Libertà e lavoro

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In questi giorni ho fatto una scoperta.

Un po’ mi riguarda ma molto si riferisce a persone con cui ho parlato, di cui ho letto, con cui mi confronto.Ve la butto lì, nemmeno troppo riflettuta.

Mica tutti vogliono davvero essere liberi…della libertà non sanno che farsene, tuttalpiù vogliono combiare lavoro, ecco.

Questo  è il massimo a cui aspirano, cambiare lavoro e panorama di fronte alla sedia su cui metteranno il culo.

Ma non è quella la libertà.

Lungi da me criticare tale preferenza, è solo che mi sembra di sovraesporre la parola Libertà, un po’ come la Hunziker che te la trovi dappertutto anche dove non avrebbe più di tanto senso che ci fosse, ma c’è, perchè fa trendy che ci sia.

La libertà , quella vera, ha a che fare con il superamento dei propri limiti, con le paure più profonde, con i dubbi che ci assillano la notte mentre guardiamo il soffitto, con il coraggio, ha a che fare con l’idea che abbiamo di noi stessi, con la gestione delle ansie e dei dubbi, quali siano le nostre caratteristiche, il vissuto.

Ha a che fare molto con lo scoprire chi siamo, ognuno diverso, cosa vogliamo, cosa sogniamo per noi stessi, per davvero, non quello che ci hanno condizionato a credere di volere.

Ha a che fare con passi avanti e indietro, con senso di sconfitta e impotenza, con la cocciutaggine e la coerenza, ah la coerenza !

E succede che tutti noi probabilmente abbiamo un’idea di noi stessi, intimamente rinchiusa nel luogo delle cose intime, e certe. E a forza di deviazioni oggi, deviazioni domani non ci crediamo più nemmeno noi che quello lì dentro siamo noi, no no, probabilmente ci siamo sbagliati, un errore di gioventù, peggio ancora di ingenuità, noi siamo questi , quelli che devono , che fanno , che vanno, che non possono ,non vogliono, non devono.

E così ogni giorno noi tradiamo noi stessi, con estrema serenità perchè questo ci viene richiesto…Non è forse da subito che ci dicono che dobbiamo comportarci come gli altri, imparare come i compagni, parlare normalmente, vestirci come gli altri, volere quello che vogliono gli altri?

Non è forse sbagliato essere diversi ? Sbagliato è l’uomo nero all’angolo della strada, sbagliato è il circense, sbagliato è quello con la cresta verde, sbagliato a volte è addirittura quello che non si sposa e non fa figli, quello che si licenzia, quello che a quarant’anni fa il giro del mondo.

Ho capito che prima ancora di parlare di Libertà, di anelare la Libertà abbiamo davanti a noi un lungo percorso di consapevolezza da fare, per capire che, forse, siamo più conformisti e condizionati di quello che pensiamo.

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32 pensieri su “Libertà e lavoro

  1. La libertà te la porti dentro. l’importante é fare cose e stare in posti che ci fanno stare bene. Ognuno ha il suo modo l’importante é essere consapevoli che siamo noi a scegliere. baci c.

  2. in Francia si chiamano flic-dans-la-tete. i poliziotti, i gendarmi (flic è anche un po’ dispregiativo, a quanto so), stanno nella nostra testa. chi più chi meno, la grande sfida, prima di trovare forme apparenti di liberazione o emancipazione sociale spesso apparente, è liberarsi da quelli. sottoscrivo ogni parola (se il periodo sabbatico ti ispira così, prevedo grandi cose!)

  3. Tutto vero quello che dici, il problema è che si ha paura: paura di lasciare le nostre piccole certezze per le conseguenze dell’ignoto, paura di essere giudicati, paura di sbagliare..aaahh sbagliare!! Se solo ci avessero insegnato che sbagliare non è così negativo, ma che anzi è ciò che ci permettere evolvere nella propria crescita personale!

  4. Patty, visto che tutti fanno complimenti, io mi faccio risentire dopo un po’ provocando(esatto, non è per nulla una critica, ma un invito a riflettere): Pascal disse: “Tutti i guai degli uomini derivano da una cosa sola: dal non saper starsene quieti in una stanza”. Ora, se essere fatti così fosse inserito nel codice dell’essere umano? E se quindi la nostra società fosse stata fatta per andar dietro a questa caratteristica “psicobiologica” innata? Bisognerebbe liberarsi da sè stessi? Mi sembra come liberarsi dal fatto di avere le orecchie, le gambe o ,che so, il duodeno….
    ciao

    1. Ma guarda un po’ chi si rivede! Come stai?! Grazie di avermi lasciato un segno del tuo passaggio !Ho aspettto a risponderti per riflettere sulla tua provocazione…. Penso tu abbia ragione nel senso che è proprio l’essere umano ad essere costantemente un po’ insoddisfatto e con una tendenza all’evoluzione , alla conoscenza, ai cambiamenti, al progresso … Altrimenti non saremmo dove siamo (dove siamo? sì, ecco, altro argomento…). Il fatto è che io la vedo con un’accezione positiva, un innato talento per l’automigliaramento che la società invece soffoca tentando di omologarci nei desideri e nelle espressioni di noi stessi. Questo in un mondo utopistico di brava gente. Poi c’è la variante stronzi, cattivi, malati, corrotti ; anche quì altro discorso.Che famo ? Un Post a parte? Hai aperto un vaso di Pandora !

  5. Sono d’accordo su tutto. Pensa che a volte mi trovo addirittura a dovermi giustificare con parenti e conoscenti sul fatto che vivo in un monolocale invece di avere un mutuo trentennale per un appartamento grande. Rivendichiamo la libertà delle nostre scelte!

  6. Ah Patty, come sei saggia! Spero che la conquista della mia Liberta’ mi rendera’ un po’ come te. Io sono sempre stata un po’ “sovversiva”, nel modo di vestirmi e di pensare, un po’ per la mia costante volonta’ di andare contro corrente, un po’ per incapacita’ di “essere come gli altri”. Poi pero’ improvvisamente, “da grande”, quando pensavo che stavo facendo esattamente quello che desideravo, mi sono resa conto che in realta’, senza accorgermene ero anche io scivolata nella normalita’: un contratto a tempo indeterminato, un bello stipendio, un’azienda grossa e..la prigione con 4 mura e un pc davanti. Nel perseguire quelli che pensavo fossero le mie innate ambizioni mi sono invece ritrovata incastrata nel sogno inutile della carriera.
    Non so ancora che faccia avra’ la mia Liberta’, ma so che sogno una vita in cui cio’ che faccio mi renda soddisfatta di me, che sia utile agli altri e che potenzialmente mi diverta.
    Grazie per un’altro post illuminante! 🙂

    1. Ehhhhh saggia proprio no,magari , non avrei tutti questi dubbi e pensieri !… Però sai una cosa ? Rendersi conto dei propri limiti, capire che la vita che stiamo vivendo non è davvero la nostra ci pone in una situazione di scelta: o te ne rendi conto ma metti la testa sotto la sabbia e continui così, oppure lo accetti ed inizi prima dentro di te poi esternamente a fare delle scelte che ti direzionano verso ciò che davvero è importante per te, ispirante, divertente, insomma verso l’idea che hai di te ! E tu mia cara, rientri pienamente nella seconda categoria…quindi…. non può essere che un successo !!! L’importante è il viaggio, la meta è secondaria 😉

  7. È assolutamente vero che molti la libertà “non la vogliono e non sanno che farsene”. Tanti ne parlano, quasi tutti, sospirano, si riempiono la vita e la bocca di “ah come mi piacerebbe”, “ah se potessi”, e quando gli rispondi “perché non puoi?” restano con l’occhio terrorizzato della triglia all’amo, e poi ti guardano come se gli avessi fatto lo sgarbo peggiore del mondo…

    1. Ah ah ah è proprio vero, sai?! Mi accorgo che non tutti sono pronti alla coerenza, mi accorgo che spesso è di moda parlare di questi argomenti ma “che dio me ne scampi e liberi” tentare di vivere in modo diverso… Che peccato! Si perdono opportunità di crescita, evoluzione o almeno di consapevolezza….

  8. Non posso che applaudire a quanto scrivi… ho scoperto, quando mio marito mi ha lasciata, di aver sempre vissuto la mia vita come se fosse un lunghissimo muro con tanti campanelli… e io camminavo dritta lungo il muro: diploma superiore drin! laurea drin! lavoro drin! matrimonio drin! casa drin! figlia drin!
    …poi ci è voluto lui, che lasciandomi ha distrutto il “mio” muro, ha buttato una bomba nel punto preciso dove mi trovavo e non è rimasto più nulla di quel muro… mi ci sono voluti anni (quattro, per la precisione) prima che si dissolvesse il polverone causato dallo scoppio. Poi, passato il polverone, mi sono resa conto di non avere più un muro da seguire, ma una distesa prateria da percorrere in ogni direzione, a mio piacimento.
    Che paura, all’inizio!!! Ma mi sono lasciata trascinare dal profumo dei fiori… e disprezzo chiunque voglia obbligarmi a ricostruire il muro.

    1. Belli questi DRIN! Bia, e la metafora con il muro, che chiude, soffoca e obbliga a seguire percorsi che non ci appartengono. Siamo state educate a captare i segnali altrui di come vogliono che ci comportiamo, quando invece dovremmo imparare – e presto – ad ascoltare i nostri segnali su come vorremmo davvero vivere la nostra vita.

    2. Bia…hai riassunto perfettamente il percorso di vita che molte di noi hanno fatto….chi si è fermata prima, chi ancora ci sta dentro… Non importa, ciò che più conta secondo me è la consapevolezza e la consapevolezza anche del fatto che spesso abbiamo bisogno di bombe per poter rinascere dalle nostre ceneri. Quindi Bia, bene! Sei di esempio a tua figlia !!!

      1. a volte, le bombe che distruggono il muro sono l’unica via per uscire dai percorsi “obbligati”… siamo liberi di scegliere il nostro cammino, ma ormai il coraggio di farlo ce l’hanno in pochissimi. Pertanto, ben vengano le bombe… per quanto male facciano, perlomeno liberano il varco 🙂

  9. la Libertà è una cosa talmente grande da afferrare che spesso spaventa i più.
    Perchè poi la devi gestire, la devi sfamare, sei uno squalo che non può mai fermarsi.
    E’ incredibile come le cose di maggior valore siano a portata di mano, eppure inosservate.

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