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12 pensieri su “

  1. parliamo di downshifting confondendolo con l’accontentarsi. forse la chiave del riequilibrio sta nel fatto che chi ha o consuma troppo dovrebbe fare del sano “down” ed entrare nella sfera di chi si accontenta consapevolmente.
    purtroppo ci stanno spingendo verso un accontentarsi forzoso, che dopo anni di insano spreco diventa una punizione perchè priva del passaggio della consapevolezza.
    attenzione però. esiste una parte del mondo, e non siamo più noi ma i definiti “in via di sviluppo”, che stanno ripercorrendo gli stessi passi ed errori percorsi dal nostro occidente ( economia, ambiente, sviluppo).
    forse perchè le “menti pilota” sono sempre le stesse, solo trasferite in altri parti del globo.

  2. bonjour bonjour !!!
    buon annooooo !!!
    allora premetto che mio papy era un capitalista sfegatato, vabbè aveva conosciuto la guerra fame e miseria e aveva deciso di lavorare di brutto ( purtroppo per me ….onestamente ) quindi di soldi non è che ne abbia fatti come andreotti, programmando omicidi e alleandosi con cosche mafiose……quello è un altro discorso…..

    rimaniamo sul capitalismo, quando vedo il film Via col vento ….la parte dove Rossella O’Hara strappa una rapa piena di terreno dal giardino l’ addenta affamata e sbraita ” Giuro su Dio che non soffrirò mai più la fame !” un po’ rivedo il mio daddy……..
    un giorno una mia amica mi raccontò che suo padre aveva comprato la casa al mare speculando sul fallimento di una ditta e pagandola un prezzo stracciato, chiesi a mio padre di investire sul mattone, e di godersi finalmente il duro lavoro di una vita, lui mi rispose ” In verità ti dico ….che la casa al mare non dà gli interessi del conto in banca……..”
    sto parlando di anni in cui i BOT rendevano al 12 %
    e ho sempre pensato che la gente che i soldi se li gode cià ragione di brutto, che le banche sono assassine etc etc…scusa
    i miei vicini lavorano cercando di non vedere mai i figli, vedere i loro pargoli li stressa, in estate gli regalano viaggi intorno al mondo e sono tutti felici con tanto di almanacco pubblicato su fb
    onestamente la loro cupidigia mi disgusta, anche se ho rispetto del denaro, credo di essere fatta per spenderlo e non per cumularlo, anche se non mi dispiacerebbe un giorno diventare più ricca di Bill Gates,
    il punto è che se uno diventa ricchissimo e non spende nella ricerca medica fa la fine del povero Steve Jobs ( che conosce ogni nanotecnologia ma non sa dove è posizionato il suo pancreas e come resettarlo…..)
    per come mi sono messa con la casa, credo che farò vita di campagna ( piantando alberi a go go….magnolie baobab ficus alberi del pepe mirti gelsomini e glicini ) almeno i primi tempi aspettando che dei facinorosi turisti vengano a soggiornare da me perchè offro una stuoia per fare yoga davanti ad un panorama strepitoso e mi offro di insegnargli a confezionare un abito da sposa, un abito d’ epoca un pastore del 700 per un presepe, o un gioiello in argento…..o a dipingere en plain air, insomma mi farò in quattro mettendo nel mezzo anche il corso di millanta ore di cucina tipica amalfitana che ho seguito
    ……………………………ho scritto troppo………….non so se si vede che ho il blog interdetto e non so ripristinarlo ….bacissimi !!!!

  3. Prima di tutto buon anno. Spero che il 2012 ti porti un po’ delle cose che cerchi (non tutto altrimenti è finita).
    Questo post mi ha ricordato un bellissimo video introduttivo di una puntata di Report (W la Gabanelli !!!)

    P.S. la musica è dei Dire Straits !!!

      1. Ferruccio ben tornato e grazie per il link!…… quella puntata l’avevo vista e mi ricordo che avevo pensato :” beh, se anche lui la pensa cosi non sono proprio tanto tanto fuori strada”! Sono solo parole, ma sono parole importanti

      2. Grazie Patty, è un piacere farti visita… e visto che tu dalle mie parti non ti fai vedere 🙂

        Qualche giorno passo a prenderti e ci facciamo un giro in bici. Volevi riprenderla no?

  4. Accontentarsi…..bellissimo e difficilissimo, per come siamo tristemente avviluppati alle fandonie capitaliste con cui siamo cresciuti. La televisione ci ha accompagnati nella vita con la grande bugia che avere sia uguale ad essere, e per tutta la vita abbiamo bevuto questo amaro calice, credendoci.
    Ma uscirne si può! anche continuando a vivere nella nostra dimensione occidentale, i consumi si possono limare, e poi tagliare, tagliare e poi tagliare ancora.
    In questo modo non solo la felicità non decresce, ma il portafogli si rimpingua, con successiva cresciuta consapevolezza di poter investire ”moneta pesante” in un progetto che davvero ci appaga.
    Per sempre Terzani, grazie Pat.

    1. Cara Paolina! Sono contenta che tu ribadisca che anche qui, anche ora si puo’ iniziare ad avere un atteggiamento piu consapevole…Non e’ necessario andare a vivere chissa’ dove, non lavorare per nulla e vivere in maniera monacale!Basta iniziare, togliere, pensare con la propria testa e agire verso un orizzonte che ci somiglia di piu’.Anche il viaggio sara’ bellissimo ma e’ necessario mettersi in cammino.
      p.s. mi manchi tantissimo, davvero.

    2. Accontentarsi… bellissimo? Accontentarsi credo che sia solo un primo passo. Credo che voglia dire riuscire a vivere anche senza appagare i propri desideri.
      La vera svolta credo che sia cambiare i desideri. Quando non desideri una cosa perché non è nei tuoi desideri non hai bisogno di accontentarti.
      Se io ho ho il SUV non è perché non posso permettermelo, ma perché non lo voglio. Trovo assurdo andare in giro in città con una macchina da due tonnellate e sono pienamente soddisfatto della mia economicissima utilitaria. Non mi sto accontentando, ho modificato ragionandoci su, la scala dei valori che altri tentano di impormi.

  5. ti ho anche lasciato un “mi piace” da un’altra parte dove l’hai pubblicato, però…già, però. Io quando sono troppo d’accordo con qualcuno o qualcosa ho il sospetto che stia dicendo qualcosa di banale. Il passo successivo è che divento un po’ maligno, in questo caso sogghigno un “beh, se dicesse qualcosa di interessante lo ascolterebbero senza bisogno di farsi crescere barba e capelli in quel modo”.
    Il punto è che Terzani ha fin troppo ragione, ma per favore vada anche avanti, ad esempio con questo dialogo:
    – e se una volta che hai dimezzato il tuo tempo di lavoro ti ritrovi con mezza giornata in più da riempire?
    – Beh vado a fare shopping…
    – beh ma non ti bastano i soldi, devi tornare a lavorare di più
    – trovo il giusto equilibrio
    -il lavoro è presa di responsabilità, almeno nel breve periodo non puoi decidere come ti pare e piace quanto lavorare di volta in volta, come prendere del fieno che hai già in cascina. E poi ovviamente chiunque vende cercherebbe di alzare la tua soglia dello stretto necessario
    …e così via. Ovviamente mi risponderà il solito sai baba indiano che mi dice che lui non si fa fregare, ma sto cercando di estendere il caso all’umanità, non ai pochi eletti come lui. Anch’io cerco di non farmi fregare, ma onestamente il mio tentativo è ben lontano dalla perfezione (come per tutti ad eccezione degli illuminati).

    Patty, scusa se come inizio anno ti stronco Terzani (ma come ti ripeto sono d’accordo, è solo che, fosse in vita, lo pregherei di andare un po’ più a fondo…); sarà il mio modo un po’ brusco ma sincero di mandare un augurio di un buon anno pieno anche di confronti e discussioni franchi a te e ai coinquilini del tuo blog…

    1. Carissimo.Intanto buon anno anche a te e grazie per i tuoi interventi sempre interessanti…Detto questo, ci mancherebbe che me la prenda perchè vuoi puntualizzare qualcosa! Sai che noia se ci dessimo sempre le pacche sulle spalle !!! Poi.Poi,ti dico che sì, il tuo discorso fila però:
      1 non sò se hai letto tutta la biografia di Terzani attraverso la quale si riesce meglio a contestualizzare tutto ciò che dice (ovviamente).Io “leggo” le sue parole conoscendo bene la sua vita, le sue scelte, le sue posizioni
      2 non è vangelo quello che dice, è una delle tante voci fuori dal coro
      3 penso che per raggiungere ua massa critica che permetta di cambiare la corrente delle cose sia necessario sfiancarsi, sfinirsi ripetendo cose banali ma che, evidentemente, alla gran parte della gente non appaiono come tali
      4 Ok non si vive di sola cultura e peace&love, e nemmeno lui ha mai vissuto senza lavorare (a parte gli ultimi anni), anzi, si è fatto un mazzo grosso così, ha rischiatola vita più volte come inviato al fronte e ha “costretto” la sua famiglia ad adattarsi ad un tipo di vita perlomeno particolare…insomma, penso che anche lui abbia pagato il suo prezzo
      La cosa fondamentale che mi preme far passare come messaggio attraverso questo spezzone di intervista è fondamentalmente il concetto che si può vivere anche di meno (non di niente ovvio) , che l’economia è nata per migliorare la qualità della vita degli uomini e non il contrario e infine che si può provare a vivere/lavorare in una dimensione che ci gratifichi oltre che farci guadagnare, che ci faccia sentire orgogliosi di noi , realizzati e magari anche contenti dei nostri piccoli successi.Accontentandoci appunto

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