Le origini : il downshifting

piantina

Credo fortissimamente che meno bisogni abbiamo e più possiamo permetterci di essere liberi.

 Per una serie di ragioni filosofiche e pratiche non potremo mai essere completamente indipendenti da denaro, oggetti e dal loro acquisto ma abbiamo un bel margine di riscatto. La qual cosa ha comunque un costo in termini di impegno , fatica, sacrificio e coerenza.

Tanto per iniziare, tocca pensare con la propria testa il chè a volte non è così scontato: vuoi mettere uscire per una passeggiata, passare davanti a che so io, Intimissimi, pensare che ti piacerebbero proprio delle mutande nuove a pois, entrare, vedere quelle che hai visto nella pubblicità, comprare, pagare, uscire – rispetto a – pensare se ti servano delle mutande, valutare cosa davvero vuoi, pensare a dove trovare le mutande con un ragionevole rapporto di qualità/prezzo/estetica, andarci e infine lì davanti con la tua mutanda tra le mani pensare di nuovo se ti sia necessaria ?

Insomma, per dire che a volte non è vero che abbiamo bisogno proprio delle mutande ma dell’ emozione legata all’acquisto (più o meno inconscio) e all’aspettativa di essere così felici, sensuali e realizzate come da foto pubblicitaria.

L’acquisto è spessissimo emozionale, si sa. Poi ci sono le necessità primarie e infine quella via di mezzo che è l’acquisto consapevole.

Ho scoperto l’acqua calda, grazie.

A partire da qualche anno mi sono domandata incessantemente cosa era che mi rendeva felice o perlomeno serena, quale modo di vivere si avvicinava di più a quello che immaginavo giusto per me, quale dimensione di vita mi gratificava, quali cose erano necessarie per il mio benessere e a cosa sarei stata disposta a fare e a rinunciare per ottenere tutto questo.

Non è stato facile come scriverlo qui in due righe: molti passi avanti, qualcuno indietro, una marea di dubbi, incertezze … ma ho imparato ad ascoltarmi, a riflettere, a soffermarmi di più, ad ascoltare cosa diceva il mio corpo, ho cercato di togliere i condizionamenti sociali, dei media, togliere togliere e togliere per arrivare al nocciolo della questione : Io.

Di me ho capito che per essere contenta necessito di molto tempo libero per me, di poche ma sane relazioni affettuose e amicali, di coltivare mia creatività, di stare a contatto con la natura, di fare con le mani per spostare il pensiero all’adesso, di mare, di clima mite, di far stare bene la gente che mi circonda, di imparare, di non avere nessuno che mi comanda ma soprattutto di decidere io e solamente io della mia vita. Nei limiti possibili, sa va sans dire.

A cosa sono disposta a rinunciare ? Macchina performante, casa grande e di pregio, un figlio, lavoro di prestigio, carriera, vestiti alla moda, telefoni d’avanguardia, aperitivi e vita notturna trendy, viaggi all inclusive, riconoscimento sociale, alibi, comodità generali.

Da qui, che ci crediate o no, da questa semplicissima lista è iniziato il mio Piano B.

Ho deciso quindi che avrei messo in atto tutto quello che fossi stata in grado di fare per tentare di conquistare ciò che mi faceva stare bene partendo proprio da quì, da questa semplice lista,  dal togliere quello a cui potevo abbastanza serenamente rinunciare.

Perchè mai come nel gioco della vita l’importante è partecipare.

O no ?!

(Continua…)

Annunci

41 pensieri su “Le origini : il downshifting

  1. Per fare quindici giorni di ferie devo lavorare un mese……. cazzarola ma se rinuncio al mare posso fare quarantacinque giorni di pancia all’aria nei giardini pubblici………. devo valutare!!!

    1. Valuta.Puoi anche piazzarti nel giardino di casa di amici e proporti come addetto al barbecue…vitto e alloggio gratis.Vedi come è semplice? Altro che andare a correre alla mattina sul lungomare ;-P

  2. ciao Patty, volevo chiederti quante ragazze/amiche/conoscenti di sesso femminile conosci che rinuncerebbero alla lista di cose che tu hai elencato … no perchè mi sembri più unica che rara! complimenti per il blog
    Ps: ho lavorato anch’io in una banca ad Arzignano per due anni e mezzo tempo fa e mi facevo 100km tutti i gg … posto triste!!

    1. Andrea ma davvero hai lavorato anche tu lì ?! Mamma mia, io lo ricordo come un periodo buissimo di quest’anno !!! In merito alla tua domanda in effetti tante mie amiche mi dicono che anche a loro piacerebbe cambiare qualcosa della loro vita ma non appena propongo loro qualche cambiamento e rinuncia……come dire….non ci sentono molto… Probabilmente vuol dire che così male non stanno immagino !

      1. ..GIà proprio così, osservando scientificamente i miei colleghi capisco che c’è troppa gente pigra, impaurita, senza alcuna profondità di coscienza ecc.ecc. una tristezza unica… cioè intendo tristezza per me che sono costretto a condividere la giornata lavorativa con loro (cosa credevi eh?)… sono già morti, esistono, ma non viviono, poi le banche racchiudono tipi umani dei generi più disparati e brutti … comunque leggendoti mi chiedo che ci fa una con il tuo spirito e la tua sensibilità in quell’ambiente … molla tutto e cambia vita fin che sei giovane, rimandare di anno in anno renderà solo tutto più difficile… anch’io sto meditando il momento propizio ma un pò di incoscienza e fiducia in se stessi ci vuole, spero solo di non farlo troppo tardi. ciao

        1. Andrea come ti capisco ! Anche io mi guardo attorno e stento ancora a credere a certi atteggiamenti.Non ti dico poi quando racconto la mia visione della vita….! Sono considerata “quella strana”…..Vabbè, per me è questione di 100 giorni poi finalmente la libertà almeno per due anni.Insomma, vedo la luce anche perchè, detto tra noi, non so se riuscirei ancora a resistere per molto…. Ma dimmi un po’ di te, cosa stai pensando di combinare? Hai già qualche progetto?

          1. Ma guarda, credo di essere più vecchiotto di te, appena fatti 41 anni, ma sono diversi anni che sto maturando l’idea sempre più forte del downshifting, cosa realizzabile più facilmente per me essendo single (e senza figli), non ho nemmeno una casa ancora, proprio perché mi sono sempre sentito in una collocazione temporanea (lavoro d’ufficio noioso e insulso, pendolarismo, orari fissi, incapaci che fanno carriera solo perchè hanno sposato l’azienda ecc. mi stanno uccidendo togliendomi tutta l’estroversione di un tempo …). Ormai è tempo di fare il salto: ho una grande passione che è la musica ma di quello non potrei certo campare, quindi sto tentando ti costruirmi un nuovo lavoro part-time che mi consenta il necessario vivendo da persona più libera veramente, mi piacerebbe imparare bene l’inglese (mia sorella ha un amico neozelandese che ci accoglierebbe con gioia…) … insomma, e concludo, mi attiverò per chiedere un’aspettativa più lunga possibile anche perchè sembra che la banca in cui sono per via della grave situazione in cui versa (Mps) intenda facilitare chi ne farà richiesta, speriamo sia vero. Se me la concederanno, conoscendomi, credo che comunque non ritornerei più in quella prigione di zombi! ciao

            1. Molte similitudini Andrea.Io di anni 38, siamo lì…Anche io sto tentando la doppia rivoluzione, un lavoro diverso che mi piaccia e part time e il calo dei consumi in modo da farmi bastare meno entrate.Secondo me si può fare. L’alternativa qual è? Lavorare sempre di più e per sempre in un ambito sempre più difficile, selvaggio, aggressivo e sterile…tanto vale provarci, no?!
              Belle le tue idee! Mi raccomando, fammi/facci sapere, le storie a lieto fine riempiono i cuori e danno speranza, io il blog l’ho iniziato a fare per quello, per testimoniare successi e fallimenti di una rincorsa ai sogni. A me l’aspettativa l’hanno data di due anni proprio per la brutta congiunzione economica del paese e delle banche quindi direi che nel tuo caso ci può essere margine di trattativa…Quindi… avanti tutta!!! In c@@@o alla balena Andrea.

          2. ciao, porta pazienza se mi inserisco a metà dei discorsi qui tra te ed Andrea…ma più sotto non trovavo più il tasto rispondi….ad Arzignano ci lavoro anch’io da 15 anni, 38 anni li ho anch’io, e sono sempre più attirata o forse ‘bisognosa’ di downshifting. ti ho trovata per caso ma mi sa che niente niente ci conosciamo pure 🙂
            qualche giorno fa io e il mio compagno abbiamo fatto più o meno la stessa lista…noi però abbiamo 2 bimbi e il ‘prendere e lasciare tutto’ ci risulta un pò più complicato. ma ci arriveremo, a modo nostro ma ci arriveremo. e non partiamo neppure da troppo lontano, diciamo che abbiamo sempre condotto una vita abbastanza ‘minima’ e attenta alle nostre esigenze reali, a quello che ci fa stare bene. però i condizionamenti sono forti, e lo sono ancora di più per i bambini una volta che cominciano a confrontarsi con i loro coetanei….soprattutto ad Arzignano!!
            appena posso scappo via anch’io 😉
            bel blog!

            1. Hey ciao! Intanto complimenti per gli scritti e le foto del tuo blog! In effetti abbiamo molte similitudini…chi si somiglia, si piglia! Ho massima stima e rispetto per le persone che hanno figli e provano comunque un percorso alternativo e un po’ fuori dalle regole, non è davvero facile! Ma non vuol dire impossibile, quindi, in bocca al lupo!Senza contare poi la zona geografica-socio-culturale nella quale viviamo che davvero non aiuta, secondo me… Mi raccomando, fammi/facci sapere i vostri progressi !!!

  3. Certo che questa “rinascita” ti sta sta regalando visioni e suggestioni meravigliose , ma a sedere scoperto con sto freddo … Due mutandine da intimissimi prendile, o ti prenderai un raffreddore….anche budda le indossava. 😜….risposta seria: più si scala la montagna meno si trova acqua da bere… Ma quella che si trova disseta l’anima . Ciao e buone feste

    1. Ah ah ah ti giuro che quando scrivevo l’esempio delle mutande mi veniva in mente il Camagna e i suoi possibili commenti…ho pensato: toccherà metterlo nelle spam…invece latita, purtroppo per fortuna ?!Che bella la frase che hai scritto !!! Buone feste anche a te caro Sonnambulo

      1. Mi viene in mente il film caruso paskosky di madre polacca…… in un alberghetto tra fidanzati. “caruso mi strappi le mutande…… non ti preoccupare poi te le ricompro”.

  4. Ciao. Questo tuo ultimo articolo affronta il nocciolo del problema. Sentirsi liberi. Un po’ come volare. C’è chi ci riesce pur in presenza di vincoli oggettivi. Sarà uno stato mentale indipendente dagli elementi concreti esterni? Credo di sì. Gli spiriti terra terra come me si sentono invece liberi solo in assenza di limiti oggettivi. A volte le stesse cose a me paiono ostacoli, catene, orrori, ad altri solo elementi di scarso rilievo o addirittura occasioni di piacere. Dell’avere un figlio mi hanno sempre spaventato non tanto le inevitabili conseguenti limitazioni – che non vivrei come tali – alla mia libertà, quanto il fatto nella sua semplicità, mettere al mondo una nuova creatura destinata, prima o poi, alla sofferenza, o comunque allo spegnimento. Certo, se tutti al pensassero in questo modo, l’umanità si estinguerebbe. Onestamente, questo peraltro non mi sembrerebbe un evento poi così drammatico. Esistono tante altre forme di vita nell’universo (non mi riferisco agli UFO, eh)…
    Commento un po’ troppo razionale. Ciao. .

    1. Gianluca ti rileggo con affetto.Ti immagino che passi di quì a vedere a che punto sono, come procede, se il passo è in avanti o indietro… E poi mi piacciono sempre i tuoi commenti, così lineari, sinceri ed eleganti. Sì, il tuo commento è razionale, ma perchè probabilmente è la maniera in cui affronti i dubbi e le domande nella vita.Sei uomo, e questo ti è più congeniale, non hai 20 anni e anche questa è una caratteristica fondamentale, sei un ex assicuratore e…chettelodicoaffa’ ! Insomma da te non mi aspetterei una frase sconvolgente ad effetto ma una serena e oggettiva panoramica della situazione. E’ rassicurante ! Bello quello che scrivi all’inizio del tuo commento, ci ho pensato da quando l’ho letta! MI sento libera anche con vincoli oggettivi? Mmmm, diciamo che io dentro mi sento liberissima, davvero libera sempre e da sempre ed il mio problema è che se l’esterno è tanto , troppo diverso dall’interno vado in crisi. Quindi no, con vincoli oggettivi io non mi sento tanto libera , almeno non sempre ecco.Ciao..

  5. Mi piace quello che hai scritto sul figlio e il dibattito che si è creato. Sono stufa di sentire solo persone che ti spiegano che in quanto donna “devi” per forza desiderare un figlio. Le stesse persone che prima cercano di convincerti di quanto sia indispensabile riprodursi poi ti dicono “se non fosse stato per i figli a quest’ora…”. Come te e Sys anche io non riesco ad immaginarmi a rinunciare ai miei sogni e alla mia libertà per un figlio. Ho ancora qualche anno per pensarci, ma è già da tempo che ho altre priorità. Ci sono anche donne che vivono la maternità in modo consapevole senza rinunciare a sé stesse, ma troppo spesso i figli vengono utilizzati come giustificazione alla mancanza di voglia di vivere e di reale impegno per raggiungere i proprio personali traguardi solo che per gridarlo forte e chiaro è ancora un tabù.

    1. “troppo spesso i figli vengono utilizzati come giustificazione alla mancanza di voglia di vivere e di reale impegno per raggiungere i propri personali traguardi solo che per gridarlo forte e chiaro è ancora un tabù” .Ecco, questo lo penso anche io. Si entra in una sfera estremamente personale ed è difficile non urtare la sensibilità delle persone però in effetti alcune volte a me verrebbe da chiedere perchè avere avuto figli per alcune persone sia corrisposto con il lasciare perdere tutto. A volte insinuo che sia un validissimo alibi perchè riconosciuto socialmente ma poi mi dico anche di chiudere la bocca e starmene zitta perchè io non so di cosa si sta parlando non avendolo vissuto come esperienza…

  6. stamattina ero alla ricerca di qualcosa, e sono venuta qui.
    ecco, leggere questo post mi ha fatto bene. perché ci sono tanti pensieri che condivido (ogni tanto fa bene non sentirsi una delle poche a pensarla così) mi ha colpito l elenco delle cose a cui puoi rinunciare: tra la casa di pregio e il lavoro di prestigio c è “un figlio”.
    io sono anni che mi dico di non sentirmi adatta ad essere una mamma e puntualmente mi sento riempire di insulti. leggerlo da te, in tutta serenità mi ha fatto sentire meno sola. ecco…

    1. Ciaooo! Ah ah ah sì , il figlio l’ho inserito con nonchalance tra casa e lavoro, quasi per non farlo notare !… Proprio in tutta serenità a dire il vero no; come donne sia in un verso che nell’altro la decisione è molto sentita perchè è un passaggio naturale e fondamentale nella vita di una donna e di una coppia poi. Però, come scrivi giustamente tu, ci sono persone che ne fanno un motivo esistenziale e altre , come noi, che inseriscono quel progetto in una visione più ampia delle cose e non se la sentono per millemila motivi. Guai a chi giudica sia in un verso che nell’altro, sono troppe le cose e i sentimenti legati alla genitorialità. Io nel mio piccolo penso che sarebbe meglio farne meno e seguirli di più cosa che io non potrei fare nè a livello di tempo nè a livello economico e quindi preferisco rinunciare pur rendendomi conto di perdere un’esperienza immensa, forse LA esperienza.Però il bello è che siamo 7 miliardi e siamo tutti diversi !

      1. ma sai, io credo che “se capita” (e qui ce ne sarebbe da dire, tipo la mia “amica” E. che mi disse: sai, sono incinta! non so proprio come sia potuto capitare e io ho le ho detto in tutta franchezza: vuoi che ti faccia un disegnino?) uno s aggiusta. nel senso che se sei nel mezzo di, ti muovi nella direzione del trovare il tempo e del trovare i soldi… è proprio il concetto che mi sfugge. i più mi dicono “eeeehhhhh è perché ancora non hai trovato la persona giustaaaa perché se noooo è naturaleeeee” e io invece penso che sarei un pessimo genitore, in tutta onestà. sono apprensiva con la mia gatta (sì lo so… non è ovviamente la stessa cosa, ma se la Melli per due giorni non mangia io sono già preoccupata e la guardo, l osservo, le misuro la febbre…) pensa sto disgraziato di bambino come mi verrebbe su. e nello stesso tempo ho bisogno fisico e molto egoistico dei miei spazi, dei miei tempi e dei miei silenzi anche… insomma… sono un pessimo elemento. ergo… il mondo non è pronto perché io mi sogni di spargere i miei geni…

        1. Sì sì sono d’accordissimo! Dovesse capitare (?!) ci mancherebbe, sarebbe una cosa stravolgente e meravigliosa…d’altronde si facevano i figli in tempo di guerra vuoi che non ce la si faccia ora ?! Il punto è proprio una serie di considerazioni che si fanno “a freddo”.Io ho una storia familiare particolare che sicuramente mi avrà influenzato, ho un concetto di maternità che mi impegnerebbe completamente e cozza con i miei progetti di vita, lavoro, di libertà, con la necessità di spazi solo miei ecc .E’ una forma di egoismo la nostra come lo è mettere al mondo dei figli perchè non lo chiedono loro ma sorge da un desiderio personale , quindi egoistico.Insomma come la fai la fai sbagli !

          1. L’argomento figli sembra marginale da una parte e troppo importante dall’altra, ma in realtà secondo me, soprattutto per una donna, è fondamentale anche all’interno della scelta del minimalismo ed è giusto che tu lo abbia inserito nella tua lista. Io non voglio un figlio semplicemente perchè mi toglierebbe la libertà, per sempre. E ho capito che per me la libertà è la cosa più preziosa in assoluto. Un figlio non mi permetterebbe più di viaggiare, di non lavorare per dei periodi, di non preoccuparmi di avere il frigo vuoto, di avere un medico e soprattutto mi farebbe continuamente preoccupare per il futuro. Insomma, no grazie.

            1. Che dire? Niente da aggiungere.Semplice, logico, coerente. E sopratutto consapevole. Magari può sembrare una scelta di leggerezza ma secondo me è proprio il contrario.Fermo restando che ognuno sceglie per sè e mai come in questo ambito non c’è un giusto o un sbagliato per tutti.

  7. In teoria condivido il tutto al 100%… Per me poi fare shopping non e’ mai stato attraente o emozionante, mi da’ fastidio addirittura quindi mi risulta facile non farlo. Nella pratica pero’, tra le cose che elenchi a cui puoi rinunciare, io invece il figlio lo voglio (speriamo a breve!)… e anche i viaggi! Non all inclusive ma tanti si’, almeno 2-3 l’anno se no sto male. Per cui i soldi mi servono… Sogno di avere sia il tempo libero che i soldi per godermelo, ma non credo sia possibile a meno di vincite grosse. Non so, mi sono un po’ rassegnata ultimamente. Sbaglio? 😦

    1. Sab.Rassegnarsi è brutto.Che hai da perdere nel continuare a tentare di trovare una via? Energia.Solo quella e penso che per una buona causa valga la pena perdere energia…Magari poi non succede nulla ma ci hai provato e puoi essere orgogliosa di te perchè solo tu sai quanto hai lottato. Vacanze: io quest’anno mi sono fatta 4 settimane di vacanze …non ci rinuncio ma seleziono mete, periodi, situazioni che costino meno.Di certo al momento tocca rinunciare alle 3 settimane in Giappone a favor edi luoghi più vicini e meno esclusivi. Figlio: è una scelta personalissima e strettamente femminile e non è giudicabile in assoluto…per quanto mi riguarda fare un figlio per farmelo crescere da asili e baby sitter (nemmeno i nonni avrei a disposizione) per non potergli un domani garantire l’accesso agli studi minimo universitari (per motivi economici) mi fanno propendere alla rinuncia.Non è una cosa definitiva ma quando all’inizio del post parlavo di rinunce e coerenza intendevo proprio questo. Ovvio che quello che scrivo riguarda solo la mia realtà e la mia visione delle cose, magari può essere di spunto ma non di certo mi ritengo possessore della verita, eh?! 😉

      1. Certamente, ognuno e’ in una situazione differente e nessuno puo’ dire cosa sia bene o male in assoluto, ci mancherebbe! Io mi sono accorta che la cosa che vorrei di piu’ al mondo e’ NON lavorare. Punto. Non semplicemente fare un altro lavoro. Vorrei non avere obblighi. E questo non hai vie di nessun genere per trovarlo, se non vincere al superenalotto. Quindi, se qualsiasi lavoro (inteso come obbligo di fare alcune cose anche se in quel momento non ne hai voglia) mi da’ fastidio, tanto vale che ne faccia uno che mi da’ la possibilita’ di avere abbastanza tempo libero ma contemporaneamente mi da’ abbastanza soldi da usare in quel tempo libero. Un lavoro che mi permetta di fare un piccolo mutuo per avere una casa con una stanza in piu’ per un prossimo figlio (dove stiamo ora c’e’ solo una camera, per un paio d’anni andrebbe bene ma poi no), che mi permetta di prendermi 3-4 settimane di ferie di fila (se no l’avrei cambiato anni fa) per viaggi lunghi, che mi dia la tranquillita’ di cui in questo momento sento di avere bisogno. Poi chissa’, sistemata la casa e fatto il bambino, tra 2-3 anni magari ci ripenso e mi cerco una strada differente, un part-time per stare col pargolo ad esempio, un lavoro che mi attiri un po’ di piu’… ma per ora non e’ il momento. Piu’ che altro, in Italia nel 2012-13 per una quasi 40enne che vuole fare un figlio non e’ il momento, ecco…

        1. Ribadendo che ognuno ha la sua formula e quì si sta giusto a chiacchierare e a confrontarsi, ti posso fare un semplicissimo esempio: il mio compagno lavora come comandante di yacht, lavoro che gli piace e ha scelto nonostante abbia ovviamente il rovescio della medaglia e che per 5, 6 mesi d’estate non abbia nemmeno un giorno libero.Guadagna bene in quei sei mesi quindi, in pratica quanto me in un anno e negli altri 6 non lavora per niente. Può viaggiare per sei dico sei mesi, non fare nulla, fare quello che gli pare, avere 24 ore su 24 libere per sei mesi l’anno.E’ un esempio ma è per dire che ci sono infiniti modi di vivere la vita, non è solo questione di cambiare lavoro, si può anche lavorare e vivere in maniera diversa.Se tu scegli di stare dove stai è perchè molto probabilmente a conti fatti è la tua situazione “meno peggio” e quindi va benissimo così ! Vuol dire che tra tutte le opportunità a cui hai pensato è la migliore, quindi va bene. L’importante, l’unica cosa davvero importante è che tu sia orgogliosa di te , di come ti sei impegnata per regalarti una vita che ti assomigli almeno un po’…fatto questo uno è a posto con il mondo ! 😉

      1. Meno male. Mi unisco al trend dei post minimalisti che stanno spuntando sui nostri blog e ti riquoto. Condivido le tue osservazioni. Ieri avevo iniziato a scriverti un commento sulla parte che riguarda la scelta di un figlio poi ho dovuto interrompermi per fare altro. Quella forse è in assoluto una delle variabili più importanti, per una donna, da tenere in considerazione ma è anche una scelta che, dopo una certa età, per questioni biologiche, non è più reversibile. Io sono arrivata quasi al punto di non ritorno e non ho ancora deciso ma, in ogni caso, credo che, se lo si vuole davvero, niente sia inconciliabile. E magari si rischia pure di allevare un bambino insegnandogli a ragionare per conto suo, in questi tempi di conformismo e greggi.

        1. Ma tu nutri il mio Ego !!! Grazie Unarosaverde, ti ho letto da te e ti rivedo in tutto quello che scrivi senza contare che condivido e conto di emularti anche se la mia pigrizia in merito alle “pulizie” è proverbiale … Però sono d’accordo, d’accordissimo. In merito alla figliolanza sono altrettanto sulla tua lunghezza d’onda, tra tutte le rinunce e i compromessi è quello per cui sono meno convinta e lapidaria. Il fatto è che anche nel mio caso il tempo stringe e dover scegliere ” perchè poi magari lo rimpiango” non mi sembra un buon motivo 😉

  8. Già, un passo dopo l’altro, direzione…. sogno! Un giorno ci riuscirò anch’io! E nel frattempo ti tengo d’occhio, che dai sogni c’è sempre da imparare!

    1. Alice ma certo che ci riuscirai, ci riusciremo…Magari non sarà prprio come avevamo sognato ma qualcosa accadrà.Se ci si crede, se si prova, se non si molla, se si persevera qualcosa accade.Sempre.Sempre.Un abbraccio

  9. Bello! Ti sottoscrivo al 100%. Ho fatto il tuo stesso percorso e, dopo 2 anni, ancora mi stupisco di dove sono e di come sia cambiato il mio modo di ragionare e vedere le cose. E’ vero, nella vita di tutti i giorni è poi difficile trattenersi e non cedere all’acquisto d’impulso, alla gioia effimera di possedere qualcosa di nuovo. L’importante è spostare il focus, come di ci bene tu, da quello che perdiamo a quello che acquistiamo, rinunciando al superfluo.

    1. Hey ma io ti leggo da un po’ ! Lusingata del tuo passaggio quì da me…confermo la similitudine di vedute.Mi sono allenata, come un’agonista, a rinunciare, a fare a meno, ad alleggerire. Tra 100 giorni finalmente mi si libererà il tempo, tempo per andare, fare, creare, provare, vivere insomma.Mille idee, non so quanti progetti, tanto entusiasmo e un po’ di paura…. ti ricorda qualcuna un anno fa?! EH eh eh mi sa che è un passaggio obbligato. Ciao Lostgirl, attendo tue nuove da quel di Londra.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...