Bisogno di libertà

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bisogno di libertà

Ho sempre sostenuto che i libri hanno un’anima.

Nell’arco della mia esistenza posso affermare senza ombra di dubbio che almeno due di questi mi abbiano cambiato la vita, o perlomeno mi hanno concretamente aiutato ad accettare certi avvenimenti e a compiere scelte importanti.

E come spesso accade, poichè la coordinata Tempo è fondamentale, ci sono libri che ti girano attorno per lungo tempo, a volte addidittura sono in casa, nella libreria o nel cassetto ma tu, niente.

Poi, una sera succede che affondi le mani tra i tuoi amati volumi e quasi istintivamente ne estrai uno che avevi acquistato da almeno un anno, edito nel 2006 …. ma era adesso che ne avevi bisogno .Non il mese scorso, non il prossimo, stasera,quì, ora per sentirti meno inquieta, meno insulsa, per leggere di te attraverso le parole di un altro.

Non so come altro condividerlo se non riportando i paragrafi che più mi toccano le corde del cuore, almeno oggi.

“…Ma in questi ultimi anni , ho dovuto arrendermi all’evidenza che la vita non è fatta solo di grandi momenti di libertà davanti ad orizzonti infiniti di tempo e di spazio. La vita è anche la quotidianità, con i suoi compromessi, adattamenti e negoziazioni, a volte riusciti a volte falliti. A meno di non sopportare un alto grado di solitudine, è pressochè impossibile essere sempre liberi dei propri movimenti. La vita di coppia, di famiglia e di società non può essere vissuta senza che la libertà ne soffra. Pretendere il contrario è, nel migliore dei casi, un’ingenuità e, nel peggiore, espressione di mancanza di rispetto per la libertà dell’altro…”

“…Per essere liberi bisogna avere fantasia.Bisogna allenarsi ad immaginare altre vite , altri mondi, altri sentimenti, altri pensieri , altri linguaggi.Chi non ha fantasia si ridurrà a vittima passiva delle proprie percezioni immediate e sarà schiacciato dalla realtà.Ma senza dimenticare che l’immaginazione , come la libertà, può essere usata bene o male. E dimenticare che troppa fantasia rende la libertà utopistica, irrealizzabile…”

“…per poter essere liberi, infatti, è meglio inseguire più di un sogno e investire su più fronti. Si chiama suddividere i rischi…”

“…Bisogna avere un profondo senso della realtà per essere liberi.Si può esserlo solo con cognizione di causa.Essere ingenui non è essere liberi…”

“…Essere pronti a osservare una certa disciplina di lavoro, per realizzare i propri sogni. Non basta sperare, bisogna anche fissarsi un obiettivo e preseguirlo con una certa tenacia. L’essere umano , l’abbiamo visto, è prerennemente in bilico tra presente e futuro , deve valutare i benefici dell’oggi col metro di di quelli, eventuali, di domani. Chi vuol essere libero di cambiare la propria vita non può aspettarsi che la semplice scelta porti il cambiamento. Volere non è potere. Devi essere disposto a fare dei sacrfici, per essere più libero dopo…”

 

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36 pensieri su “Bisogno di libertà

  1. Non so, ho sempre pensato che la libertà sia una pura invenzione, come il paradiso, la democrazia, le creme antirughe. Un’aspirazione, più che un invenzione. Come in una gelateria: ci sono cinquanta gusti, e sembra di avere un’ampia libertà di scelta, ma a piace il pecorino, e il gelato al pecorino non esiste.

    1. Ciao ! Innanzitutto complimenti per come scrivi, ho letto parti del tuo blog, sei davvero in gamba, secondo me. Detto questo sì, più che un’invenzione seconde me la libertà pura è un’aspirazione, come la felicità. Un momento la tocchi e dopo un attimo non c’è più, come una folata di vento …Anche perchè poi, ce n’è una per ogni persona su questo mondo, ognuno ha la sua idea di libertà… Purtroppo estrapolando malamente come ho fatto io dei pezzi di testo si perde un po’ la visione globale dello scrittore che afermava appunto quanto a volte questa tanto auspicata libertà sia contraddittoria e a volte addirittura illusoria. Però io quando mi sento libera mi sento da dio e mi dico che potrei morire in quel momento e sarebbe andata bene così. Grazie davvero per il passaggio , ne sono lusingata!

      1. Secondo me a volte ci mancano le parole. Quella sensazione di cui parli la chiamiamo “senso di libertà” in mancanza di una definizione più appropriata. Sai tipo i bambini che disegnano gli omini tutti uguali, le montagne tutte a punta, il sole rotondo con le stanghette. Ecco, forse tu in quei momenti provi bastezza, che non esiste, però magari è proprio quella, che ne sai? 🙂 Riguardo alla lusinga, so già che sta cosa è tutta colpa di Mr., ma vabbé 🙂

        1. Bastezza, è vero. Come “vuoto”, “mancanza” si potrebbe dire quando quella sensazione manca e noi la descriviamo come insofferenza, inquietudine, malinconia, tristezza, nervosismo. Alla fine sono parole e le parole le abbiamo inventate noi…. sono fallaci, come noi.Che poi mi son sempre chiesta se proviamo tutti le stesse emozioni, chi lo sa.
          p.s. Mr è un vero scopritore di talenti !!!!

  2. oggi non riesco a seguirti, sei troppo…. non trovo l’aggettivo, ma quand’è che fai un post alla mia portata dove posso commentare con tette e culi… l’unica cosa che capisco.

    1. Beh, sei troppo a me va benissimo. Lasciamolo così, senza aggiungere altro. Ti prendo in parola, ora penso ad un post “fisico” … Purtroppo, sai com’è io la macchina non l’ho cambiata ….

  3. Estratti invitanti.

    Ho un Larsson sullo scaffale, ma parla di Otto personaggi in cerca (con autore).
    In attesa del giorno esatto e perfetto per essere letti.

  4. Bel Post. Quando si parla di Libertà …….
    Io sono convinto che la Libertà con la L maiuscola non sia la libertà DI , di fare, andare , partire, scopare.
    Ma il senso di libertà DA. Dalle nostre paure, dai nostri bisogni, dalle nostre ossessioni, inclusa l’esigenza irrefrenabile di libertà. Perché la ricerca di libertà può essere essa stessa una schiavitù.
    É un processo intimo, faticoso, che non presuppone l’allegerimento di cose e persone esterne a te, ma la soluzione di tutto quello che, DENTRO di te, ti rende un uomo non libero.
    Ed é vera l’ultima frase, si paga cara la libertà. Cazzo se é cara, ma tutto quello che vale, non si trova mai per terra dimenticato da qualcun altro. Te lo devi guadagnare.
    Un abbraccio Patty.

    1. Mr … posso imaginare che in merito tu abbia avuto molto da pensare e riflettere qualche tempo addietro. E quindi ti trovo molto saggio e preparato.Concordo. Io un po’ schiava della ricerca della libertà lo sono sinceramente e mi rendo conto che è dentro di me che devo lavorare…ma l’istinto è forte. Vivo una vita apparentemente normale dal di fuori ma ho abitudini, gusti, tendenze e aspirazioni assolutamente inconciliabili col fuori. Fatico ad essere chiara in questa cosa anche perchè conduco un’esistenza dicotomica, divisa tra il desiderio di condivisione, progetti comuni, zone di comfort, equilibrio e bisogni impellenti di andare, fare, stare sola, confrontarmi, sfidarmi conoscermi fino ai miei limiti. Insomma quando sono stanca non mi manca ma quando sono in forma venderei l’anima al diavolo per la libertà come dico io! Però non posso non ammirare le persone che pagano il loro prezzo e si prendono la libertà che vogliono , perchè poi ognuno ha il suo modo di sentirsi libero, no?! Senti, me lo faresti un regalino ? Quando ne avrai voglia, scriverai un post ampliando questo tuo commento ? Se lo vorrai, ovviamente. Buonanotte

      1. Si. Volentieri.
        Ma ora sono in sciopero dalla scrittura.
        Niente è più doloroso far soffrire persone alle quali tieni, anche se è l’ultima cosa che vuoi.
        A volte non dormi perchè ti fanno soffrire, altre perchè ne sei te la causa.
        A volte mi chiedo, e ti giuro che lo faccio, se la libertà non è anche liberarsi dal bisogno d amore.
        Sterili e sereni
        o
        Intensi e scombussolati
        bel dilemma no?
        Un grande abbraccio Patty

        1. Io una risposta alla tua domanda me la sono data. Ho vissuto entrambe le situazioni e mi è tutto abbastanza chiaro. Diciamo che non è tutto o bianco o nero e in una situazione si può inserire un po’ dell’altra e viceversa. Il nucleo centrale comunque della riflessione è , più che la libertà, le responsabilità e le aspettative. Non aggiugno altro, discorso lunghissssimo e potrei creare fraintendimenti.Però è confortante sapere che anche le altre persone si pongono certi quesiti e vivono certe contraddizioni….

            1. Le aspettative non dovrebbero proprio esistere secondo me, viziano non di poco tutte le relazioni e le percezioni della vita. Bisognerebbe imparare ad accogliere ciò che arriva, a desiderare con distacco ma senza generare dinamiche che ci possano ferire e deludere. A volte ci riesco e si sta da dio.Le responsabilità invece è tutto un altro discorso anche se, sommariamente, penso che se ci accolliamo degli impegni sia perchè in fondo è quello che vogliamo, non c’è alibi.

  5. eccoli (e in più un terzo che dà veramente da pensare per un bel po’….). Allora, in ordine:

    “L’ambizione, l’avarizia, l’irresolutezza, la paura e la concupiscenza, non ci abbandonano per aver noi cambiato contrada, esse ci seguono fin nei chiostri e nelle scuole di filosofia. Né i deserti, le caverne, né il cilicio, né il digiuno ce ne liberano….” (Montaigne, Saggi, della solitudine)

    piaciuta? allora avanti:

    “Quando un incidente, sia follia, delitto o disgrazia, manda all’aria la carriera che progettavi, non devi pensare che sei finito. Forse è una fortuna, e magari anni dopo, quando ci ripensi, ti dici che per niente al mondo cambieresti la vita nuova che quel disastro ti ha imposto per l’esistenza grigia e monotona che avresti condotto altrimenti (W. Somerset Maugham, “Acque morte”)

    e per finire:

    “Se il mondo esiste è solo perché è sempre troppo tardi per tirarsi indietro”(Witold Gombrowicz,”Ferdydurke”, cap.7)

    Se ci pensi le 6 o 7 frasi che ti ho incollato hanno tra loro parecchie contraddizioni: e credo che questo sia un ennesimo, importante spunto di riflessione. Un po’ come quando provi irritazione per qualcuno che hai davanti e che cerca di definirti (cioè di limitarti…)
    buonanotte

  6. “Non il mese scorso, non il prossimo, stasera,quì, ora per sentirti meno inquieta, meno insulsa, per leggere di te attraverso le parole di un altro.” Ecco, io cito te. E’ bellissimo quando ti riconosci nelle parole di un altro, ma guardandoti da un’altra prospettiva. A volte leggendo un libro, mi sembra di avere un dialogo con l’autore, come se ci fosse uno scambio, domande e risposte che si susseguono da ambo le parti. E spesso, come dici tu, le risposte arrivano nel momento in cui ne hai più bisogno.
    E’ difficile essere veramente liberi. Sì, forse una persona molto sola è veramente libera. Ma a ben guardare, il prezzo di questa libertà è di per sè una forma di prigionia.

    1. La meraviglia e il fascino della lettura…! La libertà a volte può sembrare una condanna; questo libro mi è piaciuto molto proprio perchè tratta pragmaticamente molte angolazioni di questa condizione e tra queste le sue contraddizioni e il cinico destino che una totale libertà richiederebbe. Solitudine, rischio, fatica e molto altro .Quindi sì, per assurdo una totale libertà può voler dire una forma di prigionia … Come sempre ho la sensazione che il giusto equilibrio stia nel mezzo. Buonanotte cara Alice

  7. e anche: ” I nostri rapporti erano stranamente tesi: una cosa idiota, perché in fondo al cuore lui trovava “straordinaria” la mia vita “fuori dalla legalità”, mentre la sua, così borghese e limitata, in fondo al cuore mi colmava di invidia. Non riuscii mai a fargli capire come la mia vita fosse così spaventosamente, mortalmente monotona e come scorresse con pedante regolarità [….. ], e come la vita che lui conduceva mi attirasse a causa della sua mediocrità, di quel suo clima così piccolo-borghese. ( Heinrich Boll, “Opinioni di un clown”).
    E finisco con:

    “Cambiare missione è quasi difficile come cambiarsi la forma del naso: stanno l’uno in mezzo alla faccia, l’altra in mezzo al carattere, bisogna salire troppo lontano” (Henry James, “Ritratto di signora”)

    giuro che mi fermo, anche se ci stavo prendendo gusto e ne ho almeno altre due o tre che ti incollerei (inclusa una di montaigne su chi pensa di ritirarsi in un eremo…)buona serata!!!

    1. Eddai, e scrivimele ! Così me le leggo e ci penso su. Sono molto interessata, davvero! Ma sto riflettendo sulle ostriche… poi ti dico… E’ un oceano così grande quello del concetto di libertà che rischi di perderti nel mezzo. Però come è bella, anche la parola mi piace LIBERTA’… Ma tu che ne pensi ? Ti senti libero? Hai scelto la tua vita in linea di massima ? E’ la stessa libertà che rincorrevi da giovane uomo? Sei orgoglioso di quella che hai conquistato? Hai pagato un caro prezzo? O ti senti un po’ vigliacco a volte?

      1. eh…quante domande!!! Però se mi segui dai tempi di splinder qualcosa della mia storia la sai… ho cominciato a scrivere qualche mese prima di buttare a fanculizzarsi un posto da manager, cioè: ben pagato, a tempo indeterminato, con una struttura che poteva supportarmi in giro per il mondo oltre che non sostanziato di fuffa ma naturale progressione di venti anni di lavoro nell’energia, di cui sai quanto sono profondamente appassionato. Per scoprirmi ora a rifare la stessa cosa da capo, anche se molto più in piccolo, molto più libero, ma anche molto meno tutelato. Inoltre la cosa che scopri è che prima avevi la tua divisa dietro alla quale mimetizzarti come paravento sociale, ora non posso vantare nessuna appartenenza blasonata. Non tornerei assolutamente indietro, ma attenzione se farai una certa mossa al contraccolpo psicologico. Se ospiti ancora il mio allargarmi, pazienta che adesso arriva Montaigne (e quasi quasi anche Somerset Maugham…)

        1. E certo che ti seguo da quei tempi ! Però, permettimi la confidenza che mi prendo, tu tendi a parlare di altro da te, parli di te ma, come dire, attraverso fatti oggettivi, scelte oggettive, esperienze oggettive … E’ una prerogativa maschile, di una persona razionale e probabilmente anche di una intelligente a cui non va di scrivere di sè in maniera così intima sul web però mi ha sempre incuriosito e mi sono spesso domandata come tu affronti tutto ciò. Se hai il sorriso in bocca al mattino, se ti senti orgoglioso di te, se a volte ti cede il pavimento da sotto i piedi …

          1. beh sì, sono pudico. Inoltre non trovo tanto interessante comunicare l’ECG della mia anima. Meglio darne traccia facendo vedere come “lavora” nel percepire il mondo esterno, che è poi quello grazie al quale esistiamo (hai capito bene, se nessuno ti riconosce non esisti, altro che libertà. Detto da un solitario selvatico al 95% percentile, quindi al di sopra di ogni sospetto).
            Il fatto è che semmai la libertà è distinguere il riconoscimento del mondo esterno dalla mimetizzazione nello stesso, e rinunciare alla seconda.
            Non so se anche tu sia così, ma hai notato che, se passi nel centro di una cittadina all’ora delle vasche, le donne sole sono tutte al cellulare? La maggior parte di queste magari poi continua a discettare di libertà. Spiegamelo.

  8. …e perchè no, eccone un’altra:
    “Penso che, nel considerare le cose spirituali, assomigliamo troppo alle ostriche che guardano il sole attraverso l’acqua, e giudicano quell’acqua densa la più trasparente delle atmosfere” (Hermann Melville, “Moby Dick o la balena bianca”)

  9. dopo poche frasi del tuo post mi è venuta in mente questa, che è proprio per te. Raccattata ed incollata, eccotela:
    “Più spesso [la libertà] era un segno di arcaismo, d’inferiorità o di anarchia. La si trova, ad esempio, tra gli Ebrei e altri mercanti internazionali, che non erano membri di diritto di nessuno stato, o fra i vagabondi, i mendicanti, i monaci erranti, cui nessuna classe dava ricetto.” (Roberto S. Lopez, “La nascita dell’Europa”, libro II,cap.2,par.6).
    Meditare!

    1. Hey…. ma lo sai che ero arrivata a questa conclusione??? Mi è diffcile spiegarmi per iscritto in questo ambito ma da chè ho ricordo di me , dei miei pensieri e della mia identità ricordo che ho sempre pensato che le uniche persone davvero libere sono quelle considerate povere, i vagabondi, gli Ebrei o comunque le popolazioni nomadi e/o erranti. Anche quelle sole sono libere. Ho sempre vissuto in famiglia una sensazione di costrizione nonostante la libertà di cui godevo.Sono proprio le istituzioni, le regolamentazioni, i contratti che ci catalogano e creano delle aspettative sociali a cui rispondere che ingabbiano, gabbia dorata ma pur sempre gabbia.Certo non tutto è da vedersi in un’accezione negativa ma se si parla di libertà in senso ampio tutto questo è sicuramente castrante. E io questa cosa la avverto almeno da quando ho 6 anni, quindi penso proprio sia innata; pensa che dicevo a mia mamma che non trovavo giusto doversi svegliare ad un’ora prestabilita in prima elementare. La libertà ha a che fare con i nostri istinti più profondi e forse è vero, non è adatta a società molto evolute e strutturate…

  10. Sì, è vero, occorre impegnarsi. Nessuno ti regala alcunché. E, poi, salvo andare a vivere in Antartide, delle regole da seguire ci saranno comunque (in verità, anche in Antartide molti comportamenti sono giuridicamente vietati. E poi ci sono gli imperativi della natura, ancora più cogenti…). Quindi, la libertà si ottiene molto con la mente anche se, a mio avviso, solo una volta che si sia raggiunta una certa autonomia dalla maggior parte dei consueti vincoli materiali esterni.
    Ti piace Bjorn Larsson? E’ uno di quegli scrittori che non mi rimane impresso. Un po’ piatto. Sarà la traduzione. Come Piperno. Non ricordo una sola frase, o un’atmosfera, nulla. Tra i due, comunque, preferisco di molto Larsson. Ma io non faccio testo. Ho gusti “antichi”, come dice la mia nipotina.

    1. Ciao Gianluca! Come spesso, se non sempre, concordo con te: i vincoli materiali esterni sono essenziali, nel bene e nel male.Da parte mia considero che in ogni caso e per sempre sarò costretta a farci i conti quindi tanto vale inserirli in un progetto di vita più piacevole. Detto questo a me l’Uomo Bjorn Larsson piace. Mi affascina la sua vita, invidio moltissimo i suoi anni in giro per mare in barca a vela (un sogno accarezzato anni fa) ma sopratutto stimo e ammiro la coerenza e l’onestà intellettuale con cui scrive, sopratutto questo libro.Non nasconde piccolezze, angosce, egoismi e si pone molte domande in merito. Non è da tutti.Non è il mio preferito ma per essere un nordico lo apprezzo per la sua “drittura” morale. Avercene !!! Penso però che tutto questo lo si possa apprezzare di più in un saggio biografico-filosofico come questo che in un romanzo.E in questo libro io mi sono riconosciuta molto, potrei dire che sono riuscita a fare chiarezza su sensazioni e sentimenti che provo da quando sono piccola piccola e che avevo semplicemente catalogato sotto la voce “inquietudini”

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