Ode ad Alberto

E che volete che vi dica? A me l’autunno fa l’effetto “ casa-camino-divano-coperta-film” tanto da preferire un sabato sera all’insegna dei pistacchi e di “Che tempo che fa” piuttosto che intraprendere una serata rampante e trendy  in lussureggianti e promettenti locali della zona.

Capirai, i quaranta sono in vista, non proprio all’orizzonte ma mi piace prendermi per tempo, sai mai che mi capitino tutti assieme sul groppone da un giorno all’altro.

E quindi, sabato di relaz.

E non posso non menzionare il mio meraviglioso compagno di avventure Alberto Angela con il suo “Ulisse, il piacere della scoperta

Negli anni addietro fu suo padre, Piero, a tenermi compagnia mentre ormai Alberto ha preso il posto del suo bravissimo papà e vi dirò che la cosa non mi dispiace poi molto. Bravi entrambi anche il Piero era il Piero.

Il tono, l’eleganza, la raffinatezza e la musicalità della voce sono molto simili ed entrambi producono in me delle reazioni chimiche di tipo endorfo-rilassanti …. Insomma di fronte alla loro trasmissione io faccio pace col mondo.

E quante cose belle ci fanno scoprire ? Infinite!

Ma torno al punto: a me come me la spiegano loro la tettonica a zolle non me la spiega nessuno …

E i vulcani, le maree, gli antichi romani, le galassie , mi potrebbero raccontare anche dell’inseminazione delle zanzare del Burundi che troverei la cosa estremamente interessante.

Ah, Alberto: la sua calma serafica mi rassicura, tutto andrà bene, basta capire come vivevano i popoli aztechi nei periodi di solstizio e non potrà succedere nulla di brutto alle nostre vite …

Ammetto che sul finire della trasmissione, abbastanza sul tardino invero, non è raro che mi capiti di perdere , diciamo , qualche parola, sì insomma …… viaggio a metà tra il dormiveglia e il sonno profondo e lì, oh sì, lì la sua voce dà proprio il meglio ed è una delle poche volte in vita mia che rimpiango di non avere la televisione in camera in modo da sprofondare direttamente in sogni beati, chè io sono sicura anche se non ricordo, il mondo onirico in quelle serate sarà popolato da tribù di boscimani, giraffe della Tanzania e spirali di Dna.

Sono fermamente convinta che se venisse ordinata la visione di massa delle puntate di Ulisse anziché torbidi dibattiti sulla cronaca nera o ancora peggio sordidi litigi in trasmissioni di presunto approfondimento politico o infine puerili e gratuiti litigi tra personaggi più o meno noti, ecco, sono sicura che vivremo in un mondo migliore, l’aggressività sarebbe una caratteristica meno enfatizzata nelle nostre personalità e si rischierebbe addirittura, udite udite, di fare quattro chiacchiere interessanti sulle cose del mondo pure allo sportello di una qualsiasi banca.

E insomma, chiù Ulisse pì tutti !

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13 pensieri su “Ode ad Alberto

  1. nooo anch io lo amo quell uomo!!!
    quanto mi manca in questi giorni che non c è.
    lo amo così tanto da perdonargli il calzino bianco.
    pensa te!

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