Prendere o lasciare

Prefazione: mi sa che con il Post dell’altra volta me la sono tirata addosso….

Funziona cosi, nel moderno occidentalizzato mondo globalizzato. Funziona che un giorno come un altro, nel solito grigio ufficio della mestissima banca X, la direttora ti chiama di là e tu nel tragitto tra lo sportello e il suo ufficio nel retro bottega ti domandi se hai fatto qualche ca**ata e che avrà mai questa da lamentare … e invece no. La notizia è di quelle che aspettavi da quasi due anni: il trasferimento.

Peccato che la gioia e l’entusiasmo durino circa 3 secondi, il tempo che ti diano anche l’informazione ulteriore, e forse, anche quella fondamentale: la destinazione.

Nel mio caso, Arzignano.Arzignano?Arzignano.Arzignano ?!?!? Arzignano.

Si stava meglio quando si stava peggio.

Ora, presumo di non avere lettori propriamente di Arzignano e quindi la diplomazia la parcheggio un attimino e dico realmente quello che penso: ma che, siamo matti? In un paese di 26.000 anime nella Valle dell’Agno distante praticamente da tutto, con un traffico allucinante considerato che c’è una sola statale che risale la vallata che d’inverno è pure spessamente avvolta dalla nebbia e la puzza costante di concerie.No treni.No corriere. Totale km da casa mia: 60 di autostrada oppure 35 attraversando i monti che dividono la valle con il resto del vicentino e che mi guardo bene dal percorrere considerato  ghiaccio,neve ,nebbia che potrei trovare alla mattina alle 7,00…la giornata feriale si risolverebbe quindi con la partenza da casa alle 6.40 e ritorno mediamente 19.30-20.00.Spese ovviamente a mio carico.

Ordunque, si profila un periodo di quelli.

Di quelli che è giunta l’ora di prendere delle decisioni importanti.

Di quelli che ci si guarda allo specchio e si decide se si vuole continuare a blablabla oppure se è arrivato il momento del  fare (sembra uno slogan politico: esiste già?)

Di quelli che bisogna capire se si è disposti ad abbassare il capo e subire sempre e comunque.

Di quelli che bisogna fare attenzione a non guardarsi dentro tra qualche anno vergognandosi della propria  vigliaccheria.

Di quelli che ti si strizza il c*** però cacchio se ti senti vivo !

Di quelli che in un verso o nell’altro ci saranno comunque delle conseguenze.

Di quelli che ti chiedi davvero, sinceramente e profondamente chi sei e cosa vuoi.

Di quelli che decidi quale prezzo sei disposto a pagare per la tua libertà.

Di quelli che non hai più alibi.

Non nego che da lunedì mi si sia chiuso lo stomaco, i miei sogni siano infestati di traffico,curve,tornanti, acqua planning e rimurginii di vario genere e la frustrazione e la rabbia di dover accettare una disposizione senza avere nessun potere di replica mi stanno rodendo l’anima. Il lato meraviglioso della situazione è  che sono circondata da affetti che partecipano come possono, materialmente o moralmente al cambiamento e non posso negare quanto sia bello, confortante e importante avere un riscontro del genere e quanto del tempo che mi verrà letteralmente rubato da parte del mio lavoro sarebbe più importante, più giusto e più bello trascorrerlo con queste persone.

Risparmio ai gentili lettori i miei maldestri tentativi di trattazione…controproposte, imploro, mezze minacce, compassione, ho finto addirittura lacrime telefoniche….niente da fare.O mangi questa minestra o salti dalla finestra.

 E per finire, una considerazione: non so a voi ma a me se mi mettono di fronte al fatto compiuto e in pratica mi obbligano a fare qualcosa che non voglio fare divento aggressiva, impulsiva e animale…si attiva qualcosa in qualche parte della corteccia cerebrale (sempre che ce l’abbia) che mi riporta ad una fase primitiva, mi risveglia l’orgoglio, il coraggio, l’agonismo, la grinta. Non ho ben capito se è ok o meno…..certo è che se vi capita di incontrarmi cercate di essere accondiscendenti, ne va della vostra salute.

P.S. Comunque ho deciso che tutto questo è un segno del destino: mi devo sbrigare attuare il Piano B che, ora più che mai, diventa il Piano A

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33 pensieri su “Prendere o lasciare

  1. Io forse mi distinguo per la mia innata eleganza, ma devo proprio dirti che quando ho capito di che si parlava ho sussurrato “oh cazzo”.
    e quando ho letto poi “Arzignano” ho pensato “un po’ più in culo al mondo no?” è che noi patavini siamo signori dentro… molto dentro… comunque…
    è un momento di quelli FORTI. di quelli che sì, noi ti si può dire, consigliare, appoggiare ma che solo tu puoi prendere in mano e affrontare, facendo quello che già hai scritto, leggendo dentro te stessa e decidendo cosa vuoi per te.
    E sono d accordo con Rosaverde quando dice che le difficoltà possono essere opportunità. sembra una frase new age, ma può metterti nelle condizioni di poter vedere le cose con una prospettiva diversa.
    “sottoletettedellaformica!!!”
    (il lupo l abbiamo già menzionato, e la balena è poco poetica…)

    1. Posso assicurarti che anche io alla notizia della destinazione ho pronunciato degli appellativi che non pensavo nemmeno di conoscere! Comunque sia ti ringrazio per il supporto, sembrerà banale ma per me fa la differenza !
      E ora, tocca darci dentro davvero con ‘sto piano B !

  2. Oddio a leggere gli ultimi commenti la cosa sembra davvero pesante!!
    Incanala la rabbia verso qualcosa di costruttivo, e’ un’energia potente che non va sprecata!!! Usala e non fartene usare. Tra qualche mese (me ottimista) potresti ritrovarti a pensare che questo cambiamento e’ la cosa migliore che potesse capitarti, perche’ ti ha costretto a darti una mossa. Se sei come me (e su molte cose mi pare che siamo simili) senza un forte disagio non avresti mai cambiato le cose o comunque ti ci sarebbe voluto molto piu’ tempo. In bocca al lupo!!!!!

    1. MI sà che un po’ hai ragione: sono fondamentalmente pigra . Ti giuro che da 10 gg stò provando a vedere la cosa in modo positivo….non è facile davvero, mi sveglio ogni mattina ed il primo pensiero va lì però non mollo e mi continuo a dire : ok lo accetto ok lo accetto ok lo accetto………. vediamo come va a finire!

  3. fedele al mio modo di essere libertino e qualunquista te lo appoggio al lato B, scusa volevo dire il piano B…….. condivido il pirata e il sonnambulo, se con gli stranieri devi imparare l’indiano, con gli italiani rimasti devi imparare il vaffanculese!!

  4. Oltre al luogo..la gente, pidocchi rifatti, denti cariati coperti d’oro..ho a che fare con quella gente tutti i miei stramaledettissimi giorni.Auguri e di brutto! Il piano B, il piano B…

  5. Sono arrivato a leggere sino al nome della destinazione, poi mi sono fermato, non ho avuto il coraggio di proseguire…. dopo l’ombelicco del mondo hai scoperto il buco del culo del mondo.
    L’ultima volta che ci sono passato ho fatto una considerazione, ho visto più europei nel centro del cairo che in centro ad arzignano.
    Quindi preparati ad imparare il cingalese.
    Buonafortuna, comunque mi farò forza e leggerò il resto del post, spero che la capa ti abbia fatto uno scherzo.
    ilpirata

    1. Mamma mia come hai ragione! Domenica sono andata lì a fare un giro per vedere la strada….a parte la spussa e la nebbia mi sembrava di essere stata catapultata nell’altro emisfero, zona India, Sri Lanka ecc Peccato però ci fosse il clima padano e non il loro. Dillo Pirata dillo che se quelle zone non le conosci non si può immaginare la tristezza !
      p.s. al momento non ero no scherzo….ma io ci spero ancora….

  6. Ciao. Mannaggia. Ma chissà, ad Arzignano potresti conoscere persone piacevoli, che casualmente potrebbero portarti a scoprire il modo migliore per attuare il piano B. Per fortuna, non riusciamo a controllare completamente le vicende che ci riguardano. E le sorprese positive sono dietro l’angolo; a volte seguono alcune altre che non abbiamo gradito. Forza e coraggio. Ciao.

    1. Caro Gianluca. Sei un inarrestabile ottimista….stò cercando anche io di fare di necessità virtù. Purtroppo dentro stò ruggendo come un leone in gabbia.Mai come questa volta avverto il dovere di soccombere, non riesco a farmene una ragione!!! Il fatto è che avrei voluto che la molla per qualcosa di bello non fosse una situazione brutta ma che ci vuoi fare…come dici tu non si può avere il controllo di tutto, anzi !

  7. Lungi da me dare consigli (capaci tutti), aiutarti a fare calcoli (che ne so io?) o fare filosofia sulla tua pelle.
    Per ora, solo tanta solidarietà per il periodo di culo strizzato (io lo scrivo senza asterischi, lo trovo meno volgare); magari nei tuoi prossimi post cercherò di essere più propositivo (aspetto un po’ di vedere come la elabori, nella speranza di scirverti più mirato). ciao

    1. Ciao ! Hai proprio ragione, devo elaborare ancora la cosa…mi sembra impossibile e aspetto ogni giorno una telefonata che mi raggiunga e mi dica che hanno deciso per altre destinazioni. Come i bimbi faccio la letterina a Babbo Natale e prometto che sarò più buona se. Mamma mia, ho dentro un senso di ribellione che non si stempera !La domanda che mi gira costantemente in testa e in pancia è : ma bisogna sempre mettersi a 90°, capo chino e coda tra le gambe per un sfigato posto di lavoro ?!

  8. ciao Patty,
    credo poco nel destino, o meglio, credo poco nel destino comunemente inteso.
    Penso che, quotidianamente tessiamo una tela che poi chiamiamo destino. Organizziamo la nostra vita in un verso, creiamo le strutture atte a portarci nella direzione più giusta per noi. Lo facciamo inconsciamente e spesso non cogliamo nemmeno i segnali che ci piombano addosso a “struttura fatta”. Spesso ignoriamo che si tratta di segnali, comunque gli eventi dipendono si dagli altri e dalle “circostanze” ma c’è una forte componente che deriva da te e che ha, in qualche modo, contribuito a crearle le circostanze, ti comporti in modo tale che il mondo agisca verso di te in un certo modo.
    Sono convinto che lo facciamo tutti… poi bisogna scegliere la via a minore resistenza… che è esattamente quella pronta e costruita nella tua struttura che di solito è molto molto legata al tuo istinto che, con ogni verso, agirà in modo tale che ti senta bene ed in pace con te stessa e con il mondo.

    Buona vita
    uolly

    1. Uolly, il tuo discorso fila e posso dire, senza alcuna ombra di dubbio, che la via a maggiore resistenza è recarmi quotidianamente in questa grande filiale in questo luogo brutto e disagevole da raggiungere. Ho proprio questa sensazione dentro: NON VOGLIO. E’ l’unica vocina inteirore che continua ad affacciarsi in mezzo a tutte le cose a cui devo pensare e fare perchè ovviamente si tratta anche di fare un trasloco, comprare una stufa, preparare la valigia perchè sabato partiamo per una settimana di ferie che avevo già prenotato e pagato prima del fattaccio…Insomma, i cambiamenti sono molteplici e quello che il mio istinto mi dice è sempre e solo NON VOGLIO.In questi giorni pernso anche che forse se mi avessero trasferito in una filiale per me più comoda forse non avrei mai avuto il coraggio e la spinta per prendere certe decisioni e quindi forse forse è meglio così, forse, come dici tu l’esterno mi stà agevolando… Certo che così, su due piedi la botta non è indifferente…

  9. Ho letto il tuo post tutto d’un fiato. sarà perchè mi sono sentita contagiata dalla tua ansia, dal tuo malumore e dalla tua incertezza. Mio Dio, Patty, che dire…sei di fronte alla tua svolta epocale…qualsiasi parola non andrebbe bene, nessuno più di te può avere l’esatta percezione di quello che ti aspetta, nel bene e nel male. io sarei più che furiosa/atterrita/indecisa…ma io vivo un’altra storia. non so cosa voglia dire spostarsi per km per andare al lavoro, ma posso capire che se lo fai controvoglia diventa un flagello che ti distrugge, soprattutto se il gioco non vale la candela. fai un salto in avanti, dovunque ti porti…in bocca a 8 lupi…

    1. Grazie cara Emmecarla! 8 lupi magari sono tanti, basta uno di buono ! ;-P Sì, sono proprio furiosa/atterrita/indecisa però un po’ mi conosco….devo far passare la prima fase, quella dove vedo tutto il brutto, il difficile…la seconda parte sarà quella in cui mi rimbocco le maniche e me la gioco con tutte le risorse che ho, sia quelle corrette che quelle meno……………………….. Certo è che mi sarebbe piaciuto fosse andato diversamente tutto ma sappiamo bene che non si vive nel mondo delle favole, no?!

  10. Nei due anni in cui lavoravo per un’azienda statunitense non ho fatto altro che ascoltare questa frase “trasforma i prolemi in opportunità”. Ora, ti garantisco che, dato che c’erano problemi ovunque, dopo poco tempo in risposta a questo slogan mi venivano in mente solo parolacce. Però non è del tutto sbagliato. Ribalta la prospettiva e usa questa vicenda come leva per il cambiamento, in qualunque direzione tu voglia andare. Buoni rimuginamenti.

  11. Il 06 ottobre scrivevi dei vantaggi della fusione, delle spese mediche che si sarebbe accollata la banca, che il direttorissimo sorrideva davanti alla descrizione dei tuoi percorsi autostradali quotidiani, di quanto si sarebbe preso a cuore la tua richiesta di avvicinamento….Ma per diamine se se l’è presa a Cuore! Ti ha spedita a “soli” 60 km da casa contro i 110 km di adesso , quindi 120 contro 220!!! Che importa se i 50 km in meno si trasformeranno in una scalata ” alle tre cime di lavaredo” ogni mattina e ogni sera per i prossimi anni?????
    Purtroppo c’è poco da sorridere anche se ho cercato di ironizzare sulla questione! Tesoro, mi spiace così tanto per questa situazione, ma mi viene spontanea un’osservazione : la vita è bastarda sai? Le richieste sotto forma di pensiero che ogni tanto formuliamo, quei desideri che temiamo di esprimere spesso, ma ogni tanto ci scappano di bocca e di mente, prendono forma prima o poi e se noi, tutto sommato, poniamo inconsapevole resistenza al loro concretizzarsi, perché temiamo i cambiamenti come il mal di denti, ci pensa lei…da sola…a far fare clic a tutto il meccanismo e a sbatterci sul muso situazioni che ci mettono all’angolo, ci stringono i cordoni, ci tolgono l ‘ultimo alito di ossigeno rimasto e se ne resta lì a guardarci beffarda, che se avesse la nuvoletta del fumetto ci si leggerebbe ” E ora? Che farai? Quanti alibi restano? Quale nuova scappatoia troverai?” Dio se è brava la Vita a metterci alla prova!!!
    Ora quel che vorrei dirti,se me lo permetti, come forse avranno già fatto coloro che ti amano e ti conoscono sicuramente meglio di me, è di farti una sola domanda : se dovessi morire domani, saresti sicura di aver fatto almeno una delle cose della tua lunga lista di “to do”? Vale veramente la pena subire qualcosa che già da lungo tempo avresti scelto di gettare? La vita è Una ( o almeno se ne vive una alla volta ! 🙂 ). Scegli di viverla come vorresti, non te ne pentirai! Finalmente ne hai l’occasione e oltretutto hai la possibilità di scegliere come potrà essere….credimi…te lo dice una che si è ritrovata a doverla vivere diversamente costretta da eventi disastrosi e ha scoperto poi che questa in fondo è molto più simile a quella che in cuor mio desideravo. Ma io non ho potuto scegliere. I miei cambiamenti , già, li ho dovuto subire e poi adeguarmi e cercare il senso. Tu puoi scegliere. Non lasciare che la vita scelga per te, che il direttorissimo scelga per te, che gli amici seri e quadrati ponderati e timorosi del nuovo, o gli adulti ( nel senso di più “grandi” di te) scelgano per te. Datti una possibilità. La vita te la sta dando!!! Coglila! E che il piano B diventi l’alfabeto intero!
    Un grande abbraccio. Con affetto.

    1. Cara ho letto e riletto il tuo commento più volte.Intanto ti tingrazio per quello che mi hai scritto, poi apprezzo davvero tanto il fatto che con quello che mi hai detto dimostri di leggermi e tenere presente quello che racconto di me e della mia vita…ne sono onorata!Una persona sconosciuta e distante da te che si ricorda delle tue vicissitudini, dei tuoi sogni, della tua vita è una cosa bellissima…è come se in un universo parallelo fatto di energie ci fosse un’autostrada tra di noi.Ovviamente lo stesso vale per me nei tuoi confronti (hem…starei aspettando dispense di yoga e sopratutto capire se il tuo part time ce l’hai ancora).Detto questo, alla tua domanda ti rispondo che sì, dovessi morire domani ho fatto molto di quello che desideravo, sono pronta a morire in qualunque momento. Però.Però questo non vuol dire che mi stà bene così, io voglio ancora, voglio fare altre cose, voglio vedere nuove cose e sopratutto, come scrivi tu, non voglio assolutissimamente che nessun altro decida per me. Pensa, a 19 anni me ne sono andata di casa perchè non accettavo che mio papà (mio papà!) mi desse delle direttive, figurati degli sconosciuti ! Ti ringrazio Anna per le tue parole, ne faccio tesoro, non puoi immaginare quante volte venga quì a leggere i vostri commenti; ho solo paura.Ho solo dimenticato che il Cambiamento è una buona cosa, ho solo dimenticato che non si muore di fame, ho solo scordato che io non sono il mio lavoro. Non è poco scollarsi di dosso tutto questo, ma non è nemmeno tanto, forse davvero basta solo iniziare con un passo verso sè stessi

  12. Quello che mi viene da dirti, tutto d’un fiato cara amica dell’anima, è ”prendere per lasciare”. Prendi questo regalo del destino, accettalo con tutta la rassegnazione del mondo.
    Vivilo, come un tuo momentaneo karma, la tua dedizione del momento. Vivila questa strada difficile e trafficata, vivi gli orari strampalati e immergiti nella qualità della vita che scende e si insinua verso il basso……
    Vivi tutto questo per arrivare ad una decisione.
    Se lo troverai assurdo, deprimente, insopportabile, stancante, deludente…..vivi questo stato appieno, intestamente, immergendotene fino alle viscere….
    e poi prendi la tua decisione, vedrai che il piano B verrà da solo, grazie a tutte le energie che hai fatto muovere in questi anni, e non sarà un problema seguirlo. Anzi, sarà l’inizio di una nuova felicità.
    Io te lo dico perchè l’ho fatto, ho lasciato l’istituzione ”Banca” per vivere appieno 3 bellissimi anni della mia vita che mi hanno regalato tanto, tantissimo, in termini assoluti.
    Buon viaggio cara Pat, io ti sono sempre a fianco.

    1. Paola mi fai piangere…e piango perchè questi giorni mi sento gli ormoni come una donna incinta. Sento bene, benissimo quello che scrivi e…non mi resta altro da fare. Anzi, probabilmente hai proprio ragione: ho bisogno di immergermi fino alla fine perchè altrimenti troverei sempre alibi e scuse per “prendere e non lasciare”. Me ne vado con la morte nel cuore ma una parte di me ha deciso di accettare che ci sono percorsi nella vita che bisogna proprio fare anche se vorresti tanto evitarli. Forza e coraggio.Come sempre. Ti voglio bene

  13. … si incomincia il ballo?
    non sono qui a dirti niente di nuovo, arriva sempre un point break ricordi il mio post?
    Fai tu, DECIDI TU!
    Perché il domani aspetta solo una tua scelta!
    Live simply take it easy
    Alberto

    1. Si incomincia il ballo.E’ stata un’accelerata che non mi aspettavo e avrei preferito decidere io la tempistica ma alla fine va bene così, magari rischiavo di impigrirmi su un sogno e nient’altro !
      p.s. vi sono molto vicina per la vs perdita, vi penso spesso.Un abbraccio caro

      1. Cara Patty, come te mi appassiono alle vicende della vita di altri blogger, tu sei chiaramente una di quelle che seguo attivamente;-) Leggendo i commenti e le tue risposte in questo post mi chiedevo se ti sai spiegare perché questa volta come dici testualmente ” Mai come questa volta avverto il dovere di soccombere, non riesco a farmene una ragione!!! ”
        Per me c’è un motivo anche se troppo lungo da spiegare in un post.
        Ed è lo stesso motivo che rimanda le tue decisioni sul tuo io profondo.
        Sei profondamente convinta che devi accettare tuo malgrado le condizioni perché obbligata dalle circostanze o per qualsiasi altra apparente buona ragione ma così non deciderai mai niente con il cuore.
        Ho detto “Apparente buona ragione”….. finche non nutri bene la tua mente continuerai a non trovare l’equilibrio dei tre emisferi e non sarai mai sazia……
        Non so se hai capito ……
        Comunque io sono dalla tua piano a b o c che sia 😉

        Live simply take it easy

        Alberto

        1. Caro Alberto…ho fatto passare la notte prima di risponderti perchè non mi era chiaro il tuo messaggio…ora forse ho capito: non ci siamo capiti secondo me! Il problema è proprio di sintassi nel senso che tu forse hai interpretato ” Mai come questa volta avverto il dovere di soccombere, non riesco a farmene una ragione!!!” come se intendessi che questa volta più delle altre mi sento in dovere di accettare questa disposizione nonostante non riesca a farmene una ragione. Ho bagliato nello spiegarmi, io intendo che mai come questa volta mi pesa il dover accettare questa decisione, la vivo come una sorta di sopruso alla mia persona, proprio in questo momento di vita in cui stò remando verso una maggiore libertà. Che dici? E’ andata così, cioè ci siamo capiti male oppure ho sbagliato ad interpretare il tuo commento?

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