Aspettative deluse

Vi capita mai di sentirvi fuori luogo?Inadatti? Inadeguati? Niente di drammatico, solo una vocina, una sensazione nella pancia che vi chiede che ci fate voi lì , in quell’ambito, in quel luogo con quelle persone. Vi capita mai di domandarvi se in fondo non siate degli asociali, anzi, dei finti sociali, persone estroverse, vivaci, magari anche simpatiche e brillanti ma dentro di voi lo sapete, uff se lo sapete, che non è la vostra vera indole. Vi capita mai in un momento di estasi, che so, mentre fate l’amore, mentre ridete a crepapelle con la vostra amica di sempre , mentre tutto sta filando alla grande di avvertire per un momento soltanto una profonda solitudine? Succede che vi domandiate questioni senza risposta , che buttiate uno sguardo un po’ oltre la cortina di fumo del proprio io più superficiale, giusto un po’ dopo quello che ritenete di pensare di voi stessi e scoprire, non molto sorpresi a dire il vero, che lì dietro ci sarebbero molte ombre da affrontare ?
Ho sempre pensato di essere una persona mediamente indulgente con gli altri e anche con me stessa ma poi mi scopro a giudicarmi un maniera terribile, senza appigli, senza scusanti, alibi nemmeno con un po ‘di ironia … Sono momenti , flash che potrei anche fare a meno di vedere tanto sono brevi e incerti oppure potrei anche pensare di non averli pensati eppure….una sottile vena di chiamala masochismo oppure un’innata attrazione per le famose seghe mentali o magari, probabilmente questo bisogno di incasellare, inanellare, classificare, giudicare. Questo è bene, questo è male, questo è giusto questo è sbagliato, questo bisogna questo si deve, questo si deve pensarlo questo non si deve nemmeno pensarlo.
Ed invece mi crogiolo a volte in pensieri proibiti, politically incorrect .
Come siamo complessi, vero?! Nonostante il tentativo quotidiano di dare una parvenza di coerenza tra pensiero, azione e valori potremmo enumerare altrettanti scivoloni sul terreno viscido dell’incoerenza e della vigliaccheria . Non ci resta che l’indulgenza, il volerci bene come siamo e la tensione verso l’evoluzione personale e quindi poi collettiva.Utopia,certo.
Ma oggi va così, sarà che mi hanno respinto anche l’ultimo baluardo di compromesso che avevo proposto: un anno di aspettativa.

Niente “ o mangi questa minestra o salti dalla finestra” …Speriamo almeno sia al primo piano.

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18 pensieri su “Aspettative deluse

  1. Ciao. A me accade spessissimo. Se la situazione circostante è sgradita, astrarsi è di certo una cosa piacevole. Sei obbligato a stare in un posto e riesci a sentirti altrove, che bello! Purtroppo, a volte mi capita anche mentre mi pare di essere in piena, piacevole, sintonia con ciò che mi circonda. E’ come uno stacco improvviso, sì, come se divenissi d’un colpo cosciente del sangue che circola nelle mie vene, della mia individualità irrimediabilmente tale.
    Comunque, si tratta di sensazioni difficilmente decifrabili fino in fondo.
    Ciao.
    Gianluca
    P.S.: mi spiace per l’aspettativa. Però a qualche mese credo che tu dovresti avere comunque diritto. Molti contratti collettivi nazionali o aziendali dispongono in questo senso.

    1. …”Purtroppo, a volte mi capita anche mentre mi pare di essere in piena, piacevole, sintonia con ciò che mi circonda. E’ come uno stacco improvviso, sì, come se divenissi d’un colpo cosciente del sangue che circola nelle mie vene, della mia individualità irrimediabilmente tale” …Come lo sai dire tu io non ci riuscirò mai, però è proprio questo che intendevo ed il fatto che questo concetto possa essere anche solo concepito da un’altra persona fa di me un NON disadattata ed è già molto!

      P.s. Purtroppo non mi spetta una cippa: Il Ccnl ha accorpato questi tipi di congedi ai congedi parentali che però ti dà l’Inps….quindi trafila di scartoffie con esito incerto, non sto quì a raccontarti.

  2. Patty mi dispiace, davvero! Sono con te e sono sicuro che troverai il modo per uscirne, forse avrai bisogno di ancora più coraggio ma ci riuscirai… Beh sappi che l’ho visto nei tuoi occhi che puoi farcela 🙂 E mica scherzo!
    Uolly

    1. Uolly caro ! Come stai? Grazie per il supporto…dici bene, mi serve solo un altro po’ di coraggio , o incoscienza, chiamala come vuoi ! Comunque ormai non si torna indietro, questo è certo……….. Uff, non vedo l’ora di smetterla con queste frigne e raccontare aneddotti simpatici !

    1. Sai, a volte penso che ci si possa abituare a tutto ma in fondo in questo caso non voglio.Non riuscirei a guardarmi allo specchio per tutti gli anni a venire , è un discorso di coerenza penso

  3. cara patty, stavi forse parlando di me? 😉 io combatto ogni giorno con me stessa, con vari aspetti del mio “io” che non riesco a tenere insieme. sono iper critica con me stessa e, in questo periodo, mi voglio poco bene. di scivoloni ne prendo a bizzeffe e le paranoie, spesso, mi incatenano. ma cerco di “scavalcarmi”…posso fare altrimenti? un abbraccio

    1. No, non puoi, non possiamo.Pero’ gia’ il fatto di sapere che anche molte altre persone apparentemente serene, tranquille, equilibrate e realizzate dentro di loro mettono in atto questi meccanismi mi da’ fiducia. Non che “mal contento mezzo gaudio” ma magari semplicemente e’ cosi che funziona e basta solo sdrammatizzare e aspettare che passi.Forse.Speriamo.

  4. Forza Patty!!!
    I sognatori sono così, usano troppo la testa!
    Come te anch’io abuso della mia testa massacrandola periodicamente con pensieri machiavellici ma il risultato sappiamo qual’è, un vortice di negatività che compromette salute e umore. Che fare allora? Soccombere e arrendersi o reagire? Sono convinto che tu reagirai anche se si fa presto a dirlo e un po’ meno a farlo. Probabilmente hai bisogno sentirti chiusa in un’angolo, attaccata da più fronti, apparentemente impotente per poter resettare e scatenare una reazione a catena riprendendo il pieno controllo su i tuoi processi.
    Come mi hai scritto tu , io sono dalla tua parte!
    Live simply take it easy
    Alberto

    1. Dici bene, quasi perfettamente.Mi conosco, devo davvero arrivare al limite per poter risalire la china e dare il meglio di me.Come siamo complicati, eh?! Ormai pero’ ci sono nel mezzo, il momento e’ quello piu’ sfiancante della decisione, della data, della formalizzazione. Una stanchezza infinita, la testa che mi esaspera ma una sottile, profonda consapevolezza di fare la cosa giusta.Almeno lo spero! Un caro abbraccio Alberto,forza anche a te!

  5. ragazza tu sei troppo profonda e io non son degno di partecipare a questo post…. al massimo, in un momento di euforia o di depressione, mi sono solo chiesto: ma domani riuscirò a mangiare? e credimi per la mia superficialità è già un successo.

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