Vivere per il rimborso delle spese mediche

Riporto, fedelmente, il colloquio intercorso tra me ed il direttorissimo generalissimo commercialissimo nella giornata di ieri.

Premessa: più di un anno fa ho ufficialmente chiesto il trasferimento dalla filiale in provincia di Verona ad una in provincia di Vicenza in quanto lavoro a 110 km da casa mia … Come ovvio, non  ho avuto nessun tipo di risposta, nemmeno un accenno o che ne so, una nota di demerito per avere alzato la testa e osato chiedere.

Su cortese invito da parte di uno dei tanti  capi che infestano la direzione, ho dovuto/voluto comprare un pacchetto di azioni della mia banca, anzi della banca” madre” visto che entro fine anno la nostra, più piccolina e facente parte del gruppo, verrà assorbita .

Attraverso questa mossa arguta (ditemi voi dove siamo finiti), ho avuto il privilegio e l’onore di essere ricevuta per ben 5 minuti e questo è stato il colloquio:

Direttorissimo: Ah ah ah …

Io: ah ah ah …

Direttorissimo: ah ah ah …

Io : ah ah ah …

Direttorissimo: Allora, come sono andate le ferie? Tutto bene? Ah ah ah …

Io: Oh benissimo grazie, purtroppo solamente un lontano ricordo comunque è stato bello. Ah ah ah …

Direttorissimo: Bene bene … Guardi, io so tutto di Lei, sono a conoscenza della situazione di disagio che stà vivendo in quanto vive lontano dal luogo di lavoro ma mi premeva farLe sapere che terrò personalmente monitorata la Sua posizione considerato soprattutto il fatto che mi è stato riferito che Lei è una persona valida, intraprendente e competente e blablabla. Ah ah ah …

Io: La ringrazio. Ah ah ah … Sono davvero contenta che ci sia questo tipo di consapevolezza in merito a quello che viviamo in filiale perché sa, a volte, ci si sente un po’ soli e blablabla … Ah ah ah

Direttorissimo: Ah ah ah … ma certo … Io so TUTTO … Ah ah ah …

Io: sì ecco … appunto … ah ah ah … in merito a questo, colgo l’occasione per ribadire che Le sarei infinitamente grata se prendeste perlomeno in considerazione un futuro avvicinamento alla mia dimora in quanto sa, mi risulta sempre più difficile avere la certezza di arrivare in orario per l’apertura della cassa, con tutto il traffico, lavori in corso, incidenti e quant’altro capita ormai quotidianamente in autostrada… Ah ah ah

Direttorissimo: Ah ah ah ma certo, non si preoccupi, Lei abbia solamente un po’ di pazienza, ora con questa fusione c’è un po’ di … confusione diciamo, ma poi … stia tranquilla che si sistemerà tutto … ah ah ah  Ma … Autostrada ? Ma perché, quanto dista da casa sua?

Io: 110 km, 220 al giorno quindi , 1100 alla settimana, 4400 al mese, 52800 all’anno. Circa una macchina ogni due anni e 300 euro in meno al mese per le spese di trasporto lavorativo non rimborsate senza contare l’usura.

Direttorissimo: Ah.

Io: eh ! Anche perché sa, diciamolo qui tra di noi, pazienza pazienza certo però se mi trovassi un lavoro come commessa davanti a casa guadagnerei gli stessi soldini, corro meno rischi professionali e guadagno 3 ore di vita al giorno altrimenti spese in Autostrada … Ah ah ah

Direttorissimo: Ma nooooo, ci mancherebbe ! Ma non scherzi ! ma lei sa cosa significa entrare a far parte della banca “madre” ? Lo sa cosa si perderebbe?

Io. Hem, non precisamente …

Direttorissimo: significa avere la Mutua Interna

Io: Ah. Cioè ?

Direttorissimo: significa che l’ 80 % delle spese mediche che sosterrà Le verranno rimborsate !

Io: Ah… beh…allora………….

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19 pensieri su “Vivere per il rimborso delle spese mediche

  1. ciao Patty,
    tra l’altro le spese mediche in Italia sono quasi una farsa, soprattutto al Nord, dove la sanità (per ora) funziona ancora discretamente (discretamente non vuol dire bene). Sono benefit tipici di paesi privi di assistenza pubblica – e tipici di aziende che operano in quei contesti -. Quindi a meno che non ti paghino il dentista… (allora si che vale la pena)
    Detto questo leggo tanta tristezza, misere vite dei Direttori – ma anche dei bancari – che si aggrappano a questi pseudo vantaggi. E poi è proprio vero: lavori per poterti ammalare e poi ti ammali proprio perchè lavori; non è una giustificazione per smettere di lavorare (ci si ammala anche se non si lavora) ma spesso le due cose sono collegate.
    Sai qual’è il problema? Se apri gli occhi un sacco di cose intorno a te inziano ad acquisire un aspetto sinistro – ad esempio quando vedi i colleghi che si scannano per un premio o per un aumento di pochi euro -. Un colloquio del genere mi avrebbe mandato a casa a terra, non per altro ma perchè in quelle parole leggo la caduta verticale di una civiltà…

    1. Eh, dici bene, ho proprio sentito il rumore delle mie palle sul pavimento (scusa la volgarità ma quanno ce vò ce vò) … Ne ho voluto scrivere per esorcizzare un po’ l’amarezza e buttarla sul ridere perchè la cosa è davvero triste e inizio a non accettare più di rimanere immersa in quest’ambiente che io lo definisco “sporco” per così tante ore al giorno.Inevitabilmente, anche se non voglio, il fuori goccia dopo goccia, giorno dopo giorno influisce sul dentro e io non voglio diventare così, non ne vale davvero la pena. Se poi penso che tutto questo è in funzione del posto sicuro perchè come stipendio non è di certo manageriale quindi si parla più che altro di abbassare sempre la testa per una pseudocertezza lavorativa e quindi salariale. Sarò sicuramente impopolare ma inizio ad interiorizzare serenamente l’assunto che “preferisco morire di fame per aver vissuto che campare cent’anni di pensione pagata a prezzo della mia giovinezza, salute, vitalità e sogni”

      1. Ola Patty,
        la sto provando anch’io questa cosa, però un po’ bisogna resistere e trovare il modo di starci bene in modo tale da uscirne felici. Uscirne è l’obbiettivo – anche per me – ed è difficile stare a contatto con un mondo che non mi appartiene. Però ci si può svincolare senza entrarci in guerra. Sembra che il mondo (soprattutto quello lavorativo) voglia andare avanti a mille all’ora su questa strada ipocrita: individualismo, consumismo, false felicità lavorative (i fiori sulla finestra a sbarre)…
        La vita è altra cosa… almeno per me 🙂

        1. Uh, dici benissimo caro Uolly, “uscirne felici.. senza entrare in guerra” gran saggio…Ragionamento maschile direi, razionale e logico … non sai cosa significhi la sindrome premestruale in ufficio…..io sono donna e ho un capo donna !!!! Ah ah ah scherzo.Anzi no.

  2. Le brutture e le persone meschine piccole e grette del nostro settore mi allontanano mentalmente OGNI giorno di più.
    Ti dico solo che, dopo l’ennesimo scontro a fuochi e fiamme col mio Direttorino questa settimana ( a causa di una mia errata imputazione contabile di una voce ……non ho parole ! ), ho ripreso in mano anch’io il mio ”bonificiesogni”.
    MI sono candidata ad una bellissima posizione in un contesto non bancario ( e speriamo che mi chiamino anche se sono femmena ), e sono venuta in contatto con una nuova idea imprenditoriale…………Persegui i tuoi sogni e non dimenticarli mai, Patty cara.

    1. Cara Paolina…mi auguro tu mi metta al corrente al più presto di questa tua “svirgolata” dalla retta via…….. Ovvio che ti auguro, qualsiasi cosa sia, che i discorsi vadano avanti perchè sai come la penso … tu potresti essere tutto quello che vuoi.

  3. Non ho parole!!
    Non preoccuparti, non sei tu ad essere sbagliata. Il fatto che “tutti fanno cosi'” non significa necessariamente che abbiano ragione.

    1. Già, ci vuole coerenza e forza d’animo perchè se ti fissi “fuori” di te inevitabilmente ti senti in minoranza e quindi “sbagliata” … A volte penso di non ricordarmi più chi sono davvero, avrei bisogno di un restart, tipo un colpo di matto e via per un anno sabbatico … sò che mi capisci…… non sarebbe ,eh ?! 😉

    1. Mi rincuori , davvero !!! Ci sono periodi in cui mi sento chiara e trasparente dentro , altri in cui vado in loop e non capisco più cosa è farina del mio sacco e cosa no !!! de toda forma, hasta la vitoria, siempre !

  4. Pensi che lo capiscano? A naso, con quello che stanno combinando non si direbbe che sappiano fare bene i conti;-) inoltre penso che il discorso del rimborso delle spese mediche sia di cattivo auspicio, mi tocco al solo pensarci! Un saluto da Vanzago beach……dopo una settimana di meditazione nei colli di Scapezzano!
    Live simply take it easy
    Alberto

    1. Dici bene! L’80% delle spese mediche che dovrei affrontare sarebbero la diretta conseguenza di lavorare/vivere in un ambito che non mi piace…quindi in poche parole dovrei essere contenta perchè mi pagano le spese mediche per ammalarmi a causa loro !
      p.s. ho letto sulla tua pagina in merito al ritiro …che bello ! raccontaci di più se vuoi/puoi…. molto interessante

      1. Stavo pensando ad un terzo post sulla meditazione, magari facendo passare del tempo a seguito dell’esperienza. Sono appena rientrato e godo ancora in modo marcato dei benefici del ritiro!!!
        Esempio pratico? Metà del viaggio di rientro me lo sono fatto con Ale che , scoprendo la voce… meglio, le urla ci ha deliziato da Bologna… la sera prima è riuscito a cadere dal lettone mentre passavo il cellulare a mia moglie…. come cavolo abbia fatto in un lampo dal centro del letto a cadere, non me lo spiego ancora adesso! In realtà si è risolto il tutto con uno spavento di Mia Moglie e una risata del lupetto! Arrivati a casa verso le 17.00 scopriamo che il babbo di mia moglie è stato ricoverato al pronto soccorso per un malore… l’emergenza rientrerà verso le otto di sera …..
        In tutto questo tourbignon (si scrive così?) di eventi mi scopro sereno pacato comprensivo. Mi accorgo che i film mentali sono meno rapidi e invasivi…. e la cosa mi piace assai!
        Buona giornata Patty, una giornata ancora in Matrix!
        Live simply take it easy
        Alberto

  5. se non ci fosse da piangere di fronte al piattume,all’ottusità,alla pochezza,alla falsa umanità di tutti i Direttorissimi Generalissimi di tutta la Galassia, ti direi che questo dialogo mi ha fatto davvero scompisciare dal ridere. 220 km al giorno? ma sul serio, vai a fare la commessa vicino a casa!!! sai quanta vita recupereresti??? un bacissimo

    1. Vero?! Se non ci fosse da piangere sarebbe da ridere ! Poi io sono talmente dentro a questo sistema che a volte mi metto in discussione e dico che quella sbagliata magari sono io…. ho riportato l’episodio quì proprio per sentire un po’ di opinioni perchè a volte mi sento una marziana !
      p.s. Noooo, io non faccio 220 km al giorno….. con i soldi di benzina e autostrada (proprio perchè le 3 ore al giorno di viaggio non hanno prezzo) ho un appartamento in affitto a 400 metri dall’ufficio ! Ho mutuo e affitto ma 5 minuti dopo essere uscita dalla banca sono a casa (a piedi) però questi direttoroni non lo possono capire quindi devo quantificarlo in km e soldoni…..doppia tristezza !!!!! un salutone

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