C’era una volta

C’erano una volta due bambine di 10 anni circa, alte,biondine, magre e un po’ allampanate che si conobbero giocando in una squadra di pallavolo del paese. Le scambiavano per sorelle tanta era la somiglianza fisica e soprattutto la simbiosi in cui vivevano. Una era un pochino più timida ma sprizzava energia ed entusiasmo da tutti i pori, l’altra fingeva di essere un po’ più esuberante e sbruffona .

Formavano una squadra vincente, sempre assieme, sempre a cercare nuove avventure, sempre a parlare tra loro fitto fitto di tutto e si erano giurate a vicenda che non si sarebbero mai lasciate.

Trascorsero gli anni, lo sport divenne più impegnativo e così la loro frequentazione; passarono dai giochi e i compiti in classe alle prime volte di tutto …

Il primo bacio, la prima uscita in discoteca, la prima vacanza da sole assieme. Oh, quanto si divertirono !!!

Il mondo era lì davanti a loro e la Vita prometteva numerose e fantastiche avventure.

Iniziarono anche le prime esperienze dolorose. Iniziarono forse, per queste due adolescenti, troppo presto .

Divorzi, morti improvvise, allontanamenti da casa, problemi di salute in famiglia … insomma la vita vera.

La loro amicizia passava indenne tra i sentieri impervi della vita e anzi, si rinforzava ogni giorno di più poiché entrambe costrette a crescere in fretta e per questo silenziosamente a fianco una dell’altra costi quel che costi, sguardo dopo sguardo, spalla contro spalla a sorreggersi intendendosi molto di più col cuore che con le parole.

Era un rapporto d’amore, il loro.

Si erano fatte una promessa: avrebbero tentato per sempre di non abituarsi alle piccole cose belle della vita, avrebbero provato con tutte le loro forze a mantenere quegli occhi di bambine che tante volte avevano regalato loro magnifici momenti. Non si sarebbero lasciate indurire il cuore dal dolore, dalle cose brutte, dalla cattiveria.

Crebbero. La pallavolo non era più nella loro vita e così la scuola. Presero strade di vita, di città,di lavoro diverse e a periodi  addirittura non seppero più nulla l’una dell’altra assorbite nel loro destino di diventare donne.

Si ripresero, molto tempo dopo. Erano cambiate, certo, erano adulte e con l’età si portavano appresso il loro vissuto ma nonostante questo le anime si riconobbero  . Erano un pochino diverse ora, più spigolose, meno entusiaste per certi versi, meno ingenue e con l’ingenuità si era perduta pure un po’ di incoscienza ma si vedeva che erano sempre uguali dopo un paio d’ore passate assieme.

Tornavano ad essere le stupide rumorose entusiaste di sempre.

E ieri. Ieri hanno ritrovato un loro diario comune, anno 1990-1991-estati, 16 e 17 anni . L’hanno letto ieri sera sul divano, tutto d’un fiato, con gli occhi lucidi dall’emozione dei ricordi ormai affievoliti e le lacrime delle risate di un tempo, l’ apprensione di farsi pipì addosso dal ridere, il sentirsi male al petto e pensare di non farcela a ridere così tanto e profondamente, la voglia di non finire mai quella sera sospesa nel tempo.

 Hanno riso con il cuore e con l’anima e non c’era regalo più bello che si potessero donare.

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29 pensieri su “C’era una volta

    1. Ma che bello! Ascolta una vecchiaccia cinica e disillusa: saranno iricordi più intensi e struggenti !!! lo dicevamo proprio ieri io e questa mia amica….la combinazione di età, aspettative, energia, ingenuità (sotto certi aspetti) èè irripetibile e genera una sorta di imprinting che a noi è servito anche per la vita di adulte…..che meraviglia !

  1. quello che hai scritto è bellissimo…col tuo permesso lo dedico alla mia scimmia preferita:la mia cugina/sorella che purtroppo vive a torino e mi manca tantissimo

  2. ..muy linda historia, querida..
    ..non può che risuonarmi nel corazòn questa canciòn..

    ..io dalla canaria son tornata.. nos vemos?
    (e ci ho lasciato un altro pezzo di corazòn.. el viento, el azul del oceano, las olas, las dunas, el calor del sol sobre mi piel, la vida “easy” de muchissima gente de todo el mundo que decidiò de empezar una vida canaria..)

    1. Tizianaaaaaa ciao ! Grazie a te per venire a trovarmi ! Già il fatto di avere buone amiche direi che è un buon traguardo. C’è in giro così tanto individualismo, invidia e aridità interiore che l’amicizia ne risente tantissimo…

  3. Anche io ho un’amica così. Eravamo compagne di banco al liceo e ci siamo trovate dopo quasi trent’anni,ricominciando a parlare e a ridere come se ci fossimo lasciate ieri …il rullo compressore della vita ha spianato forse il corpo,ma di sicuro non la nostra anima bambina!!

  4. io invece ho avuto sia una sorella, che un fratello dell’anima. sono stata tremendamente fortunata. per un periodo però, durato anni ma definito. Il destino ha voluto che li perdessi, per motivi diversi, e che soffrissi dannatamente per questi due tragici ed ingiusti abbandoni.
    Ma, correndo da sola, ho incontrato persone nuove e diverse, di cui alcune davvero straordinarie. Una sei tu!

    1. Un po’ me lo avevi raccontato e un po’ penso sia una specie di karma, il tuo.Tu devi, appunto, correre da sola. Passato , presente e futuro poi, in questo ambito non hanno grnade importanza secondo me, la cosa preziosa è aver potuto vivere quel sentimento così esclusivo, appagante e amorevole. E poi, in maniera diversa e meno frequente ma ci siamo incontrate tu , io ed il terzo moschettiere (che adesso è in Mar Rosso….sgrunt!)

    1. Sì C., anche secondo me è proprio un regalo della vita. Non che non ci siano stati piccoli dissapori o discussioni, eh?! Ma alla fine va sempre a finire che tanto ci vogliamo bene e chissenefrega!

  5. e adesso io cosa scrivo? che ho anch’io un amico cosi… è vero ce l’ho e sai di cosa parliamo quando c’incontriamo, all’incirca una volta all’anno? indovina………

      1. musica, libri cinema, situazioni sentimentale, figli e poi tocchiamo sempre il solito argomento da quarant’anni a questa parte…… quanto sono bugiardo!!!

    1. Sì, penso sia un’autentica fortuna.Perchè non c’è nulla di più simile a te che un’amica di infanzia, è come se nel tempo ti facesse da specchio: chi sei diventata, chi volevi essere, a cosa hai rinunciato , in cosa sei migliorata

    1. Ciao Sloggata !Hai ragione, il “nocciolo” del discorso è lo stesso, vero?! Non capita spesso ma quando capita ti senti piena, non vorresti essere da nessun’altra parte al mondo!

  6. Ecco. Sto piangendo! Ho iniziato a piangere al “Tornavano ad essere le stupide rumorose entusiaste di sempre”, e non ho ancora finito. GRAZIE!

    1. Sai perchè piangi? Perchè SAI di cosa sto parlando, perchè è capitato anche a te e non c’è fortuna migliore al mondo che poter fare esperienza di un rapporto d’amore del genere! un caro abbraccio

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