Piano B e la Paura

A volte divago dal tema del blog, utilizzo lo spazio virtuale come fosse un diario personale, ci scrivo commenti, pensieri, aneddoti … Vabbè, non è un male, mi piace così e in fondo non sono tenuta a seguire una regola considerato che di regole non ce ne sono … però …

Però la mia intenzione sul Piano B è sempre lì, più o meno latente, più o meno speranzosa ma c’è.

Mi accorgo , quando accetto di comunicare con la mia parte più profonda, che tutti questi ghirigori, queste scivolate su altri temi non sono altro che la proiezione di come sono io, è lo specchio di come affronto la cosa nella vita pratica: sarò sincera, mi sa che stò temporeggiando perché ho PAURA.

La famosa Zona di Comfort. Gulp ! Ci sono cascata dentro pure io. Che cosa subdola, la zona di comfort … però stamattina mi sono svegliata ed ho avuto una sorta di illuminazione : IO HO PAURA.

Ho paura di non farcela, ho paura di non essere all’altezza, ho paura che la testa e la lucidità non mi segua, ho paura di trovarmi sola di fronte a cose più grandi di me , ho paura di rimpiangere un lavoro che mi stà logorando l’energia e la voglia di vivere, ho paura che sia tutto uno sbaglio desiderare di più di ciò che si ha, ho paura che sia un errore non desiderare quello che tutti desiderano cioè il mio posto fisso a tempo indeterminato e tredicesima e blablabla, ho paura di pentirmi, ho paura di essere troppo vecchia, ho paura che i soldi non mi bastino, ho paura di non trovare più nessun modo per guadagnare, ho paura di ammalarmi, ho paura di non essere brava,intelligente, valida, ho paura che i miei disagi mi seguiranno pari pari, ho paura che il problema sono io, ho paura di desiderare quello che desidero.

Paura, ancestrale, profondissima, bloccante, potente, scalzante, disilludente (si dice?).

Poi, se senti qualche guru nostrano o d’importazione ti dicono che capire questo è già molto, sei a metà strada. Una bella cippa a metà strada ! Sei ancora lì che ti stai legando i lacci delle scarpe e guardi la strada e l’orizzonte ti sembra così ridicolamente lontano che quasi  quelle scarpe ti vien voglia di toglierle e tornare a sdraiarti sul divano affondando nelle tue belle o brutte sicurezze! Poi sicuramente qualcuno sarà più grintoso, avrà un passato diverso, più autostima e prenderà l’idea come una sfida, in maniera sana, senza prendere la cosa troppo sul serio perché in fondo la vita merita di non essere presa troppo sul serio. Io purtroppo questa leggerezza non ce l’ho, o meglio, l’ho persa per strada durante il cammino eppure so, ricordo vagamente, che è molto una questione di allenamento, allenamento al cambiamento. Questo me lo ricordo. Nel mio passato ci sono 14 traslochi, 22 tra lavori e lavoretti, 9 città e chissà quanti luoghi e persone ed esperienze, io me lo ricordo. E mi ricordo che ogni prima volta, ogni prima casa, ogni prima città mi faceva paura ma durava poco perché poi lasciava spazio alla vita vera, alle esperienze, alla crescita.

Non amo il mio lavoro anche per questo, perché il settore bancario è quanto di meno creativo e libero esista secondo la mia esperienza lavorativa, non c’è vita vera, ci sono numeri e computer e tassi e allarmi e aria viziata, attraverso questi 8 anni di ufficio ho dimenticato chi sono, cosa mi piace, cosa voglio a fronte di un’efficienza e una competenza che sono distanti anni luce dalla mia Natura. Non ho onorato la mia Natura, la mia essenza anche se quella mi è rimasta sempre dentro e scalpita, cavoli se scalpita ! Perchè potranno toglierci tutto ma non la libertà dell’anima. Però ora devo rincorrere il ricordo che ho di me e attraverso quello tornare a chi sono io oggi per poi finalmente mettere armonia tra il dentro e il fuori. E allora il Piano B con tutte le mie idee e progetti sarà lì ad aspettarmi.

Annunci

22 pensieri su “Piano B e la Paura

  1. He he he cara Patty, il verbo osare sta sortendo i suoi effetti! Vai così che ci sei quasi! Un forte abbraccio e un saluto da una splendida pineta dalla quale ti stò scrivendo!
    Tu puoi!
    Live simply Alberto

  2. La paura è fondamentale, io credo, perché ci mostra ciò che NON vogliamo che accada. Il problema – il mio problema almeno – è riuscire a non farsi paralizzare dalla paura, ma affrontarla, analizzarla, smontarla pezzo per pezzo e attraverso di essa trovare una strategia per continuare il cammino. Oh, è facile detta così, solo a parole. Il difficile è metterlo in pratica, specialmente quando si tratta della paura dell’ignoto, alimentata dalla consapevolezza di quanto “confortevole” (più o meno che sia, ma se finora abbiamo retto un motivo ci sarà) sia la situazione presente. Se però hai dei sogni, ti auguro di riuscire a realizzarli, magari con cautela – almeno all’inizio – e facendo in modo che la transizione sia quanto più dolce possibile.

    1. Sai una cosa?Non è mica solo il tuo il problema di sentirsi paralizzati da questapaura dell’ignoto e della perdita di alcune sicurezze consolidate. però….mah, stò entrando in una nuova fase penso…inizio a vedere la cosa sotto un altro aspetto, mi spiego: se aspetto di avere tutto sotto controllo considerata la mia innata razionalità penso che certe scelte nonle farò mai perchè “come si fa ad avere sotto controllo il futuro?!” è una contraddizione nei termini! stò iniziando a pensare, a sentire che forse è il caso di organizzare e pianificare diciamo per un buon 50% ma poi forse è giunto il tempo di OSARE, provare, fare il salto e fidarsi.Fidarsid ella Vita intendo, di sè stessi, di un Dio se c’è insomma…avere fede che quello che scegliamo per noi è sempre per il meglio.Che dici? mi sono spiegata?

  3. Coraggio Patty!! La paura c’e’ e rimarra’ anche quando inizierai a fare i primi passi. Anche io mi sento un po’ come te, un salto nel buio non e’ facile da fare anche se ci si premunisce di tutte le precauzioni e le preparazioni possibili. Davvero, a confronto con l’ignoto anche la m…a in cui si sguazza da anni sembra bella. Ma prima o poi il salto va fatto. Vediamo di farcela! (e mi ci metto in mezzo anche io!!)

    1. Ciao Sab e ben tornata !Dici una cosa verissima: prima o poi il salto va fatto altrimenti l’incongruenza tra ciò che si vive e ciò che si desidera profondamente finisce per farci ammalare….io almeno ne sono convinta ! Quindi: preparazione, organizzazione e …. salto !!!

  4. Carissima Patty del nord est, terra in cui sono nato e dove tuttora vivo, ti capisco perfettamente.Io odio il mio lavoro, ma sento che li odierei tutti.Poi vado a casa vedo moglie e figlie e penso che sia necessario tapparmi il naso per l’unico spettacolo che incontro nel dopo lavoro.Però se non hai legami che ti condizionano ,anche nel bene, segui pure i tuoi sogni , alcuni lo hanno fatto e si sentono benissimo.Io l’ho fatto.

    1. Sì, diciamo che è il lavoro da dipendente scelto per questioni meramente economiche che alla lunga intristisce e dà il peggio di sè.. Certo, anche gli autonomi con lavori scelti per passione hanno le loro beghe però almeno forse, e dico forse, si alzano alla mattina con un po’ più di passione ed entusiasmo… C’è da dire poi che negli ultimi anni la qualità (e quantità) del lavoro è scaduta di brutto e oggi come oggi molti dei miei clienti lamentano il fatto che l’insieme di problematiche attuali “fan passare la voglia di lavorare” !!! Ti dirò che certe scelte importanti le stò procrastinando proprio in virtù del fatto di essere libera di decidere senza quasi nessun tipo di vincolo. Il fatto è che si avrebbe sembre un alibi !

  5. Fotografia.
    La mia situazione è complicata dal fatto che siamo in tre, io mia moglie e mio figlio.
    Anche mia moglie aveva un lavoro che l’alienava e stressava, abbiamo deciso che fosse lei per prima a impostare la sua transizione per due motivi, il primo è che io guadagnavo di più e potevo reggere da solo la famiglia più a lungo, il secondo è che il mio lavoro è più sopportabile di quello che era il suo.
    La sua transizione, se tutto va bene, durerà tre anni e poi toccherà a me, nel frattempo ho iniziato a “buttare l’amo”, offro lezioni private di fotografia e se tutto va bene l’anno prossimo potrei iniziare con i matrimoni (ho già un contatto con un’agenzia che andrà approfondito) e in generale con tutto quello che mi verrà in mente e che sia possibile fare dopo l’orario di lavoro.
    La speranza è che in questi tre anni le cose si avviino abbastanza da consentirmi poi in breve tempo di mollare.
    La Banca, come dicevi tu, è un ambiente ostile, molti, quasi tutti, valutano dall’esterno solamente il lato economico (anche se è necessario sempre distinguere tra vecchi e nuovi impiegati, oggi giorno ai nuovi giovani spesso non danno le stesse condizioni dei “vecchi” e in molti casi sono riusciti anche a non concedere il contratto bancario) ma fare un lavoro eticamente sbagliato a me sta pesando sempre più.
    Tant’è che oramai (come MrIncredible) suggerisco ai clienti come muoversi all’interno della burocrazia della banca facendo risparmiare loro il più possibile…

    1. Uuuuuuhhhhh come capisco e condivido la seconda parte di quanto scrivi !! Fratello di sventura. Bella, bellissima la fotografia. E poi ti permette di fare il free lance così da organizzarti i tempi, i modi, gli impegni…mica poco ! 3 anni non sono pochi ma passano, in fondo del tempo per organizzarsi ci vuole, sopratutto se non hai “materassi” dati da genitori o ingenti risparmi da parte senza contare il fatto che hai responsabilità familiari…però si può fare ! Facci sapere come si sviluppa la cosa , così per quanto possibile ti publicizziamo (da che regione scrivi?)….mille in bocca al lupo !

  6. Patty sono un bancario anche io e capisco tutto ciò che dici, io le scarpe le ho allacciate in questo periodo, sto tentando di iniziare un secondo lavoro clandestino la sera e nei fine settimana in modo che, se tutto funziona, ci sia una transizione più soft di mollare tutto ed andare a vivere in una grotta…
    Perchè non l’affronti cosi anche tu?
    Un saluto!

    Emiliano

    1. Sono sicura che tu capisci davvero, sembra retorica ma il ns lavoro lo si capisce solo dall’interno…la rigidità, l’alienazione, l’essere sempre,costantemente,quotidianamente tra due fuochi nemici (clienti preoccupati o incazz e direzione con i suoi budget). Stò lavorando anche io al Piano B e questo blog è un po’ il diario,la testimonianza… A Ottobre inizierò a mettere in pratica progetti che finora ho solo pensato, devo fare un investimento relativamente contenuto per un corso e poi …. non ho più scuse ! Se vuoi dirlo, i tuoi progetti su quale settore devieranno se tutto va bene ? Sono curiosa come una scimmia !

  7. La libertà Dalla paura della paura stessa.
    Non so se hai letto questo mio post di marzo ( http://www.scalalamarcia.com/2011/03/la-liberta-dalla-paura-della-paura.html )
    il concetto espresso in quei minuti di video estratti dal film easy rider sono stati favolosi per la mia esperienza.
    La paura è la benzina della vita, o meglio è la potenziale NITROGLICERINA che ti spara in orbita.
    Per come la vedo io, per quello che può esservi d’aiuto, sei in una fase del processo, punto e basta. Il processo non ha inizio e non ha fine, quindi perchè avere paura?
    Live simply take it easy
    Alberto
    Ps il tuo sito dall’ipad2 è na figata

  8. Ciao, Pattylafiacca, forza e coraggio! Viva l’istinto che porta al cambiamento purché stimoli anche la ragione. Vado controcorrente e ti dco che è bene pensarci mille volte e, quando finalmente si è deciso, ripensarci. La programmazione pratica non può mancare. Peraltro, allevia anche un po’ la paura. Capire cosa si perderebbe e cosa si acquisterebbe. In questo bilancio occorre mettere tutto, sicurezze, libertà, e anche i soldi ai quali si rinuncia e quelli che si ritiene di poter guadagnare, soldi che in misura minima sono necessari per evitare che la vita, che comunque è un percorso dall’esito predeterminato e costellato da eventi dolorosi, diventi una faccenda ancora più complicata e stressante. Deve essere un cambio in meglio, secondo i propri desideri. Altrimenti, che gusto ci sarebbe? Discorso terra-terra, il mio. Ciao.

    1. Gianlusky, hanno tutti ragione.Tu sei per certi aspetti in antitesi a Paolo “Piciclista” ma entrambi avete ragione e sopratutto entrambi state già vivendo la vs scelta serenamente.Porca vacca, il fatto è che il futuro non esiste in realtà e per quanti ragionamenti, conti, programmi io faccia mi rendo conto che le cose possono sfuggire di mano in qualunque momento per un episodio “non calcolato”. Una mia cara amica non molto tempo fa, in merito ad altre scelte di vita, mi ha detto che lei fa così: si ferma un attimo e si chiede “più o meno è come lo voglio io?” Se è sì, avanti tutta. Quello che intendo è che devo accettare che non tutto si può tenere sotto controllo (scoglio difffffficilissimo per me) e sopratutto devo capire profondamente che le difficoltà, le prove della vita non sono nemiche ma preziose occasioni per conoscersi,evolversi,migliorarsi,maturare,vivere, non pensi?!
      Che il cambio debba essere in meglio non ci piove e anche quì la paura gioca brutti scherzi, così brutti da non far apparire male nemmeno la m…. in cui nuoti da anni e che di certo da anni sopporti di malavoglia. Insomma, alla fine che lo si voglia o meno “ci vuole solo coraggio, determinazione, e un senso di sè che non sia quello piccino della carriera e dei soldi; che sia il senso che sei parte di questa cosa meravigliosa che è tutta quì attorno a noi”(T.Terzani). Un caro saluto

  9. si è vero si è solo all’inizio. La paura è proprio quella di uscire dalla fila indiana di persone che camminano “felici” in un’unica direzione. Siamo nella zona di confort e, lo scopo, è quello di tenerci dentro alle pareti di ovatta riscaldata, cullati dalle conferme degli altri.
    Intanto, però, proprio in questi giorni, questa zona di confort, sembra correre a cento all’ora contro il muro. Sei pronta al botto Patty?!?! Tu sei una bancaria perchè non provi a raccontarmi cosa sta succedendo (!!!) ammesso che ci abbia capito qualcosa perchè ho come l’impressione che ce la “stiano menando”.
    Forse dovrebbe farci paura più questo, però se hai un piano B, se questo piano B non dipende dal denaro, non dipende dalla casa o dalle case che hai, non dipende dalla macchina e, anzi, queste cose lo appesantiscono. Se questo piano B dipende solo da te, pensa a quanto sei in vantaggio rispetto agli altri che dipendono dalle minchiate materiali che li circondano (aifon, smartfon, suv, scarpe naic, costose crociere nel mediterraneo eccetera).
    Tutto quello che farai, se lo farai dipendere SOLO da te (comprese tutte le debolezze e incapacità), sarà comunque uno spettacolo.
    Buon botto anche a te Patty (se arriva, non so se arriva ma se arriva, almeno tu sei quasi quasi pronta a saltare dal finestrino e cadere in piedi… pensa a quanto sei già in vantaggio, all’inizio della strada, con le scarpe appena allacciate ma almeno un po’ in vantaggio…)

    1. Hola Uolly ! Purtroppo hai incontrato il blog di una bancaria anomala, non sò cosa stia succedendo e come andrà a finire ! Non me ne interesso, non leggo e me ne guardo bene dal dispensare consigli! La mia tattica è quella di aspettare e fare il contrario di quello che viene “consigliato” .Non me ne faccio di certo un vanto a non essere aggiornata sul mio lavoro ma davvero ritengo che ci sia un’informazione sfalsata, anche dentro all’istituto bancario stesso. Come vanno davvero le cose, cosa vogliono fare lo sanno solo le alte sfere sia in ambito bancario, economico che governativo. Ci hanno spinto per mesi a vendere il più possibile azioni del gruppo (di cui facciamo parte come banca) che stavano andando piuttosto bene e ora ……. dimezzato il valore !
      Vabbè parliamo della paura và… Ti dico che sono quasi certa che la mia paura sia essenzialmente mentale perchè, salute permettendo, sul piano materiale sono certa che ci sarà sempre una qualche sistemazione che ci permetterà di vivere, magari sopravvivere in certi momenti, ma sicuramente ormai nell’Occidente si riesce a non morire più di fame. Detto questo, i limiti sono solo mentali ti dicevo, hai voglia a fare conti, tagliare spese, calcolare margini di risparmio…… se stiamo a guardare tutto questo non lascerò mai la mia condizione di “privilegiata” ! Quello che ho fatto in questi ultimi 2 anni è stato domandarmi sinceramente e verificare a cosa posso davvero rinunciare in termini materiali e spirituali e la risposta è stata: materialemente, garantita la sopravvivenza quasi a tutto, spiritualmente, NON voglio rinunciare alla mia libertà di espressione che passa necessariamente (per me) anche per la libertà di movimento, di tempo, di spazio…. Quindi, è meglio che quelle scarpe le allacci e inizi a camminare, che dici?!

      1. si direi di si… fallo pure a tastoni se ti va (sappi che non è necessario, ma se ti fa stare più tranquilla…) ma direi di si. Ha ragione Paolo: prendiamo le nostre vite troppo sul serio

        1. Uolly, only the brave. Penso che cambiare quando non hai niente da perdere sia leggerissimamente più facile che farlo quando hai quello che migliaia e migliaia di giovani ti invidiano.Però se NON è quello che vuoi tu, il discorso cade… Quindi, a tastoni, ma mi avvio ……… p.s. male che vada mi subaffitti una piazzola per tenda al campetto ? ;-P

  10. è normale che tu abbia paura.
    vuoi lasciare una vita che conosci alla perfezione e che ti ha fatto delle prmoesse ben specifiche e che probabilmente saranno anche rispettate: se continui così a 65 anni potrai andartene a casa e rimanerci per il resto dei pochi anni che ti rimarranno da vivere contando su un bonifico che mensilmente ti arriva in banca. Nel frattempo, ogni volta che avrai un problema potrai estrarre la carta di credito e farti giustizia, sperando che la carta di credito riesca a curarti la voglia di libertà, etc. etc.

    Se salti sul piano B non sai cosa succederà, non sai se ti pentirai oppure no.

    Il guaio è che prendiamo le nostre vite estremamente sul serio e abbiamo una fottuta paura di sbagliare, come se qualcuno ci avesse garantito che seguendo lo schema previsto, saremo al sicuro da malattie e dalla morte. Il punto è che non è così.
    se la vita fosse di qualcun altro, prenderemmo tutto molto più con leggerezza e spensieratezza, ci prenderemmo il tempo per parlare con gli altri e per avere delle avventure mozzafiato.

    Abbiamo paura dei cambiamenti perchè viviamo come se la morte non ci riguardasse, come se fosse una cosa riservata solamente agli altri, ma non è così. se pensi intensamente alla morte, allora il piano b non fa più così paura, vero?

    Visto che presto o tardi dobbiamo morire, allora vale la pena vivere tutta la vita che abbiamo, fino in fondo. Per evitare di accorgerci, in punto di morte, che non abbiamo vissuto.

    Forse è il momento di rivedere “l’attimo fuggente”?

    Ciao, ti seguo.
    Sono curioso di sapere dove ti porterà il tuo piano b

    2P

    1. Nooo !Ciao Paolo ! Ma sai che vi seguo anche io sul vostro blog su e giù per le Ande !!! Sono davvero onorata di ricevere un tuo punto di vista in merito…. sai, mi confronto quotidianamente con la gente di quì, con i colleghi bancari, i clienti e tutti a dirmi “ma sei matta a mollare un lavoro del genere con questi chiari di luna!”…ce ne fosse uno che prende in considerazione anche altre esigenze a parte il discorso soldi ! certo, non stò di certo ad aspettare che siano loro a darmi la benedizione ma ogni tanto sentire anche la campana di chi fa una vita un po ‘diversa dall’ordinario come voi mi dà una sferzata di carica ed energia… quindi grazie ! Hai perfettamente ragione, quando mi prende lo sconforto penso che male che vada muoio, cosa che mi accadrà in ogni caso quindi……. terrò a mente il consiglio prezioso, dico davvero, RELATIVIZZARE. Buona continuazione anche a voi e spero continuiate a scrivere anche dalla Turchia !

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...