonostante consciamente  mi renda conto che non voglio averne a che fare.

Vabbè, insomma, i soldi non mi piacciono e tanto meno l’effetto che hanno sulle persone, le abbruttiscono dentro molte volte…in un mondo utopistico ne augurerei un po’ meno a ognuno ma un po’ a tutti ma mi rendo conto che non viviamo nelle favole.

Ho letto ieri di eco-villaggi, comunità solidali, società del baratto, elfi, raccoglitori, gruppi di gente che con la loro esperienza dimostrano oggettivamente che un altro modo di vivere è possibile senza essere per forza schiavi (perchè è questo che siamo alla fine) della moneta sonante. Certo, sono scelte radicali e non per tutti però  possono servire da stimolo per iniziare ad imparare ad apprezzare il meno anzichè sempre  e per forza il più 

AAAhhh, che bel trattato di economia finanziaria ! Se mi leggesse il mio capo………………………………

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18 pensieri su “Soldi maledetti soldi

  1. ho molto apprezzato la schiettezza umana di questo post.
    io per riuscire a cambiar lavoro, ho dovuto perdere quello precedente. perché mi ci trovavo bene tutto sommato. solo che l’azienda era marcia e si è concluso tutto.
    però nel momento in cui ci hanno comunicato che ci distaccavano (non ci volevano trasferire, ma distaccare, vigliacchi!), ho capito che era finita. mi sono scese lacrime amare e liberatorie.
    la ricerca del lavoro successivo non è stata facile, mi sono ritrovata di fronte ad una grossa scelta: lavoro subito ma stagionale ecc. oppure disoccupazione più incrocio di dita mentre facevo uno stage.
    scelta la via più difficile e nel frattempo ho trovato un altro lavoro dove la paga è migliore e i colleghi fantastici.

  2. # “provero’ a guardare nel portafoglio con equilibrio serenita’ e indifferenza”

    Aaaaahhhh! Per farlo devi avere già dentro di te questa indifferenza. Devi solo lasciarla emergere. Devi “fottertene” insomma (scusa, mi sembra un termine indicato). Non significa essere spendaccioni, ma tornare noi stessi. Anzi, mi convinco che il vero indifferente viene confuso col tirchio, dato che non spende. Non spende perchè si diverte con altro, non ci pensa proprio a spendere. Arriva a casa e butta i soldi nel porcellino, altrimenti gli ingombrano le tasche. (oppure li lascia sul conto corrente, o li blocca per cinque anni, tanto non saprebbe che farsene). Ma è una cosa naturale. Se la forzi vuol dire che stai andando contro la tua natura, e non funziona.

    Non c’è differenza tra paura della morte e paura di perdere i pezzetti di carta. Ci hanno convinto (riuscendoci) che senza di loro siamo morti, o lo saremo, poveri, soli, abbandonati e umiliati. Anch’io ho passato un periodo terrificante senza soldi ed è come beccare pugni nello stomaco, di giorno e di notte. Negando che sia vero, mentirei spudoratamente. Anche riuscendo a non pensarci, la mia “mente reattiva” (il pilota dentro) se ne frega del mio stoicismo e continua a pensarci terrorizzato, così di giorno sarei un ebete dissociato e di notte un contenitore di incubicon gli incubi. Ma questo può valere quando i soldi per sopravvivere, se e quando, mi mancheranno davvero. Non adesso. Non posso evitare la sofferenza del restare senza soldi, ma la paura di quel giorno sì. Adesso guadagno più di quello che spendo, è tutto a posto. Per adesso i soldi sono spazzatura. Forse domani si trasformeranno in oro ma tanto se arriva la bufera, non posso evitarlo e non posso, non voglio neanche evitare la sofferenza di quel momento, voglio alzarmi lottare e prendere botte se Dio avrà deciso che deve essere così. Chi sono io per rifiutare le botte della vita, chi sono io per evitarle? Ho accettato questo fatto, forse domani sarò povero, come ieri. E allora? Pazienza. Lo sono già stato e sono sopravvissuto.

    Non ho paura della povertà quando verrà, ho terrore della povertà quando non c’è!

    Il tuo nick mi fa scompisciare dalle risate.

    Ciao

    1. “Anche riuscendo a non pensarci, la mia “mente reattiva” (il pilota dentro) se ne frega del mio stoicismo e continua a pensarci terrorizzato, così di giorno sarei un ebete dissociato e di notte un contenitore di incubicon gli incubi. Ma questo può valere quando i soldi per sopravvivere, se e quando, mi mancheranno davvero. Non adesso. Non posso evitare la sofferenza del restare senza soldi, ma la paura di quel giorno sì.”

      Exodus, tu sei proprio bravo con le parole, ti ammiro davvero. E poi questo concetto è veramento il nocciolo della questione per quanto mi riguarda…Non mi posso/devo/voglio preoccupare oggi di quello che forse/magari/potrebbe succedermi un giorno ! Non dici cose a me nuove ma hai la capacità di metterle su carta in un modo così evidente e chiaro da disarmare le mie paure del cavolo. Ti ringrazio, ho sempre desiderato un confronto del genere con una persona non coinvolta sentimentalmente e quindi decisamente oggettiva. Bisogna sempre fare attenzione a non perdersi il presente.

      1. Non coinvolto sentimentalmente? Io sono stra-coinvolto! Il “pilota dentro” non si fa mai i c… suoi, s’interessa di tutto!!! Poi si muove, lo sappiamo tutti, dal cervello scende nello stomaco e inizia a scalciare. E io lì a dire: lo so, hai ragione, ora stai buono.

        Se una donna è in grado di gestire ed allevare un bambino, con tutte le sue esigenze ed i suoi capricci, comprendendo il senso di ciò, potrà convivere felicemente con la sua “mente reattiva”, quella che ti fa preoccupare anche se non vorresti. E’ la stessa cosa. solo che riconosciamo il nostro “bambino fuori”, lo amiamo e lo accudiamo, lo comprendiamo, e non ci riusciamo con il “bambino dentro”, che finiamo col non amare, non comprendere, non tollerare che non stia fermo e al suo posto a pensare “le cose giuste”. Se non siamo in grado di far stare fermo un bambino, come possiamo pensare di controllare la nostra mente (reattiva)? Come possiamo pensare che arriverà un giorno a non preoccuparsi? Si preoccuperà sempre. E il bambino (vero) anche a 40 anni farà ancora stupidaggini. E ci farà disperare. Il bambino dentro farà stupidaggini fino a 100 e passa anni. Continuerà a preoccuparsi e il meglio che potrai fare è sorridergli, capire perchè è preoccupato e osservarlo mentre fa cose da isterico. Osservalo, è lì la chiave della tua tranquillità, osserva il tuo bambino dentro che non riesce a stare fermo e non provare a legarlo ad una sedia! La mamma che osserva il proprio bambino che fa stupidaggini, e continua a farle, non è isterica. E’ comprensiva. Diventa ansiosa, isterica solo se si lascia coinvolgere insieme al bambino.

        Lascia che il tuo bambino dentro si preoccupi, non tentare di fermarlo, lascialo esplodere di rabbia e disperazione, non trattenerti. Ma non immedesimarti con lui, cerca di essere comprensiva e fagli una carezza. Comprendi la sua paura, l’agitazione, e fagli un sorriso. E non cercare di farlo diventare adulto. Per eliminare il bambino c’è un solo modo, si chiama lobotomia. Vivendo con lui e osservandolo bene invece si rivela un tipetto simpatico, solo terribilmente bisognoso di amore e rassicurazioni. Ho cercato di essere complicato così da non farmi capire, ci sono riuscito? 🙂

        Ciao!

        1. Invece sei chiaro e limpido ! Conscio , subconscio e sopratutto inconscio ! E’ bellissimo quello che scrivi del bambino interiore, ho preso contatto sporadicamente col mio attraverso lo yoga … e devo dire che da quella volta sono diventata un pochino più indulgente con me stessa. La strada è infinitamente lunga ma quel che conta sono i passi, non la meta, no?!

  3. “I soldi sono uno di mezzi ma non il fine ultimo”.
    Io sono stato uno da 4 in matematica in pagella.
    Oggi continuo ad usare la calcolatrice per dare i resti.
    Non ho mai avuto molta considerazione per sti benedetti soldi, li ho sempre usati, la maggior parte delle volte, per divertirmi.
    Questo fino a qualche mesetto fa…… oggi i soldi li spendo solo ed esclusivamente per divertirmi, sussistenza a parte.
    Il mio babbo …81 anni….. e in partenza per la terza settimana bianca con il nuovo suo nuovo don joy……. è tutto contento perché il tutore che usa, gli permette di sciare ancora 4/5 ore al giorno.
    Si direbbe proprio che ho preso da lui.
    Tra di noi ci sono 42 anni di differenza. Lui la guerra, la fame, le bombe le ha vissute. I soldi sono un mezzo, una parte infinitesimale di un sogno, il sogno che alimenta la fantasia di uomini come mio padre che a 80 anni suonati baratta della carta straccia per qualcosa che gli permette di alimentare il suo sogno…giorno dopo giorno!
    Live simply take it easy
    Alberto

    1. Parole sante Alberto!Pero’ non potrai contraddirmi sul fatto che senza soldi col cavolo che il tuo in gambissima papa’si poteva fare tre settimane bianche, col cavolo che si poteva comprare il tutore,idem tu, col cavolo che senza soldi puoi pensare anche solo alla sussistenza, che dico al divertimento. Quando parlo di soldi mi riferisco alla quantita’ minima per potersi permettere una vita dignitosa e senza non dormirci la notte per non saper come pagarsi il mutuo o l’affitto che sia. Tolto il problema della sopravvivenza ok, tutto il resto e’ “grasso che cola” !!!Poi, che sia relativo anche il concetto minimo di sussistenza anche questo e’ vero…

  4. Ciao Patty, bello il blog! Nei tuoi discorsi riconosco i miei di qualche mese fa.
    Incominciare facendosi delle domande e sfidando le proprie convinzioni è un buon inizio. Certo non è semplice andare avanti anche perché sembra proprio che tutti e tutto remi contro di te. Ma chi la dura la vince.
    Buona serata
    Live simply take it easy
    Alberto

    1. Ciao Alberto sono molto contenta di leggerti anche qui’ da me…. sono una ciofeca con i blog perche’ ho appena iniziato ma porta pazienza, imparo presto! L’importante e’ trovarsi! Parlarsi, darsi degli spunti, interagire, criticarsi serenamente…tanto l’abbiamo capito che la meta e’ mooooolto simile ,vero?!

  5. Ciao, simpatico il tuo blog.

    Per i soldi: più li ami più gli dai potere; più li odi più gli dai potere.

    I soldi sono spazzatura. Non odio la mia spazzatura né la amo. Mi è indifferente. La sballotto di qua e di là ma non ho mai guardato dentro il cestino pensando “che schifo”. Faccio la differenziata, ma non mi emoziono. La faccio e basta. Se riesci a trattare i soldi in questo modo, per quello che sono, spazzatura, non avranno potere su di te. Potere psicologico intendo. Non ti infiammerai di gioia quando ne hai di più né ti dispererai quando li perdi. Però attenzione, sono tanti coloro che vogliono amarli, tanti coloro che vogliono odiarli, ma pochissimi quelli che vogliono trattarli in questo modo. Ancora meno quelli che ci riescono. E chi ci riesce viene guardato in modo strano. Lo so perchè i miei genitori, una volta disponibile quello che serve loro per vivere trattano i soldi davvero come spazzatura. E pur essendo testimone del loro distacco e della loro serenità rispetto al denaro, indifferenza, anche a me sembrano a volte un po’ matti. Eppure faccio di tutto per essere così anch’io.

    Trattare i soldi come spazzatura, purtroppo, ha lo stesso problema della medicina preventiva: dato che non ti “ammali”, non riesci proprio a capire quanto sia importante quello che fai. Lo comprendi solo quando vedi altri che logorano le loro forze amando il denaro… o odiandolo.

    Ciao.

    1. Caro Exodus, sono lusingata della tua presenza sul mio acerbo tentativo di blog! Ti leggo sul tuo e ho avuto il piacere di disquisire con te piu’ volte sul sito del Perotti….Insomma, possiamo quasi dire di essere in confidenza!Come sempre, becchi il punto nevralgico del discorso.Dire che hai ragione e’ dire poco.Ma.Non ci riesco, al momento.Sono riuscita a maturare un certo distacco emotivo dalla morte per esempio ma per assurdo mi spaventano di piu’ sti cacchio di pezzi di carta, assurdo, no?! Ho avuto momenti in cui ero sola, all’estero, giovane giovane e ho passato la fame vera e forse questo mi ha reso vulnerabile, mah…. In ogni caso prendo spunto dalle tue righe e provero’ a guardare nel portafoglio con equilibrio serenita’ e indifferenza, ci provo! Grazie Exodus

  6. Comprendo la problematica…capisco anche l’autolesionistica speranza del “fatal error”…..personalmente però il piano B lo voglio attuare uscendo i bellezza: vorrei infatti che per loro, la mia “dipartita” sia un problema, non un sollievo ;)). Forza e coraggio.

    1. Sperare questo nel mio caso personale sarebbe umanamente troppo… in effetti non ci faccio una figura da eroe ma e’ cosi’ marginale l’ importanza che attribuisco alla mia immagine professionale in quel loco che uscire da asina mi alleggerirebbe di ben altri sentimenti:senso di colpa, paura di essere un’ ingrata, senso di essere un’incosciente e via dicendo tutta una serie di condizionamenti che ben sappiamo! un po’ alla vigliacca va’ ma pur sempre per un buon fine ! forza e coraggio a te mio prode

    2. Non prendere la mia come una critica e non voglio fare il saccente!! ma non credi che tu in fondo sia comunque molto legata e vincolata al denaro? Guardala da un altro punto di vista, se domani ti donassi 1.000.000 € probabilmente inizieresti ad amare i soldi come avresti amato un padre che capiva le tue necessità alsciandoti i tuoi spazi!! Ma NON parlo di soldi come FINE o status-symbol ma di denaro come MEZZO, il mezzo che ti permette di essere libera e di scegliere come condurre la tua vita!! di fare un lavoro che ti piace indipendentemente dalla rendita, di svolgere i tuoi hobby senza pensare al costo e di gestire il tuo tempo libero!! Exodus fa un gran bel discorso parlando di indifferenza ma io posso dire di non averla mai raggiunta!! Sono uno di quei pochi che ha avuto la fortuna di “Farsi da se” e di vivere da entrambe le “sponde” sono stato uno squattrinato universitario e ora un benestante 36enne e ti posso dire che prima la mancanza di denaro vincolava le mie scelte e la mia vita e mi ha fatto perdere tante belle occasioni addirittura mi ha fatto star male in qualche periodo!! Ora ho la fortuna di avere un lavoro che mi piace e che mi permette di vivere senza pensieri e poter ottenere ciò che desidero senza dover pensare al costo…. Io oggi mi sento libero e per quanto abbia odiato il denaro da ragazzo, ora lo amo più di quanto l’abbia detestato!! Lo amo perchè il denaro è il mio SERVO un servo fedele che mi facilità e completa la vita!! In sostanza credo che non sia così diverso dalle persone!! Va cercato, va “corteggiato” e non va mai buttato!! Dandogli il giusto valore ti permette di assaporare la vera essenza della vita!! Chiudendo con una frase che sembra “idiota” posso dirti che la mia famiglia e la cosa più bella che mi abbia mai donato la vita, ma altresì posso dire che senza dubbio preferisco passare le giornate con loro sul ponte di uno yacht piuttosto che in un appartamento da 70 mq!!

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