Corti

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Si può dedurre il mio grado di intolleranza e ribellione dalla lunghezza dei capelli. Andando a ritroso nel tempo c’è una precisa coerenza tra il periodo di vita e il tipo di capigliatura che porto. A dire il vero lunghi lunghi i capelli non li ho mai portati ma ho cambiato e cambio spesso pettinatura .Non colore però, io sono bionda dentro. Essere bionde dentro è una condizione dell’anima e io non potrei essere nient’altro che bionda. E poi c’hai alibi di poter essere simpatica ma non intelligente …

Corti come a 19 anni quando mi stavano sul c*** tutte le regole di casa, del mondo, della scuola dove, alla domanda sulla mia esperienza quinquennale appena conclusa, ho detto alla Commissione d’esame che quello che avevo imparato in quei 5 anni di liceo era che, fondamentalmente, comanda chi ha il coltello dalla parte del manico, non necessariamente chi ha ragione.

Corti quindi. Corti come è corta la mia pazienza e tolleranza in questo non-luogo di banca dove le assurdità di sprecano, dove siamo in 3 e ci scanneremmo volentieri l’uno con l’altro, dove avverto un’aridità, un egoismo , un paraculismo allucinante. Dove io non mi sento io ma un personaggio che recita per sopravvivere tra i lupi. Che brutta gente. Eppure non riesco a credere che le persone possano essere così grette, ho un’insana fiducia nel genere umano e mi continuo a dire : è questo sistema che ci barbarizza però a dire il vero non lo so … non so se davvero, potendo, questi miei colleghi sarebbero migliori.

Corti, dicevo. Corti per gridare al mondo, a questo tipo di mondo che non me ne frega niente dei loro tailleur, i tacchi 15, le borse griffate e le unghie finte, le cravatte che  strozzano, gli abiti di sartoria che mal celano l’adipe da impiegato, il biancore della pelle da topo di biblioteca, i capelli pettinati e in ordine, le teste abbassate mentre sono al telefono con un superiore, i petti all’infuori quando dicono di no ad una persona che chiede aiuto.

Corti. Corti come il fiato che mi ritrovo per questi ultimi due mesi di agonia chè pensavo sarebbe stata una passeggiata invece il tempo è fermo, sospeso, dilatato, denso. Fermo dentro  ore interminabili in questo lavoro sempre più senza senso considerato che soldi non ne vendiamo più e fermo dentro a decisioni che non posso prendere io ma devo, dobbiamo aspettare che qualcuno prenda decidendo così per la nostra vita.

Corti come simbolo di libertà; sono leggera, sono libera da tutto questo, libera e giovane,dentro .Dentro, sì lo so, fuori sono quasi 39. Libera di non perdere tempo, di essere pratica, di andare al sodo, di guardare avanti , di avere forza, coerenza, costanza, sostanza.

Corti anche perché tra poco la mia vita cambia e sarà senza tanti orpelli, forse anche solo per due anni ma intanto, dueannidue sono miei.

 

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48 pensieri su “Corti

  1. pure io però sono pallida come un topo da biblioteca 😦
    comunque te lo dissi di lì che stai benissimo.
    i capelli sono un chiaro messaggio di come siamo… ecco perché io sono riccia e incasinata inside!

    ps. Ale, so che non mi conosci e mandami pure a quel paese, ma ti prego… tingerli no!!! brizzolato è SEXY! piuttosto cambia colleghe…

    1. li tingerò solo quando deciderò di farli crescere (anch’io sono riccia…e ho una marea di capelli!) perchè sul lungo&riccio l’effetto non è poi così sexy…

  2. da sempre alterno capelli cortissimi a medie lunghezze e quando decido di tagliare tutti mi dicono che sembro più giovane e sbarazzina! Da un’anno ho anche smesso di tingerli (sono castano scuro con un pò di brizzolato ormai, anche se ho la tua età) e ti dirò che la maggior parte delle persone dice che sembro comunque più giovane! Certo, le colleghe più trendy mi hanno suggerito subito di tingerli…ma per ora non mi va! Almeno finchè non deciderò di farli ricrescere…

    1. Ciao Ale ! Ma che scherzi ?! A me il brizzolato piace tantissimo ! Dà un chè di “sì vabbè ormai ho un’età ma sono in quella fascia dove si è abbastanza maturi per avere esperienza e sostanza ma ancora giovani per predersi tutto dalla vita ” … quindi, che c’è di meglio ?!

      1. comunque concordo pienamente con la tua frase “corti come simbolo di libertà…(ecc.ecc)”: libera anche di non passare ore dalla parrucchiera ad ascoltare pettegolezzi che non mi interessano, con persone ficcanaso e vuote, per apparire quello che non sono…

  3. Patty se non avessi saputo che lavori in banca avrei pensato che fossi una mia collega (di quelle sane però)
    Lavorare con persone “aridissime” ha minato perfino la mia autostima, perché in qualche modo essere, nel mio ufficio, l’unica “normale” di quattro (ora tre) ti fa mettere in dubbio chi sia da mettere in gabbia.
    Adesso poi che siamo nell’open space, assisto tutti i giorni alla sfilata della strafiga che sta cercando di fare ulteriore carriera. E non potendo contare sull’intelligenza e sulla bravura (anche se lei ha l’autostima alle stelle), punta su altro…perché le donne in gamba, invece, non hanno bisogno di certi giochetti.
    I capelli, invece, ricci e lunghi (ma biondi…si fa per dire). L’altro giorno ho detto alla mia parrucchiera di avvisarmi se sono troppo vecchia per quella lunghezza. Io però non mi sento proprio una madamin e per il momento me li tengo così. Ognuno ha la sua ribellione, no? Non sono una signora!
    P.S. Go Patty go!

    1. Hai ragione Alice, come hai ragione! Stare “immersa” tutto il giorno con persone molto diverse dal proprio modo di essere, anche se la più sana sei tu, fa sì che ci si metta in dubbio più del dovuto poichè ti domandi “se tutti vanno in quel verso non è che avranno ragione loro” ?!?!Ma come dice un saggio ” Visto che milioni di mosche mangiano m**** non vuol dire che sia buona”… E quindi mi sei una lunga riccioluta ? Beh, devo dire che considerato il nome, la tua indole e quello che leggo sul tuo blog ti avrei proprio immaginata così ! Quindi nel tuo caso direi che la tua chioma ti assomiglia, guai a toglierla !
      Un abbraccio

      1. Dice il saggio: ecco un’altla bella flase da mettele sulle magliette in vendita! 😉
        Scherzi a parte, ogni giorno che passa sento quella incoerenza di cui parli, lavorare per uno stipendio. Sì, dobbiamo mangiare, ma ogni giorno che passa mi sembra di vivere la brutta copia della mia vita. Ci vuole coraggio. E tu ce l’hai.

        1. “Sì, dobbiamo mangiare, ma ogni giorno che passa mi sembra di vivere la brutta copia della mia vita. Ci vuole coraggio” Alice…. mi sembra che siamo state clonate! Vite un po’ diverse, tu qualche figlio in più, luoghi geografici distinti ma la sostanza è la stessa !… La bella , bellissima sopresa di tenere un blog è ed è stata proprio questa… una sorta di imbuto che porta a me delle persone veramente interessanti, simili per certi aspetti o comunque con qualcosa di interessante da dire che a dire il vero non mi capita così spesso di incontrare nella vita reale.A volte mi domando come mai: dove sono tutti questi blogger bellissimi ? Possibile che non ci siano nella mia vita reale? Certo, alcuni amici ce li ho e sono interessantissimi ma me li sono cercati, trovati e coltivati nell’arco di una vita ! Il bello di Internet.

          1. Beh, la regione è la stessa anche se la provincia è un’altra. Anche io mi domando dove sono nella vita reale le belle persone che ho incontrato in rete. A volte mi domando se non siano finte, perché in rete ti puoi presentare come vuoi, ti puoi anche reinventare, essere quello che nella vita reale non riesci ad essere, anche se non deve essere facile reggere il gioco a lungo. Però, io sono così, romantica in senso lato e rompiballe. E credo che anche tu sia quello che appari qui: una persona in gamba.

  4. a me piace soprattutto la penultima definizione “Corti come simbolo di libertà”
    A me la donna con i capelli corti ha sempre dato l’idea di essere una persona che può davvero fare ciò che vuole
    Non so perchè, ma è così
    buona fortuna

    1. Charlie ciao, molto piacere ! Sì, anche a me la ragazza col capello corto mi trasmette senso di libertà e indipendenza, forse perchè esce da canoni estetici che per millenni sono stati di capelli lunghi o lunghissimi…
      Grazie per l’augurio!

  5. Guardiamo bene come sta cambiando il settore bancario: chi viene assunto adesso non si sogna nemmeno tutto quello di cui gode e ha goduto chi era entrato venti anni fa e il declino è solo all’inizio (hai idea di come è considerato di basso livello il bancario nei paesi anglosassoni? Beh ci stiamo semplicemente allineando) … per chi pensa di andarsene (per di più non avendo costruito chissà quale carriera) non credo sia un tragedia, il vero problema è: adesso cosa mi metto a fare? è la “cultura di insicurezza e paura della propria ombra” che i nostri avi ignoranti (in senso buono) e creduloni ci hanno inevitabilmente inoculato chi più chi meno (certo loro hanno vissuto l’abominio della guerra e tutti i sacrifici post guerra, noi no) … è il demone dentro di noi il mostro più grande da abbattere, una volta fatto il resto sarà solo vita, quella vera, e sappiamo bene tutti che non si muore più di fame ormai, tuttavia continuiamo a morire di paura (paranoie, giudizio altrui ecc) ..
    a volte ho solo un dubbio forse cerchiamo la libertà (in quanto raggingerla dipende solo da noi) quando manca qualcos’altro di altrettanto importante, come l’amore, quello grande e vero, non quello così così.. nelle media .. per non star soli e via discorrendo, penso che se ci fosse tutto apparirebbe sotto una luce completamente diversa, è l’unica spiegazione che riesco a darmi quanto guardo chi tra mille sbuffi e imprecazioni a lavoro sopporta e tira avanti … ma poi scopro che per loro non è un idillio neanche a casa .. e continuo a non capirci niente .. scusate le divagazioni

    Io se mi danno due anni di aspettativa so già non tornerei in ogni caso, come potresti tornare volontariamente in cella dopo che hai visto quanto orribile sia.. da giovani siamo entrati nel tunnel abbagliati da mille luci e illusione, ma ora sei grande e buona parte delle vita è già passata .. no Patty, non tornerai più!!

    1. Andrea, che dire? Poco da aggiungere al tuo lucido e oggettivo esame. E’ proprio così e mi capita spesso che colleghi mi dicano di non sapere fare altro che banca e quindi di non avere la minima idea di cosa poter andare a fare o peggio ancora di cosa piaccia loro, li appassioni.Abominio !!! Per quanto riguarda la seconda parte del tuo commento, la commistione tra libertà e amore … interessante la tua riflessione, ti dico la mia: l’amore, la fase di cui tu parli, quella che ti riempie, ti appaga, ti fa stare bene è una condizione transitoria, come l’innamoramento; poi, bene che vada diventa qualcosa di più profondo e tranquillo che non basta o almeno non serve come viatico per sopportare un lavoro di m°°°° . Insomma, purtroppo non sono vasi comunicanti secondo me, anzi, la frustrazione lavorativa rischia di “sporcare” i sentimenti con nervosismo , stanchezza, rabbia e non il contrario. Siam fatti male ma abbiamo bisogno di un discreto grado di appagamento in tutti gli ambiti della vita altrimenti non saremo equilibrati…certo, se a casa va tutto bene ovviamente aiuta ! Sono cinica?

      p.s. Sinceramente questo lavoro l’ho trovato casualmente rispondendo ad un annuncio dopo 10 anni che lavoravo nel turismo in giro per l’europa e volevo fermarmi un po’.Un annuncio, un colloquio e assunta. Potevo mai dire di no ad un lavoro in banca? Non avrei mai immaginato la pesantezza, senza per questo voler essere ingrata per le sicurezze e le conoscenze che attraverso questo lavoro ho ricevuto.Però adesso anche basta, ciao grazie e arrivederci.
      Se mai le cose andassero male e dovessi tornarci chiederò il part time ….. ma mi auguro vada meglio !

      1. Brava, anch’io non ho mai voluto credere “alla consolazione“ dei vasi comunicanti (certo la vita perfetta non è di questo mondo/dimensione l’abbiamo capito.. ) e da qui ho immaginato la vita come una ruota composta di tanti spicchi più o meno grandi, se ne manca anche uno essa gira male e il viaggio diventa tortuoso … quindi quello che hai scritto era la conferma che mi aspettavo, per di più se arriva da te sono ancora più contento e convinto. Ciao e scrivi .. scrivi.. scrivi

  6. La verità è che esci dal sistema prima che scoppi il casino.
    Che timing…………….
    E guai se dopo che il timer si è azzerato non ci fai vedere se i capelli ti ricrescono o no.
    Non ci provare.
    Un abbraccio!!

    1. Mr ci pensavo proprio oggi… non c’é momento migliore per saltare dalla barca che affonda … in fondo sono una gran fortunata. Speriamo solo non dover tornare, piuttosto mi vendo i capelli 😉

  7. Cos’è stato? Un uragano? (Non mi riferisco ai capelli ma all’articolo)
    Io, quando lasciai, portavo i capelli lunghissimi. Nonostante l’età, ne avevo e ne ho abbastanza e quelli bianchi non sono poi tanti. Quindi, secondo me non mi stavano male.
    Dopo un po’ di mesi, cedetti alle insistenze di mia madre che non gradiva. Cedetti, si fa per dire. Una volta stavo da lei e arrivò la signora che le taglia i capelli e le fa la messa in piega. A un certo punto mia madre dice a sorpresa: “Poi, tagliamo i capelli anche a Gianluca…”. Insomma, Cassazione a Sezioni Unite. Accettai il verdetto per farla contenta. Tanto a me ricrescono in un attimo. Da allora non li faccio più allungare tanto. E la signora è diventata anche la mia parrucchiera. Fine della gioventù? (Da mo, purtroppo)
    Comunque, ti dico pure che questo tuo articolo mi ha riportato alla memoria alcune sensazioni che provavo in ufficio. Sì, era brutto. Stai provando a uscirne, meriti un dieci!

    1. Gianluca! La tua mamma che furba, ti ha messo davanti al fatto compiuto … come ai bambini appunto !!!Ma lo sai che non ti immaginavo “cappellone” ? Anzi ! Quì da noi in tutta l’Area che io sappia non ce n’è uno con i capelli lunghi… forse un pochino meno corti, casual per così dire ma guai a sfidare le convenzioni ! Grazie come sempre e da sempre per il suo sostegno !

  8. Ciao Patty, ancora un post potentissimo. Anch’io ho lavorato in filiali piccole per 4 anni, che periodi tetri. Poi a 33 anni esasperato e felice insieme presento la lettera di licenziamento, ma il mio resp. d’area mi esorta a ripensarci, io dico ok, il giorno dopo ripresento le mie dimissioni e lui non molla, mi tolgono dalle filiali, per me un piccolo successo quel lavoro non era per me, da un lato colleghi e capi, dall’altro i clienti. No grazie.
    Beh rinunciare ad andarmene allora è stata la mia fine come puoi immaginare. Chissà dove sarei ora. Ma mi dico sempre niente è perduto …

    Ps troppe poche donne come te, sei forte.. ah io invece mi sono rifatto crescere i capelli lunghi come ai tempi dell’università e mi diverto ad immaginare i pensieri dei colleghi tutti a posto fuori e morti dentro da un pezzo ..

    1. Ciao Andrea! Grazie per il potentissimo, davvero non mi aspettavo cotanto complimento.Al di là di tutto immagino sia comunque una soddisfazione personale vedere che il tuo superiore ci tiene e cerca di farti rimanere provando addirittura a venire incontro alle tue necessità….. Ora come ora se presenti lettere di dimissioni ti spalancano la porta, chiunque tu sia ho paura….
      p.s. macchè forte Andrea, solamente stufa, tanto stufa di un lavoro di cui non trovo il senso tranne che nello stipendio.Per carattere sono una persona molto coerente possibilmente per cui quella di trovare una scappatoia è ed era un percorso obbligato 😉

  9. Grande Patty! Anche io ho sempre fatto tagli quasi punk in periodi ribelli della mia vita. All’ultimo giorno di lavoro in un’altra banca era addirittura andata con una maglietta NO TAV sotto il tailleur ^^
    Ed è vero che non puoi/vuoi cambiare l’essere bionda (idem anche io… quante cose in comune!), ma vuoi mettere essere una riot Barbie??

    1. Noooooo Riot Barbie è troppo bella ! Me la devo rigiocare in qualche altro ambito !!! Rende troppo l’idea …. vabbè non sono come Barbie ma il nick simpatico gioca a mio favore , no 😉 p.s. Dai non dirmi che vai a lavorare in tailleur…. io ne ho solo uno da sempre , quello delle riunioni plenarie, una divisa in pratica !

      1. Io passo dal vestito da ragazza per bene ai jeans strappati a seconda dell’umore del mattino ed è il mio modo di prendere in giro le colleghe con il logo Vuitton tatuato anche sulle mutande ^^

  10. uh, vedrai le ultime due settimane che sofferenza!!!
    io ho sono al 6° lavoro e quindi so bene come siano gli ultimi giorni: non te ne frega più niente di niente, non puoi nè vuoi seguire cose nuove perchè non le porterai avanti, i giorni e i minuti non passano più.
    sarà tremendo, preparati!
    vedrai che liberazione quando finirai!

    1. Ops, è vero ! Proprio questa la dinamica, mi verrebbe da urlare “ma che cacchio mi dai tutte ‘ste incombenze che poi me ne vado ?!”…e invece mi morsico la lingua forte forte ma tra un po’ sanguino !!!!!

  11. Bellissimooo! Ma quella nella foto sei tu? Pettinatura meravigliosa! E perfetta per chi fa scelte coraggiose come te. Io invece sono bionda sì, ma ho sempre portato i capelli lunghissimi: l’unica volta che li ho tagliati a carrè mi sono pentita amaramente il giorno dopo, e ho detto mai più. Oggi ho 40 anni, e mentre alcune mie coetanee cokminciano atenere i capelli lunghi alle spalle come delle madamin, io continuo inperterrita a tenerli lunghi a metà schiena. Questo è stato per me il coraggio di essere me stessa e continuare ad avere un look hippy e con la riga in mezzo, tra le mie colleghe della scuola elementare retrò 🙂

    1. Ciao viaggiatrice! Quindi mi leggi anche dall’Iran ?! Sì, sono io l’altro giorno con taglio ribelle appena fatto ! Grazie per i complimentoni e direi che un lungo lungo con riga in mezzo è altrettanto “wild” !….

  12. bellissimi i capelli corti, anche per me sono un po’ un modo di cambiare fuori qualcosa che è cambiato dentro 🙂
    e dueannidue tutti esclusivamente per te non mi sembrano per niente poco: e dopo, chissà? buon rinnovamento!

    1. Ciao ! Grazie! Dopo mi auguro vivissimamente di non essere obbligata a tornare in banca…. mi auguro che il mio piano B ed eventualmente C abbia funzionato e mi garantisca almeno la sopravvivenza!…..

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