The impossible

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Attenzione: post che potrebbe rivelarsi retorico. Quindi, se di sabato sera avete di meglio da fare che leggermi sappiate che sarò stranamente indulgente.

Ma io devo scrivere, devo scrivere per buttare fuori tutta questa emozione che mi esce dalle dita, dagli occhi, dalla bocca e dalla pancia, ho l’urgenza di metterla da qualche parte e prenderne le distanze.

Pomeriggio sono stata al cinema a vedere The Impossible, per chi non lo sapesse un film tratto dalla storia vera di una famiglia coinvolta nella tragedia dello tsunami del Dicembre 2004.

Io non lo so se il film sia fatto bene, a me un film piace se mi emoziona, se mi insegna qualcosa, se mi racconta aspetti della vita e questo mi basta.  Sicuramente recensioni diranno che è scontato fare sensazionalismo con un film del genere, oppure che ci hanno marciato sopra sul truculento…potrà anche essere ma se fosse siamo diventati dei gran cinici.

Non so nemmeno se a viverlo così intensamente sia stata la mia predisposizione d’animo, il mio essere lì da sola, il fatto che fossi già emotivamente vulnerabile per una notizia riguardante una mia cara amica ricevuta due ore prima … davvero non lo so. Ma so con che razza di pugno allo stomaco sono uscita e quante quante lacrime ho versato lì, in un’anonima sala cinematografica semideserta e poi per tutto il tragitto cinema-casa fino a qua, a questa tastiera e schermo bianco.

Di certo il fatto che io pianga non deve stupire, è come meravigliarsi d’aver trovato un papavero in un campo di papaveri.

Però è stato un pomeriggio intenso, il fatto di ricordare quel Santo Stefano del 2004, così recente, così forte nella nostra distratta memoria più intenta a ricordare i livelli di Spread che i numeri di morti.

Non so nemmeno se il regista abbia voluto regalarci una morale o se abbia deciso di raccontare i fatti cosi come gli sono stati riferiti da questa famiglia , non ho letto e non leggerò nulla in merito; di certo è un film intenso che racconta una storia che sarebbe potuta essere quella di chiunque: famiglia, vacanze di Natale, resort tanto agognato e poi, in 10 secondi la vita stravolta, per sempre.

Il rombo dell’audio durante l’onda anomala era talmente forte nella sala cinematografica semivuota che faceva vibrare anche il sedile su cui ero seduta e per dei lunghissimi minuti a me è sembrato di essere lì, nell’assurdo, sotto l’acqua, dentro la corrente, annaspando, non capendo, guardandomi attorno, aspettando solo che finisse tutto.

E poi è finito. Il silenzio. L’incredulità. Il terrore. E poi la storia che si sviluppa, e noi che seguiamo la madre con il primogenito in un’odissea di atrocità, dolore, pericolo, paura.

E io lì ho capito. Ho capito molte più cose di quelle che avrei mai pensato mentre compravo il biglietto d’ingresso.

Ho capito che quando d’un tratto non hai più niente se non te stesso, quando in un momento si perde tutto l’unico vero valore che distingue, che fa la differenza è la solidarietà. E non parlo dell’aiutarsi tra moglie marito o  figli, no quello è fin troppo facile, quasi banale per la naturalezza e l’istintività con cui si fa, di certo non fa testo pur essendo ovviamente meraviglioso.

E’ la meraviglia e la nobiltà di pensare anche agli altri, a gente assolutamente sconosciuta, la gratuità di un gesto disinteressato che non porterà nessun beneficio presunto . Aiutare per aiutare e basta. Oh quanto orgolio, stima e rispetto per quelle persone che alzano il culo dal loro comodo divano e vanno ad aiutare, vanno in mezzo al sangue, lo schifo, la puzza di morte, lo sporco, il vomito. Quanta dignità in quelle persone, nei gesti di gente umile che dà quello che ha a dei perfetti sconosciuti a persone che nemmeno parlano la loro lingua, che si danno da fare, si sporcano le mani, abbracciano, accarezzano, salvano, danno speranza in quei momenti in cui più che il dolore fisico fa terrore l’idea della solitudine, di essere soli in un inferno in terra.

E per fortuna tra olgettine, politici corrotti, ladri, papponi, spacciatori, paraculi e meschini c’è un’immensa umanità di gente perbene, di gente che fa la differenza, che ha salvato vite ma soprattutto ha salvato anime. Lì, nelle missioni umanitarie, nel volontariato ma anche nella nostra quotidianità.

Come sappiamo essere meravigliosi, come siamo umani ! Come ha tutto un senso quando ci si aiuta. Come è stato evidente che “siamo tutti fratelli” in queste due ore… Destino? Sfortuna? Caso? Chissà perché alcuni sono stati vittime e altri salvatori, questo non lo sapremo mai ma oggi io ho imparato, anzi no, oggi ho ricordato che noi siamo quello che facciamo. E quando tutto finisce quello che resta di noi è solamente quello che abbiamo dato.

Buon sabato sera, vi voglio bene.

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27 pensieri su “The impossible

  1. Platone diceva “sii sempre gentile, perché ogni persona che incontri, sta combattendo una dura battaglia”.
    alle volte, “non serve” essere nel mezzo di una tragedia. basterebbe davvero essere semplicemente gentili per il gusto/giusto di esserlo.

    (poi me ne dimentico, mea culpa, quando telefonano 6 volte di seguito per vendermi qualche tariffa e il sesto, povera anima, sente solo abbaiare)

    dolce che sei.

    1. Zanzana ma mi stai leggendo da lassù?! Cioè, non lassù nel senso lassù ma lassù nel profondo Nord ?!No perchè nelle statistiche di oggi ho due passaggi dall’Islanda ….wooooooowwwwww !!!

        1. Ammappete Islanda! Ma sei riuscita a non ammorbarci con millemila post in merito ?! Una santa.Però bellissimo quello tuo di oggi… al tuo ritorno mi aspetto diari fotografici e narrativi a go-go !… Ti aspettiamo ma fai con calma !

            1. … e vabbè, comunque affascinante andare in Islanda per lavoro…mica conosco nessuno io che ci va per business ! Donna misteriosa, che fai? Vendi ghiaccioli agli islandesi ? Ah ah ah lasciamo perdere la battuta, io aspetto trepidante i tuoi 1-2 ulteriori post. Chissà che freddo..

              1. Cara grazie, sotto molti aspetti sono assai fortunata. Mi sa che al momento fa più freddo a Milano, certo ieri sotto le sferzate di vento non era proprio semplicissimo, ma ti convinci che, quando la natura chiama, noi rispondiamo come si deve! Tanti baci 🙂

  2. Non so nemmeno se a viverlo così intensamente sia stata la mia predisposizione d’animo, il mio essere lì da sola, il fatto che fossi già emotivamente vulnerabile per una notizia riguardante una mia cara amica ricevuta due ore prima …
    … mi hai fatto venire in mente la sera in cui andai, sola, al cinema a vedere Hereafter. Poca gente, tanta emozione. L’onda non è stata la protagonista quanto il pretesto per il nucleo del film, sulla morte e la speranza di ritrovare i propri cari; ma proprio per questo io che avevo da poco perso mio fratello mi sono sentita letteralmente, è il caso di dire, sommersa dal rombo che usciva dalle casse e dall’immagine di quell’acqua infinita che invadeva lo schermo.

    Lo so, il succo del tui post è altrove, ma io mi sono aggrappata qui.
    Posso dire che sono stata e sono ancora grata a Eastwood per quel momento.

    1. Non è mica poi tanto lontano il succo del post cara Denise… ! Sempre dei grandi temi della vita si parla e di come noi, sedute lì da sole davanti al mega schermo abbiamo vissuto, attingendo dalle nostre tristi esperienze, il mistero della vita e della morte… Ciao Denise, grazie per essere passata quì da me

      1. E’ sempre un piacere, anche se raro 😉

        Penso spesso quanto è importante che condivida con chi mi resta – e con chi verrà in futuro! – quei film, quei libri e quant’altro avrei voluto condividere con chi se n’è andato, lasciandomi poi trascinare dall’abitudine e dal vizio di credere che ‘c’è tempo’… c’è tempo un corno, ecco.

        ‘notte.

        1. C’è tempo un corno, hai ragione … c’è tempo un corno. E bisogna capirlo, farlo proprio e tenerlo presente sempre, in tutti i momenti dlela nostra vita perchè davvero, il tempo è il vero dono prezioso della nostra esistenza

  3. Bellissimo post… io sono una persona che vorrebbe dare tanto e sono sicura che troverei pace nell’aiutare gli altri… per pigrizia, per paura, per non so che, in realtà aiuto sempre e solo chi ho vicino. Ma la grandezza dell’aiutare il prossimo, anche con piccoli gesti, è impagabile!

    1. Grazie ! Che bella cosa hai scritto… trovarela pace nell’aiutare gli altri. Che poi, secondo me, non è che cerva chissà cosa: alle volte è un sorriso ad uno sconosciuto, far passare avanti mentre si è in fila in cassa, aiutare la signora a portare su la spesa…piccole, piccolissime cose insomma.

      1. io sono un po’ ritrosa a fare complimenti agli altri, perchè temo possano pensare che voglio “leccare”. Quindi, generalmente sto zitta… ma negli ultimi tempi invece mi rendo conto di quanto poco diamo riconoscenza e gratificazione a chi ci sta vicino, e mi sto sforzando di fare i complimenti a chi se lo merita. Alla collega che al mattino saluta sempre con un sorriso, al tabaccaio che sa che vado di fretta e mi serve ultrarapido, e così via… piccoli riconoscimenti, ma vedo che alle persone si illumina il viso quando li ricevono. Probabilmente, viviamo in una società talmente individualista che perdiamo di vista le piccolissime cose… perfino la gentilezza sembra un’inutile perdita di tempo 🙂

        1. Dic perfettamente, condivido tutto.E mi raccomando, non smettere di seminare sorrisi e complimenti che , credi,non sono davveor mai troppi e non dispiacciono mai,proprio mai e proprio a nessuno. Un abbraccione

          1. oltretutto, al giorno d’oggi diventa sempre più difficile farsi dei complimenti… perchè la società impone di essere tutti arrivisti, di snobbare il prossimo, di essere migliori degli altri. A volte, un piccolo complimento oltre a gratificare chi lo riceve, dà gioia anche a chi lo fa 🙂

  4. Non so se riuscirei a guardare questo film. Ultimamente sto riguardando vecchi film molto tristi e sto versando fiumi di lacrime (e anch’io forse sono predisposta in questo periodo), ma un film di pura sofferenza non so se lo reggerei.
    In ogni caso, bellissimo post, molto intenso e sulla solidarietà non posso che essere d’accordo. Solo se ci daremo tutti una mano, ognuno per quello che può, (perché non ci sono solo i soldi, si può donare anche solo tempo, una parola buona, una carezza) usciremo da questa situazione disastrosa. Senza aspettare i politici, solo riprendendoci il senso della vita. Buona domenica Patty.

    1. Alice sì, film bello intenso ma un po’ impegnativo emotivamente. Lo sapevo eh?! Ma ci sono voluta andare.Ed è stato meraviglioso, tra le lacrime, emozionarmi per i gesti semplici e meravigliosi di cui possiao essere capaci.Altro che certe bassezze ! Come dici tu la gran parte delle volte non si tratta di soldi ma di carezze, parole, attenzione, abbracci.Tutto gratis 😉

  5. Sono pienamente d’accordo, Patty, e grazie per avermelo ricordato in questa domenica mattina omanita: leggendola mi sono resa conto che da qualche mese a questa parte stavo solo più vivendo per me stessa. Il che alla fine inaridisce. Quindi: GRAZIE!

  6. clap clap clap bella ma anche sensibile, stasera hai superato te stessa….. quello che tu scrivi l’ho vissuto dal vivo, con l’alluvione del piemonte del 94, ho fatto e visto fare delle cose che non mi sarei mai immaginato, con la morte e il dolore di aver perso tutto, anche il nemico ti diventa amico perchè scopri che il motivo dei dissapori sono una cazzata di fronte alla tragedia che ti ha colpito.
    Marca bravo alla nostra Patty questa sera un po meno fiacca…. ciao!

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