Osa i tuoi sogni

Casa Batllo roof
Casa Batllo roof (Photo credit: Wikipedia)

In questi giorni sto preparando uno stencil per fare una scritta su un muro di casa, proprio davanti all’entrata :MEMENTO AUDERE SEMPER. Me lo volevo tatuare sulla pelle ma alla soglia dei 40 ho deciso che il muro è più appropriato . Mi rendo conto che scrivo molto poco in merito alla mia sfera progettuale. I sogni. Molto più facile fare ironia o riflessioni sulla quotidianità e su quanto non gradisco … Ci ho riflettuto molto in questo periodo e non mi è chiaro se sia una sorta di pudore quella che mi spinge a non parlare dei miei progetti oppure se sia scaramanzia, o paura del giudizio o ancora l’idea che mettendoli nero su bianco smettano di essere desideri,come se venissero sviliti o peggio mi accorgessi che sono un alibi, che non sono quelle le cose che desidero … A volte parlo, mi confronto con amici, colleghi , famigliari e mentre parlo dei miei progetti, di quello che mi piace, sento a livello delle viscere, di istinto, come se nel momento stesso in cui parlo stessi creando (io oppure l’altra persona) una sorta di muro .E’ una sensazione stranissima e per molto tempo l’ho trascurata non dando peso a quel breve guizzo. In questi giorni però ho appositamente creato quella dinamica per verificare se la sensazione si ripresentava e ….. sì, decisamente sì! Come spiegare? Mentre parlo sento la persona (mica tutte, eh? Alcune) che mi sta di fronte che si sta allontanando come se fosse assorta in altri pensieri, contemporaneamente mi sento come se lo annoiassi o non riuscissi a spiegare oppure ancora come se quella persona non volesse ascoltare quello che ho da dire … Ho liquidato la cosa con il dubbio che forse io non sono abbastanza convinta di quello che dico però questa risposta non mi pacifica. Allora ho invertito le dinamiche: e se fosse l’altra persona che non vuole sentirsi dire certe cose? Forse le persone che sono libere dentro, hanno ideali e progetti cozzano contro le nostre vite fatte di infiniti compromessi, poco coraggio e tanta ipocrisia e noi non vogliamo nemmeno sentirci dire che c’è chi vive diversamente, chi vuole darsi una possibilità , chi non si rassegna a vivacchiare all’interno di una vita che sente di non aver davvero scelto.

 Noi siamo anche le scelte che non abbiamo fatto .

Noi siamo anche la nostra vigliaccheria di pensare che seguendo regole comuni tutto andrà bene.

Noi siamo anche la nostra insicurezza.

Noi siamo anche la nostra ipocrisia.

E giorno dopo giorno dopo giorno ci allontaniamo irrimediabilmente da noi stessi , dal nostro vero destino e ci sentiamo sempre più soli, spaesati, paurosi.

Per come la vedo io il senso della vita, se un senso ce l’ha, non è tanto la ricerca della serenità, ma la ricerca di sé e questa passa per gioie, dolori, sofferenze, prove. Seguire la propria strada non porta benessere, ma porta alla conoscenza di sé. La serenità dunque deriva da questa maturazione di idee e sentimenti,i sogni, i progetti diventano inevitabili conseguenze della consapevolezza del proprio posto nel mondo, il ruolo che uno vuole avere, quello che serenamente si sente di essere. E’ importante, è fondamentale per una vita degna di essere vissuta con senso , che il dentro corrisponda il più possibile con il fuori, ci deve essere quanta più similitudine possibile e fingere di non vedere incongruenze o scegliere vie apparentemente più facili, più semplici non sarà la soluzione. Tutto ha un prezzo. Hanno un prezzo i sogni ed i progetti perché richiedono rischio, sacrificio, fatica, solitudine ma ha un prezzo maggiore una finta accettazione, una rassegnazione ragionata , una bugia detta a noi stessi. Non vi domandate mai che sarà di voi se non uscirete a vivere la vostra vita, se non ascolterete voi stessi, se non vi vorrete bene almeno voi, se non vi darete una possibilità ? Io sì, spesso. E forse non ho mai specificato che tutto ciò per una persona può anche significare lavorare per 40 anni nello stesso ufficio, vivere per 60 nello stesso appartamento e fare sempre i 15 giorni di ferie a Rosolina mare. Non c’è giudizio nelle scelte personali, l’importante è che la sera, nel calduccio del proprio letto, ognuno di noi  sappia che è stato coerente con l’idea che ha di sè. La coerenza con sé stessi, l’avventura più eroica

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25 pensieri su “Osa i tuoi sogni

  1. Difficile…molto difficile..Finirò per vivere di sogni e ricordi….ormai sono un bel pezzo avanti..Complimenti per il blog..

    1. Ma che scherzi?! Non si molla finchè non è finita !Cosa siamo senza i nostri sogni?E te lo dice una che per molto tempo ha ritenuto la sfera dei desideri un lusso che non poteva permettersi.Di certo tutto ha un prezzo e non mi aspetto che la strada sia in discesa ma…mollare mai Simonetta.

  2. La mia esperienza sul parlare agli altri, è che se affrontare certi argomenti lascia il mio interlocutore smarrito e me improvvisamente balbettante ed incerta, di solito il muro lo hanno alzato loro.
    E delude quando sono proprio le persone che ami a rifiutare il tuo aprirti. Ma c’ho pensato tanto, e ho capito che non possiamo tutti essere risolti nella stessa maniera e nello stesso momento. L’importante è che questo non ci trascini in qualche stupida regressione, né ad innalzare dei muri a nostra volta.
    Secondo me il coraggio di sognare è un lusso che tanti hanno paura di non potersi permettere, è per questo che spesso ti guardano in attesa del tuo clamoroso puff…
    Ma sai che c’è? Me ne frego se farò puff, desidero mettere in pratica i miei sogni e l’unica persona che a questo punto potrà fermarmi… sono io!

    1. Ciao Paola! Benvenuta e grazie per il tuo bel messaggio! Direi che hai centrato in pieno la situazione….”Secondo me il coraggio di sognare è un lusso che tanti hanno paura di non potersi permettere, è per questo che spesso ti guardano in attesa del tuo clamoroso puff…”Direi che c’è poco da aggiungere, perfetto.
      L’importante, anche se a volte un po’ complicato, è non farsi condizionare…..

  3. in questo post sei troppo difficile per me, dall’alto della mia ignoranza non sono riuscito a capire un paio di cose…. la prima è cosa fai domani sera? la seconda la sto ancora studiando, ma con un po di pazienza arriverà…… posso solo dire una cosetta: ognuno di noi è tarato su se stesso, quindi siamo noi a giudicare quello che è giusto e quello che è sbagliato per la nostra persona, non cercare di condividere l’idea dei tuoi progetti…. Vivili!!!

    1. Maurizio è vero, a volte si condivide per cercare sicurezze che non si hanno, per cercare condivisione, per mettersi in discussione.Alla fine però la vita è la nostra e solo noi sappiamo quali sono i nostri desideri più profondi, quanto siamo disposti a faticare per raggiungere ciò che vogliamo…Vabbè, allora taccio e faccio.

  4. A ventanni scrivevo canzoni e son partito per Milano per reinventarmi , una frase di una mia vecchia canzone diceva: “.. E se ne andò via con la scusa di non tornare per luoghi da incontrare , dentro al suo cuore..”
    Sono tornato migliore, è stata dura , ma dall’ora IO SONO.

  5. Tra dire che vorresti cambiare tutto e farlo realmente c’è una discreta distanza,proprio come dice il proverbio,
    A me dicono che sono stata coraggiosa, in realtà a spingermi è stato soprattutto l’immaginarmi quanti rimpianti avrei avuto a non fare un salto e a non guardare in basso: troppi…A volte si ha meno da perdere di quanto si creda,

    1. Elena, quanto hai ragione !!! Purtroppo la prospettiva cambia e si fa radicalmente più chiara, semplice logica e sensata subito dopo il salto.Mannaggia la miseria che faticoso che è il prima !!!

  6. Ciao. Ammetto che alcuni tuoi articoli – e questo è uno – mi leggono nel pensiero. A me piace scoprire se la persona che ho davanti è davvero contenta di sé e se le sue lamentele sono sincere. Ad es. con un caro amico faccio spesso discorsi di questo tipo:
    Lui: Ti invidio. Sono stanchissimo. Un lavoro massacrante. burocrazia ai massimi: E per essere pagati si aspettano mesi e mesi. Avrei proprio voglia di dedicarmi ad altro. Un anno in giro per il mondo, magari.
    Io: Molla tutto pure tu.
    Lui: E come faccio?
    Io: Facilissimo. Lo fai e punto. Basta che vendi una soltanto delle tue proprietà e campi benissimo di rendita per sempre.
    Lui: Rinunciare a tutti i guadagni dei prossimi anni…
    Io: Ma non avevi detto che non ce la facevi più? Dici anche che quando andrai in pensione ti trasferirai in un paesino della Spagna. Fallo adesso! Perché aspettare i settant’anni.
    Lui: Mi dispiacerebbe… Mandare a monte tutto quello che ho costruito…
    Io: Allora sei contento così? O comunque questa attuale è la condizione che ritieni la più appagante tra quelle ipotizzabili?
    Silenzio.
    Questo mio amico mi pare una persona che non sa ancora bene quale sia per lui la soluzione migliore. Ma credo che, contro l’alternativa del cambiamento, giochino pure fattori quali la tradizione, la necessità di riconoscimento sociale, che gli impediscono di dare quel taglio che forse a volte davvero desidera.
    Il fatto è che se non si fa realmente il salto non si saprà mai quale è la condizione che ci è più consona. Cioè, “andare a vedere” sul serio è probabilmente indispensabile per sapere. Le previsioni, per quanto diligenti e accurate, reputo siano sì indispensabili ma ahimè comunque non necessariamente attendibili.
    Una volta gli ho detto anche: Ma non ti affascina l’idea di sperimentare una vita diversa? Non saresti più il professionista conosciuto. Coloro che entreranno in contatto con te lo faranno non perché interessati al tuo lavoro, alla tua posizione, al fatto che tu possa tornare loro utile…In fondo la vita è una…
    Altro silenzio.
    Poi ho aggiunto un po’ provocatoriamente: Pensa, io non ho redditi da lavoro e non ho alcun mestiere da vendere. Potrei perdere tutto e finire nella miseria in caso di tracollo finanziario. Quando immagino una cosa del genere mi dico: chissà come reagirei, chissà che esperienza, magari riscoprirei il piacere di cose ora scontate.
    Silenzio assoluto e occhi che non mi guardano più.
    Ciao. Gianluca

    1. Gianluca ciao.Te lo dico sinceramente e seriamente: perchè non apri un blog? Mica una cosa impegnativa, un luogo così, dell’anima dove vai a scrivere giusto quando ti viene in mente…Sei un talento sprecato! Certo, che ne so io se sei sprecato, non so nemmeno come passi la giornata però di una cosa sono certa, quando scrivi, quando commenti i miei scritti c’è sempre tanta intelligenza, bellezza, umiltà, buon senso che mi dispiace da morire quando arrivo all’ultima riga ! Davvero.Mi piacerebbe leggere di più da te.Penso siamo due persone in sintonia…poi magari dal vero non ci sopporteremo tu con le tue abitudini io con il mio modo di fare ma in questo luogo virtuale (mica poi tanto secondo me) io sento che ogni volta colpisci nel segno.Promettimi che ci pensi ok?

      1. Che gentile, grazie! Ma mi sopravvaluti. Temo che un mio eventuale blog inclinerebbe al triste. E questo nonostante io sia una persona allegra, che gioisce per le piccole cose. Però, non so, ho questa sensazione. Tu riesci invece a metterci sempre una tua vitalità, una spontaneità ( anche negli argomenti difficili), decisamente infrequenti.
        Mi diverto comunque a scrivere racconti, che tengo quasi esclusivamente per me.
        Ci penserò. In fondo sarebbe il mio unico “impegno”… E poi, sì, se ti seguo con assiduità è perché alcuni tuoi articoli riflettono esattamente stati d’animo che conosco molto bene (e spesso mi dico: non sono l’unico, allora!).
        Ciao.

  7. Scrivere i tuoi progetti ne mette in mostra qualche limite che nei sogni non compariva. Un progetto sognato che risulta sballato mettendolo giù non è un buon motivo per lasciar perdere: si corregge e si ricorregge il progetto. Almeno fino a quando non sembri realizzabile.
    Realizzarlo mette in mostra che non avevi tenuto conto di un sacco di cose neanche dopo dieci revisioni. Vabbè ma ormai ci sei dentro, cosa vuoi, tornare indietro???

    1. Ma che piacere risentirti ! Come stai? (OffTopic: mi scrivi il link del tuo nuovo Blog?) Bello quello che mi scrivi, utile, hai ragione…In un’ottica che si scosta leggermente dalla solita tempo=produttività=denaro=successo anche le deviazioni sono parte integrante della vita, e a volte nemmeno la parte peggiore.Non posso non riportare un pezzo di questo brano:”…dicono che la distanza più breve tra due punti sia una retta…ma che succede quando quel percorso è bloccato?…quando i sedimenti ne ostruiscono il corso, un fiume cambia direzione…procedendo a zigzag invece che in linea retta…quelli che possono sembrare dei meandri sono il percorso più efficiente dalla sorgente alla foce…”(I.t.W)

  8. mio dio patty che cosa difficile hai scritto! non so perchè ma leggendola mi sono sentita in colpa…con me stessa. non sono tipa da raccontarmi storielle e non riesco a fare finta che alcune cose dentro di me non accadano. sto sempre lì a controllarmi, a volte in maniera molto rigida, ma anche con questo sfinente self-control non sempre riesco a essere coerente con me stessa. non sempre quello che ho dentro collima con quello che viene fuori. questo è un post che ti esorta a fare bilanci, almeno io lo leggo così, e devo dirti che in questo momento non ho bilanci positivi da proporre. questa è una fase in cui cerco di accontentarmi di quello che ho (e non è poco, intendiamoci) e i miei sogni per adesso stanno a guardare, in un cantuccio. l’unica cosa che posso dire è che, comunque, non li perdo di vista…

    1. Cara, cara Emmecarla.Apprezzo la tua umiltà e il fatto che mi leggi con attenzione tra le righe…Ci tengo a trasmetterti tanta solidarietà e comprensione, però vorrei anche che guardassi te stessa da un altro punto di vista: per me è FONDAMENTALE la coscienza di sè, la non finzione. I sogni i progetti sono quasi secondari e di certo non determinano il successo o meno di un’esistenza.Sono la logica conseguenza di riflessioni e consapevolezze.E se a te sembra di essere ferma come il pelo dell’acqua di un lago non significa che sotto di esso non ci siano correnti impressionanti ! Vogliamo bene a noi stesse e siamo indulgenti perchè non nasciamo “imparate” e ci vuole davvero una vita per capirci qualcosa! L’unica cosa che conta , secondo me ovvio, è che ogni sera tu possa andare a letto sapendo che anche per quel giorno hai dato a te stessa la miglior Emmecarla che con le tue forze potevi dare. E poi verrà il giorno in cui sentirai un clic dentro alla testa e niente sarà più come prima. Ma c’è bisogno di tempo. Abbi fede cara amica dell’etere ! Un abbraccio

    1. Grazie ragazza/e ! Certo che li racconterò…diciamo che questo è un post propedeutico, ormai mi sono sbilanciata …. che faccio? tiro il sasso e poi nascondo la mano?! E poi, quanta energia sprigiona parlare di sogni desideri e progetti ?!

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