Prospettive

shadows of city

Mi sembra impossibile che la vita sia la stessa. Quella di prima. Quella dove esisteva solo- da Venerdì sera.

Come è possibile che l’Universo intero cambi fisionomia attraverso un solo semplice spostamento di ufficio? Non l’avessi provato sulla mia pelle direi che è esagerato, non credibile.

Viaggio a qualche centimetro da terra, soddisfatta del traguardo raggiunto in un trimestre di lotta convulsa ringraziando sopratutto la buona sorte senza la quale nulla sarebbe possibile.

Posso finalmente riprendere a considerare la giornata composta da sonno-lavoro-cibo-vario. E in quel vario ci stà tutta la vita, le passioni, il tempo libero, l’amore, la creatività, i progetti.

Mi domando allora quali possano essere i sentimenti e le emozioni  quando finalmente intraprendi la tua strada, quella per cui sei nato, la via a te più congeniale, più sognata .La realizzazione di te stesso come essere umano . Quale gioia, quale felicità, che serenità, carica e armonia potremmo mai avvertire ? Una profonda coerenza tra ciò che siamo e quello che offriamo al mondo . Quanta poesia in questo atto, no?!

Non si può, non si deve vivere un’intera esistenza senza aver nemmeno provato ad ottenere tutto questo. Evitando di diventare capricciosi insoddisfatti se la vita non va dove vorremmo ma con la propensione costante ed entusiasta di seguire una nostra personale e unica linea di comportamento e azioni che ci avvicini sempre di più a noi stessi . E’ un processo che ha il suo incipit in una spietata analisi del proprio io, chi siamo , cosa vogliamo, i nostri limiti e le nostre doti … Poi arrivano i condizionamenti: imparare a lasciare andare alcune nostre convinzioni dal momento in cui ci rendiamo conto che sono concetti acquisiti più per abitudine, educazione, imprinting che per reale credenza personale . Infine coraggio, spavalderia, un pizzico di incoscienza e la fiducia nella Vita che ci sosterrà.

Se imparassimo a mollare la presa,  mollarla davvero,  ecco che si aprirebbero nuovi orizzonti, scenari che non si potevano avverare con la nostra presuntuosa esigenza di gestire tutte le cose. Ecco che la vita va avanti da sé, e bene pure !  lasciandoci il dubbio che forse siamo noi a bloccare il fluire degli eventi.

Lo so bene quanto sia difficile affidarsi, lasciarsi andare, eccome se lo so, è un brivido, un’ebbrezza, un formicolio allo stomaco più simile alla nausea che all’estasi , ha  qualcosa di ancestrale la reticenza con la quale affronto gli aspetti incerti e variabili dell’esistenza ma questa volta, più delle altre, non voglio dimenticare la lezione. Il Piano B prosegue

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22 pensieri su “Prospettive

  1. Occhi di mare senza scogli
    Il mare sbatte su di me
    Che ho sempre fatto solo sbagli
    Ma uno sbaglio che cos’è

    lo cantava Dalla. sì lo so… mi piacciono le citazioni! 🙂
    oggi sono vagamente abbattuta.
    ma ancora una volta ho scelto di seguire il cuore. che detto così pare di una banalità senza fine, ma ti assicuro non è così.

  2. una mia amica Luciana su fb ha scritto: “Sarebe bello se ora, chiunque non riesce a dire qualcosa a qualcuno, la dicesse. Così, senza pensare alle conseguenze, alle tempistiche, alle parole da usare, al modo in cui porsi. Così. Sono sicura che molti smetterebbero di mancarsi, molti smetterebbero di amarsi, molti inizierebbero a conoscersi, molti finirebbero per piangere, molti si direbbero addio, molti conoscerebbero nuove persone e non si sentirebbero più soli, molti si chiederebbero perché, perché hanno sprecato tutto questo tempo a stare lontani.” che è un po’ una variazione sul tema (applicato ai rapporti personali) di quello che hai scritto tu. però siete sulla stessa linea d onda. se alle volte si smettesse di pretendere di voler controllare tutto… assumendosi anche il rischio che possa non andare bene come si spera, ma che comunque finché non lo fai non puoi sapere come sarebbe andata…
    sono felice di leggerti così.

    1. Ciao compagna di avventure!…E’ vero, c’è una sorta di assonanza con quanto scritto dalla tua amica, viviamo un periodo storico – sociale in cui la spontaneità, la fiducia, la provvidenza (detta alla Giovanni Verga) sono argomenti un po’ sorpassati a fronte di nuovi orizzonti: produttività, ottimizzazione, indipendenza (isolamento direi io).Senza far della retorica “si stava meglio quando si stava peggio” posso comunque dire senz’ombra di dubbio che viviamo una sorta di onnipotenza virtuale.Pensiamo di poter controllare tutto e tutti, relazioni, affetti, salute, tempo ma alla fine molto spesso rimaniano fregati ! Se avessi fatto, se avessi detto sono frasi che non vorrei mai pronunciare in vita mia.A costo anche di commettere qualche errore..siamo umani, no?!

  3. ..li chiamerei più che “recinti” -citando isa- “tasselli” di piano B o meglio ancora.. “tessere di puzzle B”..
    anch’io voglio fortemente IL MARE -querida patylaflaca, e lo sai, penso..
    lo voglio così fortemente che quest’estate andrò -por la-primera vez in mi vida- in barca a vela, non posso ancora dire dove e a fare cosa, ma andrò in barca a vela, piccol@/grande tassello/tessera di piano/puzzle B della mia vita
    se sei curiosa, patyflaca, ti farò sapere i dettagli presto, molto presto.. molto presto..

    un abrazo grande como EL MAR a ti y a tu compañer@s de blog..

    ..

    1. Ehhhhh…….non è che per caso ci troviamo in barca dal Perotti vero ?!A me piacerebbe così tanto !!!Mi piace questa definizione “tasselli”o “tessere”…proprio questo intendo.Quello che vivo in questo periodo è un passaggio obbligato (chiamasi fare musina) ma se al di fuori potrò sembrare tranquilla, realizzata e imbonita dentro è la solita tempesta e vortice di idee.Proprio a pausa pranzo parlavo con mio moroso, che è un marinaio sardo, del luogo del Piano B : facile che sia Sardegna, facile che sia attorno a Cagliari. Non senti già odore di mirto in questo blog ? Tu invece fammi/facci sapere, que estoy super iper curiosa tia !!!

  4. io il piano B l’ho mancato e allora sono passato direttamente al piano C, ma se continua cosi arriverò velocemente al piano Z……. dopo di che sarà la fine, ho solo bisogno di almeno un paio d’anni per ogni lettera!
    Facendo due conti mancano 19 lettere moltipicato 2 fanno 38 anni, io ne ho 52, quindi significa che a 90 potrò schiattare felice.

    1. …Beh, direi che i conti tornano…Non mi vorrai dire che vuoi vivere più di 90 ani ?! Fosse per me cambierei vita di regola ogni 2 anni, non è un o spreco rimanere sempre nella stessa?

      1. la mia si è stabilizzata una decina d’anni fa, sino ad allora cambiavo città ogni anno, al massimo due, nel 1998 ho fatto tre traslocchi, ho girato l’Italia per lavoro.
        Cambiavo “fidanzate” con la facilità che si cambiano un paio di scarpe, poi sono arrivato a vicenza… come dire ognuno ha la sua arzignano.
        Se continuo a dimostrare meno anni di quelli che ho le proiezioni dicono che a 90 anni sembrero un ottantenne quindi conterei di arrivare almeno a 110, ma potrei accontentarmi del secolo…. vediamo!

  5. Ragazzi, intanto ricordatevi che ogni volta che mi citate o mi nominate dovete cacciare un fiorino….altrimenti io di cosa vivo?! 🙂
    Poi siete melensi (colpa delle api del campetto probabilmente), e poi tu Uolly stai attento a frequentare certi postacci, che si fanno brutti incontri 😛

    Scherzi a parte, attenzione a darmi della coerente, che ad essere sinceri una spintarella all’altalena ce l’ho avuta anche io. E non sono salva, per nulla, sto nuotando in mezzo alla corrente proprio come voi. E’ come in montagna, ciascuno ha il suo passo, il suo peso nello zaino, il suo affanno. E i suoi momenti di beatitudine. Mandi!

  6. Cara Patty,
    ti mando un pensiero.
    In questi ultimi tempi mi sono trovato nella condizione concreta di poter “mollare tutto” e, in un colpo solo, tentare la “fortuna” in un sogno più o meno pindarico che sia. D’altro canto però non mi sentivo affatto pronto, sentivo che la componente di “fuga” era molto forte e questo avrebbe con ogni probabilità prodotto un fiasco.
    Quindi ho deciso di restare nel recinto (la gabbia l’ho mollata un anno fa), ancora in “attesa”, per paura potrebbe dire qualcuno, per prudenza, oppure perchè sento che non è ancora il momento per spiccare il volo, perchè devo compiere un percorso e questo passaggio è una stazione da attraversare.
    In questa condizione ho scoperto che posso fare tantissime delle cose che avevo progettato senza “scappare” cioè sfruttando il tempo e le risorse che mi rimangono nel recinto. Pensa che bella occasione avrei perso! Il capire che in qualsiasi condizione si possano realizzare i sogni ed i progetti che ci prefiggiamo senza dipendere in maniera ossessiva dagli agenti esterni e dalle scelte che compiamo. Quando compirò i passi futuri avrò la consapevolezza piena della dipendenza da me stesso e non dagli agenti esterni, e per te varrà lo stesso discorso.
    Poi se qualcuno, come dice Isa, da una spinta all’altalena e siamo capaci di leggere il segno (mica tutti eh!!! Quasi nessuno si accorge delle spintine che gli arrivano), allora è fatta. Ora puoi sfruttare questa parziale libertà per trovare dentro di te nuova forza a continuare nei tuoi sogni; fatto uno scalino in su, il prossimo passo sarà ancora più in alto e poi si vola, la cosa verà da sé, come per molti che hanno compiuto il balzo.
    E’ carino questo parallelismo… ti sento vicina!
    Avanti!
    Uolly

    1. Uollyyyyyyy! Ciao , mi domandavo proprio di te in questi giorni…Sono contenta di quello che mi hai scritto perchè trovo nelle tue parole conferma delle mie sensazioni e la cosa mi conforta non poco.Anzi, mi chiarisce ulteriormente quello che voglio e a che punto sono. Anche io, licenziandomi ad Aprile avevo una leggera sensazione di fuga e la cosa non mi piaceva, so bene che non è sano in un’ottica di percorso di consapevolezza…mi sentivo ancora un po’ acerba….
      Non che con questo i tempi si debbano allungare di molto ma come dici tu è un passaggio che va fatto, intermedio, con la possibilità di imparare a stare comunque bene dove sono.Poi, giustamente, deve arrivare il tempo della coerenza e delle scelte forti, niente alibi, andare.
      E’ un po’ come dice il sonnambulo, la soluzione è dentro, non fuori.Poi, se si è coerenti col dentro il fuori sarà una naturale conseguenza.Vedi Isa per esempio.
      Un caro abbraccio Uolly e un immenso in bocca al lupo, tienici aggiornati !

  7. Moooolto ma mooolto bene, sembra ci siano tutte le prerogative per stare meglio, per ESSERE , a volte il piano B è semplicemente stare bene, niente luoghi esotici, niente eremitaggi…Solo star bene con se stessi, retorico? Può darsi , ma ho provato queste sensazioni , ed è bellissimo… Ma era nel sessantotto ..dove si poteva tutto 🙂

    1. Retorica o no è vero, il Piano B non deve essere progettato per scappare da.Non è sano e alla lunga delude perchè ci portimao appresso situazioni non risolte.Sogno di procedere alla fase finale del mio progetto con il sorriso stampato in faccia perchè passo da una situazione piacevole ad una meravigliosa….questo vorrei, non scappare.Ed è possibile, sì, anche io so cosa intendi quando parli stare bene quì ed ora,ma io voglio andare a vivere al mare !!!

  8. Brava ragazza 🙂 certe volte eccedo di premure, credo sia un effetto collaterale di quello che mi manca. Ti voglio bene!

    (PS: qui si sta come sulle montagne russe, mi gira la testa e non so se scendere per vomitare o farmi inebriare da un’altra folle salitadiscesa. Mon dieu!)

  9. Ecco, appunto. Siamo al Tao, bene e male che si rincorrono, e ti auguro che nel rincorrersi non si chiudano nel loro perimetro. Mi spiego.

    Da un lato hai avuto l’opportunità di sperimentare direttamente che quando si sceglie d’incanalare le energie in una direzione precisa il Destino piazza la sua bella manona sulla tavoletta di legno e oooppp! spinge l’altalena verso il cielo.
    E questo è bene.

    Dall’altro se è vero che hai fortemente desiderato l’evento che ha animato questa svolta, per te molto significativa, è anche vero che la decisione determinante non è stata presa da te in prima persona. E questo, in qualche modo, è male. Nel senso che questo tuo camminare in punta di piedi annusando la primavera non te lo sei conquistato, non hai messo nulla da scambiare sul piatto della vita, sei stata solo pronta a farlo, ma per l’ennesima volta sono le decisioni altrui a condizionare le tue azioni. E questo è pericoloso.

    Sono sottilmente preoccupata. Anche se sono partecipe della tua felicità, ho un certo timore che tu sia passata da una gabbia a un recinto. Temo che, al dilà delle giustificabili modifiche al piano B di cui abbiamo lungamente parlato, questo avvenimento abbia in qualche modo sedato l’anima libera e creativa che si stava esprimendo nel cercare una via praticabile per la tua nuova vita.

    Il mio augurio è che la metamorfosi sia solo rallentata, che quando la primavera di nuovo entusiasmo che ti inebria necessariamente scemerà, la farfalla che si stava sviluppando non diventi uno scarafaggio da trovare inerme, rivoltato a pancia in su. La mia promessa è che, se il mio augurio non dovesse bastare, ti verrò a cercare sotto al letto e ti rimetterò in pista a spintoni. Giuro. Non mollare!

    1. Cara.Cara Isa.Ti ho letto per bene perche’ hai una tremenda capacita’ di convogliare concetti idee e pensieri in poche frasi che risultano poi cosi dense di concetti da far girare la testa.Intanto, mi raccomando, tienimi d’ occhio e all’ occorrenza corri a scrollarmi le spalle! Detto questo ti rassicuro: per come la vedo io e sopratutto per come sono io, questa svolta altro non e’ che una tappa prevista ed auspicabile del percorso iniziato un paio di anni fae. Quello che non avevo previsto e messo in conto era Arzignano o comunque quel tipo di situazione … Diciamo che e’ una sorta di ritorno in carreggiata! Certo, ora vivo il momento di grande gioia, rilassamento e soddisfazione ma in un progetto ben piu’ ampio altro non e’ che la fase di “mettere via quanti piu’ soldini possibili nel periodo piu’ breve di tempo”…. insomma, adesso e’ tempo di creare il cuscinetto di sicurezza utilizzando il tempo libero per continuare con il resto dei progetti.Capisco bene cosa vuoi dire, in un certo senso ci ho riflettuto anche io ma ti posso assicurare che mi sento ancor piu di prima motivata ad andare avanti con quello che piu desidero : il MARE… Grazie Isa delle tue parole, ti abbraccio.

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