Il viaggio più bello

Amo viaggiare.Ovunque.Da sempre.Da sola, al massimo in due, altrimenti mi sconcentro.Amo gli odori delle sale d’aspetto, dei treni,delle stazioni, gli aeroporti, i porti.Mi piace lo sferragliare del treno sui binari di notte mentre dal finestrino ogni tanto entra l’illuminazione di qualche piccola stazione passata senza fermarsi…adoro l’ondata che ti investe appena scendi la scaletta dell’aereo e senti per la prima volta l’odore di quella città, il carburante misto a salmastro delle navi.Mi piacciono i viaggi deluxe ma ancor di più quelli fatti in economia dove ti entusiasmi come un bambino quando trovi un volo scontato che può fare al caso tuo…mi piacciono perchè, proporzionalmente a quanto si spende si è portati ad avere delle aspettative che molto spesso vengono disattese, in meglio ovviamente, quando si tratta di viaggi fatti con poco. Non sono compresi nella quota i piacevoli imprevisti, le sorprese, il bel tempo, la gente, le dinamiche, la sensualità. Mi piace viaggiare vicino e lontano, per un solo giorno o per anni, il viaggio è per me conoscenza: dei luoghi, della natura,delle energie, delle persone, di me stessa.Ho visto colori e paesaggi che ancora il ricordo mi emoziona, ho imparato cose e conosciuto persone che si sono rivelate essere quelle il mio bagaglio di vita, ho giocato con il tempo, lo spazio, i vuoti e i pieni, la felicità e la malinconia. Ho avuto qualche disavventura e una marea di esperienze, ho imparato ad apprezzare il viaggio nella mia città allo stesso modo di un viaggio all’altro capo del mondo e, come sempre, ho capito che è l’approccio ad esso a renderlo unico, speciale più della meta stessa. E’ comunque indubbiamente affascinante conoscere ciò che è diverso da noi, ciò che è altro per poi magari decidere che infondo è la stessa cosa.E che senso di libertà, finalmente lì fuori, fuori dai miei di binari del quotidiano degli orari delle incombenze e…che rilassatezza stare a guardare il mondo e appoggiarcivisi sopra.E infine, il viaggio più intenso, drammatico, meraviglioso e vero  è quello che uno fa dentro a sè stesso: meraviglioso e terribile, sublime e infernale quanto più si raggiungono i limiti. Fa paura a volte, anzi spesso a dire il vero ma è inevitabile, per me. E invece capita di vedere di persone, di amici, di conoscenti che fanno qualsiasi cosa pur di non dare un’occhiatina lì dentro, inventano happy hour a più non posso, scuse banali, allegria forzata,carriere,feste, socialità in tutte le forme possibili.Tutto, pur di non dare un’occhiatina lì dentro. Eppure ! Eppure sapessero l’amore che ci troverebbero !E’ un po’ come il mondo, lì ,dentro se stessi: fa paura andarci da soli, in posti magari un po’ bui, che sanno di vecchio, luoghi non luoghi, poco modaioli, magari poveri ma che ti lasciano un enorme, inestimabile regalo: la conoscenza di te stesso e la possibilità, quindi, di essere coerente, con te , con gli altri e di nuovo, con il mondo.

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15 pensieri su “Il viaggio più bello

  1. Cara Patty, non ci conosciamo, eppure anche tu hai notato questa mia caratteristica mammesca, non sei l’unica, ma è proprio strana sta cosa. Dovrò preoccuparmi? Scherzo, non mi dispiace, al contrario. In bocca al lupo per il tuo progetto (spero in questa vita) Ciao

    1. Ci pensi che strano? Via computer non passano i 5 sensi se non quello della vista per la lettura eppure la percezione di te è questa !!! che affascinante questa cosa ! Sono contenta che non ti dispiaccia, per me è un complimento. Un bacione

  2. Patty ci siamo incrociate da Exodus e sono venuta a conoscerti meglio. Piacere, mi chiamo Tiziana. Ho visto che parlavi di viaggi e ti parlo da qui, da questo post che mi rassomiglia tanto. Vero tutta la parte iniziale, il preludio di un viaggio mi affascina sempre molto, mi piace molto preparare un viaggio e lo faccio con meticolosa attenzione verso ogni dettaglio. Poi come dici tu, è bello assaporare i primi attimi, la partenza da casa è già viaggio per me. I viaggi deluxe non me li posso permettere, e ho una enorme soddisfazione personale quando riesco a trovare una sistemazione carina (quasi deluxe) ad un prezzo basso. E’ la mia sfida contro il sistema alberghiero. Il viaggio interiore è un tasto delicato. Dopo aver “viaggiato” per molti anni credo di essere arrivata ad un buon compromesso con me stessa. Alla veneranda età di…anni mi ritengo soddisfatta della mia anima, non così tanto del mio corpo. Lo trascuro un pochino, speriamo che continui a reggermi!!! Grazie per la bella chiacchierata, a presto Tiziana.

    1. Ciao Tiziana , hai il nome della mia migliore amica!Anche io vengo a visitare il tuo blog perchè parla di cose che a me piacciono tanto oltre ai viaggi ! Posso permettermi di dire che lo sento non so perchè materno, mi piace venirci e sentirmi al riparo…. Concordo con te sul sistema alberghiero, troppo caro; io sono diversi anni che vado solo (se è possibile) in B&B cosa che tra l’altro sognerei di mettere in piedi prima o poi (magari la prossima vita) . E per il compromesso che hai raggiunto….beh, chiamalo poco !!! A presto

  3. Ceeeeerto che puoi mettere il mio blog tra quelli che segui!! Io ovvio faro’ lo stesso col tuo, stasera da casa (ehm… sono in ufficio!). Sono solo agli inizi pero’ ho tante cose che vorrei scrivere ma mi rendo conto che la maggior parte le ha gia’ scritte qualcun’altro su altri blog eheheh. 🙂

    1. E che ti frega, tu scrivi per te stessa, se poi qualcuno legge bene altrimenti l’avrai comunque detto a modo tuo, con la tua esperienza, la tua personalità, le tue idee….dici poco !!!

  4. Bello questo post!! Anche io amo viaggiare, conoscere, scoprire, capire, e mi ritrovo in tutto quello che hai scritto. Sono all’inizio del mio cammino per rendere la mia vita “una vita in cui mi riconosco”. Speriamo di farcela, tutti!!
    Sab

    1. Sembri mia sorella virtuale ! Ti posso inserire nei miei blog che seguo? Dire che ti capisco è dire poco e un po’ come te, questo mio blog nasce proprio dall’esigenza di sondare se qualcuno nell’etere vive certi disagi che vivo anche io. Ovvio, c’è di peggio eh?! però trovo il confrontarsi su questo tema estremamente proficuo, con divagazioni, diverse prospettive e, non si sà mai, magari qualche idea da mettere inatto in comune.Buona continuazione, verrò a trovarti spesso sul tuo blog, ora me lo leggo ben bene !

  5. oplà
    nooo tranquilla che non me la prendo a male (solo che le apette in questi giorni mi hanno dato del filo da torcere)
    Si hai ragione, Terzani ha mollato un posto sicuro all’Olivetti per iniziare una nuova vita, fatta di viaggi (interiori ed esteriori), molti anni prima di ammalarsi. La cosa che mi ha lasciato perplesso è stata il suo “dedicarsi” tanto al proprio viaggio interiore (ed esteriore) costringendo la sua famiglia a seguirlo. Non so, ma dietro a “grandi uomini” spesso vedo relazioni trascurate, ne “La fine è il mio inizio” a volte sembra che non lasci spazio alla sofferenza dei suoi cari nel percorso di morte che sta percorrendo. Ho visto un po’ di egoismo, forse anche giustificato, in fondo è lui che se ne sta andando (quindi magari faccio subito marcia indietro).
    Patty non fraintendermi, in realtà ti sto chiedendo “cosa ne pensi?”
    Sono convinto che sia stato un grande esempio (e lo sia ancora per me).

    1. Uh, Uolly, ma sai che è una considerazione che ho fatto anche io ?! Bella questa cosa ! Sai cosa penso? Che sì, facile che abbia preso delle scelte egoisticamente e se non sbaglio nel libro di cui parli tu ne fa pure un accenno riconoscendo l’enorme “lavoro” compiuto da sua moglie nello stargli vicino, crescere anche per lui i figli , insomma per avergli permesso di vivere quella vita senza dover rinunciare ad una famiglia.E’ stato fortunato o forse, più probabilmente, si tratta di due persone intelligenti che hanno saputo amarsi riconoscendo, accettando e stimolando l’essenza profonda dell’altro, e questo è il vero amore secondo me!Voglio pensare che non sia stata una scelta di vita imposta ma una sorta di gioco di squadra dove ognuno (nella coppia più che altro) svolge la sua parte e ne trae godimento… Ci sono delle donne meravigliose a fianco di uomini di spessore…non sempre a quanto pare ma a volte per fortuna sì , che dici ?! Personalmente sono giunta alla conclusione, (te la faccio breve magari un giorno ne scriverò) che ammettere e comportarsi con una discreta dose di sano egoism è forse la maniera più onesta di rapportarsi alle persone e addirittura (!) di amare.

      1. prima di tutto, sono troppo curioso, come va col punto 1 del piano B?!? Era quello più carino

        poi:
        simpatica questa sinergia di pensieri; C’è una forte “attenuante” da considerare: vite come quella di Terzani non sono considerate normali. Sono normali le vite di tutti, fatte di lavoro, carriera e, spesso, famiglie e soprattutto figli abbandonati a sé stessi davanti alla TV o alla PS3 (esiste già la PS3?!?!? mica lo so…) E quelle? Non sono poi scelte egoistiche? Ci si nasconde dietro a frasi del tipo: “eeeeh devo lavorare mille ore per mantenere la famiglia” e poi la famiglia non la vedi mai perchè, appunto, lavori mille ore (bel mantenimento no?!?!)

        Quindi Terzani, come tanti altri, sarà stato pure egoista ma forse lo è stato meno di tanti altri. E’ facile criticarlo, anche per me, perchè è più esposto di altri “normali” che attraversano stanchi la routine quotidiana e a sera non giocano con i bimbi perchè sono stanchi e non si vedono e non si sentono perchè sono “normali”.
        Un mio ex collega, giorni fa, commentando il mio part time, ha quasi voluto giustificarsi (ma giustificarsi perchè?!?!): “eh sai, è bello il part time ma se lo prendessi tornerei a casa prima e se torno a casa prima poi devo raccontare una storia ai miei figli… ti immagini? In fondo lavoro meno al lavoro!”
        Non dubito dell’amore che il mio collega prova per i suoi figli ma credo che abbiamo un po’ sovvertito i pesi dei nostri affetti e delle nostre vite e se ce ne rendessimo conto ne usciremmo affranti.

        ops eravamo partiti dai viaggi interiori. Beh tornando a quelli è grazie al tempo ritrovato che ho già cominciato a farne di belli, ma anche di brutti, perchè scoprirsi a sé stessi non è sempre una bella sorpresa. Ma preferisco così piuttosto che tapparmi gli occhi 🙂 è molto molto più edificante! Ti auguro di riuscire a fare lo stesso.

        1. Ciao ! Beh, per il punto 1 ti dedico il post che ho appena scritto! A volte si riesce, a volte i pensieri e le incombenze sono troppe… però è questione di allenamento !
          Tornando all’amico Terzani, certo lui non è una persona “normale” con una vita “normale” però…posso trascriverti una frase del libro (me la sono fotocopiata e ce l’ho attaccata al frigorifero per potermela leggere tutti i santi giorni e non arrendermi mai) ? “…E una delle cose a cui tengo moltissimo è che tu capisca (riferito al figlio Fosco) che quello che ho fatto io non è unico.Io non sono un’eccezione.Io questa vita me la sono inventata, e mica cento anni fa, ieri l’altro.Ognuno la può fare , ci vuole solo coraggio, determinazione, e un senso di sè che non sia quello piccino piccino della carriera e dei soldi; che sia il senso che sei parte di questa cosa meravigliosa che è tutta qui attorno a noi.Vorrei che il mio messaggio fosse un inno alla diversità, alla possibilità di essere quello che vuoi.E’ fattibile, fattibile per tutti…fare una vita, una vita.Una vita vera, una vita in cui ti riconosci” Se posso permettermi , è l’augurio che anche io faccio a te perchè sò che questa tua ritrovata “libertà” spalanca degli abissi non sempre facilissimi da guardare, però credi, io ne sono più che convinta, ne vale la pena e sarai orgoglioso di te stesso. In questo mondo così povero di valori ti assicuro che è già molto!

  6. ciaooo Patty,
    quello che scrivi mi fa tornare in mente ciò che ho letto di Terzani. Se non hai mai letto nulla di lui, ti consiglio di provarci.
    Anche se, come faceva notare Perotti nel suo blog, Terzani ha scoperto l’importanza del viaggio interiore e ne ha fatto un punto centrale della sua vita, solamente “in punto di morte”, cioè quando ormai era consapevole che la malattia l’avrebbe incastrato definitivamente.
    Questo è davvero un peccato, ma sono felice che ci sia, più di qualcuno, che riesce a scoprire la forza di questo viaggio anche quando è perfettamente in salute e non ha scadenze con la propria vita.
    Rendersene conto prima possibile è importante; non ha molto senso vivere una vita di corsa, scordandosi di sé stessi, per accorgersene quando ci si sta preparando ad andarsene.

    ciao ciao

    1. Ciao Uolly! Permettimi un’aggiustatina su quello che scrivi, spero non en avrai a male…Terzani ? E’ uno dei miei scrittori preferiti ho letto praticamente tutto di lui !!! Ho scritto anche a Perotti in merito dicendo che lui quel tipo di processo interiore l’ha sempre fatto, ovviamente con la malattia l’ha dovuto affrontare fino agli estremi , alla morte, però è da quando aveva 27 anni che si è licenziato da un buon posto alla Olivetti ed ha iniziato a girare il mondo come corrispondente free lance (al tempo non esisteva ancora quel nome) che gradatamente e proporzionalmente ha iniziato un viaggio dentro di sè alla scoperta della natura umana, delle sue enormi potenzialità, dell’importanze assoluta dell’amore e dello schifo che siamo capaci di generare (vedi guerre, povertà, sfruttamento ecc)…insomma, secondo me quando ci si mette in viaggio (no pacchetti all inclusive) è imprescindibile parimenti un viaggio anche dentro sè stessi..probabilmente fuori dalla tua zona comfort la cosa diventa più rapida e spontanea. è anche questa la magia del viaggio secondo me !

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