Giorni bipolari

Settimana intensa. Impegni, corsi, fiere, treni, Milano, Vicenza .

Se a tutto ciò ci aggiungiamo pure che siamo alle porte di Novembre … rischio il tracollo.

Sì, perchè sono un animale letargico: tanto in primavera e in estate mi sento in forze e rischio di essere simpatica tanto all’inizio della stagione fredda mi ritiro fisicamente e psicologicamente in una nebbia privata dalla quale emergo solo per mangiare, abbondantemente, e fare qualche cosa che mi tenga l’elettroencefalogramma un po’ meno di piatto.

Comunque.Bipolare dicevamo. Sì.

In pratica è capitato che Sabato sia andata ad una fiera a Vicenza chiamata Abilmente (e non metto link perchè non son proprio portata) dove la creatività femminile dà il meglio di sè mentre la Domenica successiva, Lunedì e Martedì mi sono catapultata a Milano per seguire un corso di aggiornamento per la mia banca che ha deciso di cambiare l’intero programma lavorativo (sob).

Dalle stelle alle stalle. E mi sono piaciute di più le stelle, nello specifico la giornata di sabato trascorsa a bocca aperta nel vedere che ogni più piccolo passatempo creativo, lavoretto manuale nasconde dietro di sè un mondo sconosciuto dove l’eccellenza lì presente è stata da sindrome di Stendhal . Mi sono commossa di fronte a dei ricami d’alta moda, mi sono venute le lacrime agli occhi guardando un quilt , mi è venuto caldo ammirando cosa si può creare attraverso la sapiente arte dell’uncinetto…..non avrei mai pensato di emozionarmi per un lavoro all’uncinetto…invece è stata una bella sorpresa, il bello può esistere ovunque !

Invece, dal giorno dopo, come niente fosse attraversavo Milano con la metro sbucando fuori sotto un cielo plumbeo e piovoso…Migliaia, milioni di dati in pochi giorni dove l’incipit del corso è stato, giuro  “da ora in poi attraverso il nuovo linguaggio informatico che adotteremo la creatività sarà bandita” .Mi sono venuti i brividi.

 Non racconto per pudore, perchè è davvero penoso, la forma mentis riscontrata nei miei colleghi e per favore non mi si prenda per arrogante e presuntuosa, non è davvero questo il punto ma sentirsi dire a cena: “che dici, se prendo il tiramisu me lo rimborsano nella nota spese della cena?” è davvero, ma davvero sconsolante, ti senti sola.

Ecco, io non voglio appartenere a questo mondo, voglio ricamare. 

 

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17 pensieri su “Giorni bipolari

  1. Come ti capisco!!! Il mio ex capo (commercialista) diceva che ero un artista ogni volta che ne combinavo una!
    Ma è proprio così che sono. La mia mente è un vulcano di cose che vorrei realizzare. se solo avessi tempo…

  2. Ciao. Purtroppo, secondo la mia esperienza, l’ingresso in un gruppo di grosse dimensioni, soprattutto se a carattere internazionale, comporterà un peggioramento notevole della qualità del lavoro. Regole inderogabili e dettagliatissime, spesso insensate e anticonomiche. Tutto finalizzato a un unico scopo: la possibilità di controllare perfettamente il processo produttivo. Il controllo e la standardizzazione, ossessioni delle multinazionali del settore finanziario-assicurativo. Salvo, poi, scoprire che l’ultimo dei gestori, a dispetto di tutte le procedure, di tutti i controlli, di tutti i sistemi informatici, è riuscito a causare un danno miliardario (ricordo almeno un paio di casi incredibili negli ultimi anni, in Francia e in Svizzera).
    Però, ci sono aspetti positivi: le attività in qualche modo creative e i venerdì pomeriggio saranno caratterizzati da un senso di liberazione ancora più profondo. Per non parlare delle partenze per le vacanze. In fondo, simili esplosioni di piacere, di libertà, possono nascere solo da una condizione vissuta come di forte privazione. Forse i picchi di gioia presuppongono fasi di depressione. Io preferisco un grafico costantemente elevato, nel quale la gioia è più serena che accecante, ma anche più frequente. Certo, devo dire, quelle partenze da Fiumicino, dopo mesi e mesi di lavoro assurdo, rimangono indimenticabili e, nel loro genere, ineguagliate. Ciao.

    1. Ciao Gianlusky ! No, per fortuna passiamo da una banca regionale ad una del Nord Italia però le dinamiche saranno proprio come descrivi tu, nel bene e nel male. Ti dirò che magari ho più possibilità di venire trasferita a Vicenza come ho chiesto ormai da un anno e mezzo e il mio nominativo darà meno nell’occhio in caso , Dio me ne scampi e liberi, abbiano intenzione di far fare carriera a qualcuno!… Invece, per quanto riguarda il tempo libero, le ferie, i week end non stò per niente reagendo come descrivi tu, anzi, mi innervosiscono assai .Non accetto più il “contentino”, le 48 ore di semi libertà, mi sveglio già alla Domenica mattina con le scatole girate perchè non mi bastano più un paio di giorni per rilassarmi,resettarmi.Certo, fisicamente non sono in miniera e una mattinata di dormita un po’ più lunga del solito mi rimette in pari ma il problema non è quello… è piuttosto che non vedo la luce in fondo al tunnel, che se ci saranno cambiamenti saranno decisamente in peggio e il tutto dovrebbe essere accettato in funzione di na pensione che non arriverà mai o che sarà al limite dell’indecenza.Insomma, non capisco più nel profondo di me perchè sopporto tutto questo. Vabbè, soliti discorsi, la finisco quà però mi è piaciuto molto ” la gioia è più serena che accecante, ma anche più frequente” Anche io aspiro a questo !!!

  3. L’informatica non va d’accordo con la creativita’, almeno non nel senso comune del termine. Il computer accetta solo una data stringa di comandi, se cambi una virgola non capisce piu’ niente, e’ fatto cosi’. Il mio tipo di intelligenza e’ piu’ simile a quella di un computer che a quella di un artista, sono molto logica tanto e’ vero che a scuola andavo benissimo in matematica e nelle traduzioni dalle lingue (per le quali serve appunto la logica) e meno bene quando si parlava di critica letteraria… cio’ non toglie che la creativita’ mi attiri un sacco, l’idea di creare qualcosa con le mie mani, dev’essere una sensazione bellissima!
    E in ogni caso, tra l’utilizzare uno strumento informatico e il bandire la creatività c’è una grossa differenza….

    1. Io sono tendenzialmente piu creativa invece, fatico a memorizzare sequenze, numeri, formule…e invece devo, per lavoro… Come dici giustamente tu, io sarei anche disposta ad un compromesso ma qui della mia creativita’ non se ne fa niente nessuno!!! Pensa che mi arriva una circolare anche per descrivermi come e dove devo emttere depliant e manifesti! Insomma, l’unico luogo dove l’arte e’ permessa e’ in pausa pranzo quando rodino da mangiare…sigh…

  4. Mi sono trovato in zona fiera di vicenza nello scorso week end, c’era un po di traffico, ,lento e machinoso, un po di caos, ma una cosa mi ha colpito, vedevo solo donne, tante donne e nessun uomo, mi chiedevo che razza di manifestazione c’era…… e tu mi hai dato la risposta…. grazie.
    Maurizio
    Ps puoi sempre cercare di ricamare il mondo, cosi unisci l’utile al dilettevole.

  5. Abilmente… non ti dico le mie colleghe: ne sono pazze. Sono scrappiste anonime. E peraltro brave anche se agli inizi.

    Per i programmi informatici… posso capire. Io non mi capacito però che molti istituti usino ancora unix o sistemi misti tipo winux. Solo che mi rendo conto (e lo stiamo sperimentando al lavoro per alcune cose) che passare al web non è facile. No davvero.

    🙂

    1. Gli scrapbooks…non saprei da dove iniziare, mica facili, eh?! Si, pensa che noi lavoriamo al 70% su piattaforma Dos…immagina come si stravolge la logica di ogni sigola operazione senza contare poi la quadratura contabile dei vari programmi nel periodo di migrazione…! che dire, casomai chiedero’ a te !!!

  6. Hai tutta la mia comprensione. Abolire la creatività, o meglio, abolire il pensiero libero, è l’obiettivo appena velato non solo della tua banca. E ci stanno riuscendo in pieno. Ti auguro felici ricami.

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