Libertà e Sindrome di Stoccolma

strada

Venerdì 22 Marzo 2013

Proprio così.

Siamo proprio noi stessi che conosciamo meno.

Lo so che praticamente tutte le persone a me vicine, la gente che passa di quì sul blog, insomma uomini e donne che hanno dovuto sorbirsi le mie tragicomiche avventure di questa aspettativa sì – aspettativa no , lo so che oggi mi avranno pensato e immaginato giuliva e felice mentre abbandonavo il campo di battaglia e mollavo carta penna e calamaio inforcando l’uscita…

E invece no; oggi il tempo era meraviglioso e la strada per andare a lavorare era inondata di sole, prati verdi e montagne innevate all’orizzonte. il caffè del bar era particolarmente buono e cremoso, per non parlare della brioche fragrante come non mai. E l’ufficio? Caldo tepore, odore di carta, luce dalle vetrate, sedia comoda, scrivania rassicurante. Insomma, ‘na gioia….

Clienti accomodanti, poche telefonate, scartoffie da sbrigare ma senza particolari inghippi. Ad un certo punto, mentre portavo dei documenti da un ufficio all’altro mi sono chiesta: “ma io davvero me ne voglio andare via?”

Ero in piena Sindrome di Stoccolma !

Mi sembrava tutto bello, la mia gabbia dorata, la porta era aperta e io stentavo ad uscire !

Mi sarei schiaffeggiata seduta stante se non fosse che avevo una pila di contratti in mano.

Poi, dopo lo smacco iniziale ci ho pensato, seriamente: anni, non qualche mese, anni a non poterne più, in preda a nervosismi, frustrazioni, tristezze, rabbie e poi, all’apice del momento più bello … i tentennamenti.

Se non fosse che questa nuova vita l’ho pensata, sognata, progettata per anni sopra ad una quotidianità lavorativa che non ho mai sentito mia, con ritmi routinari che ammazzano, argomenti che non mi piacciono, valori che non condivido, se non fosse stato che ho un’età che mi garantisce un po’ di conoscenza di me stessa direi che quella titubanza, quell’attaccamento mi avrebbero un po’ confuso.

E invece siamo fatti così, probabilmente: un atavico istinto di sopravvivenza ci spinge a scegliere, a ritenere di preferire una situazione conosciuta, di comodo anche se inadatta piuttosto che un nuovo, luminoso, promettente ma sconosciuto inizio.

Sono convinta che realizzerò tra qualche giorno la portata e i benefici di questa nuova avventura, ora sono nel limbo, elaborando la fine di un tratto di esistenza a cui sono comunque grata e iniziandone un altro potenzialemente molto più costruttivo ed entusuasmante ma anche senza certezze e abitudini. Mi farà crescere, evolvere, inevitabilmente, ed è questo, per me, il senso dell’esistenza: evolvere.

E allora io faccio un salto nel Lunedì che tra qualche ora inizia, nel primo vero giorno fuori dalla gabbia e anche se sento un brivido di apprensione è tanta la sensazione di leggerezza e libertà che in fondo è giusto che abbia un prezzo.

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45 pensieri su “Libertà e Sindrome di Stoccolma

  1. Uhe! capisco la sindrome di stoccolma… ci tornerà ogni volta che il 27 mancherà l’accredito che per tanti anni ci ha dato un minimo di conforto… ma son talmente convinta che con quei soldi ci stavano togliendo l’anima che son disposta a patire la fame, piuttosto. Un bacio dalla compagna di avventura di Vigonza. baciotti Nadia.

    1. Nadiaaaaaa ciao !Che bella sorpresa!Che quella sicurezza avesse un prezzo altissimo da pagare non v’e’ alcun dubbio!…e presumo che sara’ sempre peggio… Tocca imparare una nuova dimensione, a convivere con questo senso di … vulnerabilita’. Ma siamo fondamentalmente animali e conto di adattarmi alla nuova situazione ben presto!In bocca al lupo mia cara

  2. Ma lo sai quante lacrime verserei (verserò, devo dire verserò) se me ne andassi (quando me ne andrò) dalla mia gabbia e neanche tanto dorata? Fiumi. Perché chiudere un capitolo comporta sempre e comunque un’elaborazione. Perché un pezzo di vita rimarrà sempre lì dentro. Detto questo, una soffiata di naso e via verso nuove avventure: evolviiti…mi sembri un Pokemon! 😉 hehehe!

    1. Cara Alice, certo che le verserai ! Ah ah ah nel senso del tempo “futuro semplice” e non “condizionale” … Poi sì, è pur sempre un’elaborazione di un lutto e per noi donne, notoriamente emotive (e io pure ansiosa!) abbiamo una sorta di appuntamento obbligatorio al Purgatorio… non si è ancora felici per il nuovo inizio ma non si vuole nemmeno tornare indietro perchè sappiamo che quella fase è finita…. Mannaggia la fatica. Ma non c’è valore senza fatica, quindi…. avanti!

    1. Ciao Marco! Hai visto la mia ultima disavventura a Jesolo?! Anche i Carabinieri erano basiti ! Ed è capitato dentro al parcheggio del consorzio Manzoni, mica chissà dove ! Per l’altro discorso ti ringrazio ! Non è effettivamente semplicissimo gestire emozioni e sensazioni date dalla paura del cambiamento, dell’ignoto ma come giusamente scrivi tu sono certa che ne valga la pena!

  3. Stamattina un’altra mia collega ha accettato la proposta di buonuscita dell’azienda e se n é andata… Mmh, mi prudono le mani…

  4. Hai chiuso un periodo importante della tua vita, è normale che ti senta un po’ strana.
    Per quanto noiosi e insopportabili i colleghi sono stati parte della tua quotidianità per molto tempo. Magari lontano dalla banca scoprirai che qualcuno è pure simpatico e ti verrà a trovare al mare. Vai e segui i tuoi sogni nel sacro nome del nostro CCNL e di tutti i bancari oppressi!!!

  5. Quando facevo il cuoco ad un certo punto son crollato e me ne sono andato via e ho cambiato tutto e non ho mai avuto tentennamenti tanto era la voglia di cambiare, di rivoltare la carcassa , di sparire!
    Ho vinto io e anche le mie paure e senza loro non sarei ciò che sono. E che cazzo sono? Un tipetto simpatico…
    Sono morto molte volte , è divertente rinascere.

    1. “Sono morto molte volte , è divertente rinascere” Che bella frase ! Avessi vent’anni me la tatuerei !… Bravo Sonny sei un ganzo. Saresti in grado di farlo anche ora, a quest’età ?

  6. io i primi tempi ho faticato molto e il lavoro mi mancava per cui sopperivo tenendomi impegnata con lavori domestici vari poi mi sono ricordata che il mio progetto era viaggiare e ora sono davvero contenta in bocca al lupo

    1. Uh mamma!… Davvero dici che sarà lunga?Ho momenti di gioia e leggerezza e momenti di spaesamento e il cervello (mannaggia a lui) parte a mille per sentieri scoscesi… Ma quindi tu ora sei in giro ?

  7. quel tuo bisogno di “restare” è il segno che la tua non è una fuga, ma il naturale percorso da seguire per assecondare la corrente che più ti si addice… continue conferme del fatto che hai fatto bene 🙂
    Buona vita

    1. Uolly ciao e grazie ! Hai ragione, il discorso della fuga l’avevamo affrontato tempo fa, ti ricordi? Sul blog di Perotti…. Anche quella è stata una fase da metabolizzare, l’avevo quasi dimenticata. Quindi bene! Un po’ di strizza di che cosa davvero non so ma giorno dopo giorno una lenta riappropriazione del mio tempo , il vero tesoro assieme alla salute della nostra esistenza. Attendo tue nuove eh?!

  8. Siii, miticaaaaa! Spettacolo, e tanta invidia ma colorata di ammirazione. Ma dai, alla tua età (siamo pulzelle) e senza figli, quindi senza altra responsabilità che cercare di essere felice… ma chi ti fermaaaaaaaaaaaa. Non ti preoccupare, non te ne pentirai.

  9. ma forse, senza necessariamente pensare di innamorarsi dei propri carcerieri, è bello pensare che il momento della separazione sia stato un momento altrettanto bello. mica come ad esempio quegli sportivi che non sanno lasciare quando è il momento e poi, regolarmente, il momento arriva ed è il peggiore che potevano desiderare, che so, un legamento crociato che salta, una giovane promessa che ti sbeffeggia. e invece no, venerdì 22 ti saluta con “caldo tepore, odore di carta, luce dalle vetrate, sedia comoda”, ed una scrivania che rassicurerà il sostituto che qualcuno che è stato seduto lì ha avuto il coraggio di prendersi il suo tempo.

    1. Ma che meravigliosa prospettiva ! Hai ragione, sai? Io da lì non sono scappata per rincorrere una chimera ma semplicemente era finito un periodo della mia vita e quella situazione non era più mia, non mi serviva più.Tutto quì, semplice.A volte ci dimentichiamo che la vita è più semplice di quello che sembra. Però grazie, grazie davvero.

    1. Yeah ! Wow che responsabilità !…Farò del mio meglio per raccontarvi e condividere! Sarebbe un sogno tutto questo potesse essere da ispirazione o spunto per qualcuno… Non si sa mai !

          1. non riesco è più forte di me e allora commento:
            il tuo stato d’animo è uguale a quando uno si sposa, di doman non ve certezza, ma sicuramente i primi tempi sono inebrianti poi sta a te continuare la sbornia o iscriverti agli alcolisti anonimi.

  10. ecco, ho commentato di là…
    sto preparando il post per quella cosa. intanto oggi ho ricevuto le pola per i ritratti (avevo finito le scorte). ma ancora ci sono delle cose che devo chiarire con me stessa!! intanto buon viaggio…anche da qui!

    1. Ah ah ah brava Naza, o di quà o di là è uguale..importante che mi hai scritto. E grazie per le tue parole…
      p.s. quando sei abbastanza pronta scrivimi una mail in privato che vediamo di sincronizzarci, vuoi? Io siiii !

      1. sì sì…pensavo di iniziare con aprile, in modo da dare un minimo di senso temporale, e quindi di fare il post presentazione questo fine settimana! però ti aggiorno via mail!

  11. pensa a quando la giornata sarà bellissima e tu invece di fare la strada per l’ufficio farai la strada per una mattina tutta tua!!!! aaaaaahhhhh! (io sto sotto la neve al momento, tanto per dire…c’è chi sta peggio!!!)

    1. …..E quando torna il soleeeeee ?!?!?! Ho in programma lunghi pomeriggi di ca**eggio in giro ma al momento sono ibernata davanti alla santissima stufa a pallet mannaggia a Marzo !

  12. E’ una razione perfettamente normale. Aggrapparsi alle cose che conosciamo e che ci danno sicurezza, anche se non ci piacciono, è un istinto naturale. Sempre meglio qualcosa che conosciamo e che bene o male sappiamo gestire piuttosto che l’ignoto assoluto.
    Ma tu ora inizi la tua nuova vita e non c’è niente di più bello. La paura è normale, ma passerà.

    1. Ciao Emily, passerà, certo che passerà. Ma ne voglio scrivere, per me, per nn dimenticare e per chi leggerà arrivando quì da chissà dove e cercando conforto, coraggio, confronto…come ho fatto io per molto tempo navigando come una pazza in cerca di storie del genere….Perchè ci si sente meno sole, meno pazze, meno inquiete se sappiamo che altri ci sono passati, no?!Un abbraccio

      1. Hai perfettamente ragione, infatti credo che la tua storia possa essere di ispirazione per altri, così come altre storie hanno dato la forza a te 🙂

  13. La paura a volte si camuffa nelle cose più care.
    Odori, sapori, emozioni, ricordi.
    L’istinto di sopravvivenza che è in dotazione ha anche la paura.
    Perchè sente che te, TE, la stai uccidendo.

    Voglio essere il primo a darti un abbraccio enorme.
    Sconfiggere le proprie paure è un gesto estremo.
    E così umano.

    🙂

  14. Deve essere spaventoso svegliarsi la mattina e scoprire che la tua vita è cambiata… che la solita routine non ha più senso e che devi “reinventarti” la giornata. In bocca al lupo, e non sai quanto ti invidio, finalmente sei padrona della tua vita.

    1. Un po’ spaventoso lo è, assurdo no?… Nella frazione di secondo in cui mi sveglio penso: “cacchio non ha suonato la sveglia!Ma sono in ferie oggi? Ma che giorno è?”….Poi appena realizzo mi prende un po’ di panico ma appena mi alzo dal letto mi sento padrona del mondo ! Insomma ‘na matta da legare !!! Mi sto osservando molto in maniera oggettiva per ricordarmi un domani quali e quanti siano i legacci che ci costruiamo nel tempo … Sono davvero molti. Ma io ho di meglio da fare quindi mi spiace ma li devo tagliare 😉

      1. Non sono nella tua situazione (purtroppo) quindi posso solo immaginare lo stato d’animo che avevi la mattina. Come ho già detto deve essere dura da un giorno all’altro tagliare quei rapporti quotidiani più superficiali (come può essere un cliente) e scoprire che quei rapporti un pò più profondi non erano così forti da resistere ad un evento di questo tipo. in ogni caso in bocca al lupo, mi dispiace per il tuo piano B che è saltato, ma spero che il piano C sia molto migliore.

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