OT: Tutti gli uomini sono stati creati uguali

 

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Sarà che ho gli ormoni scombussolati dal cambio vita, oppure c’ho ‘na gravidanza isterica giusto per emulare la mia migliore amica che sta per avere una bimba… non so … il fatto è che mi vengono le lacrime agli occhi per un nonnulla…manco fossi Brooke di Beautiful.

Così, sempre pronte.Ad ogni angolo di strada, per una musica, un colore di cielo e zaaaac, pizzicorìo al naso e occhi umidi.

Forse la cosa è collegata al fatto di sentirsi vulnerabili, in una terra non mia, con persone sconosciute, a fare cosa non si sà.

O è il sentirsi fortunati per avere tutto ciò che si desidera, il tempo, il mare, l’estate.

O è il continuare ad avere sotto agli occhi i vacanzieri sfrontati, griffati e viziati e poi sapere che a Cagliari, mica a Timbuctu, a Cagliari c’è gente che vive nei garage allagati.

O è colpa della serie di libri letti, uno su tutti “Zero zero zero” di Roberto Saviano sul traffico di cocaina e compagnia bella .

O forse è anche la disponibilità di tempo che mi permette di soffermarmi a guardare cose e persone, dinamiche, situazioni, assurdità.

O magari mi sono depurata da tanto “sano” cinismo che serviva per sopravvivere nel mondo lavorativo e ora mi ritrovo ad essere la Candy Candy isolana.

Il punto è che sopporto sempre meno tutta una serie di disparità tra le persone al punto da farmene un cruccio personale.

Fatico a guardare negli occhi il mendicante al semaforo, gli extracomunitari in spiaggia col loro carico di ninnoli, fatica e speranze disilluse e non mi metto quì a dissertare sulle politiche di immigrazione chè sì, fanno schifo ma non è questo il punto.

Il punto è che ogni persona al mondo ha un’anima, o come la si vuol chiamare, ha capacità di soffrire e gioire proprio come noi e mi sgomenta il fatto che riusciamo ormai a non indignarci più per niente.Mi domando come è possibile che a quel vecchio che vedo tutti i santi giorni allo stesso semaforo anche con 45° sotto al sole, mi domando come è possibile non allungargli nemmeno una bottiglietta d’acqua, mi domando come siamo diventati se non facciamo a gara per farlo salire in macchina e portarlo a casa nostra per offrirgli un piatto di pasta. Mi guardo intorno e dentro me per capire come sia possibile essere indifferenti a tutto oltre agli ormai “soliti” africani che muoiono di fame,  ai siriani gassati o a tutti gli abomini che quotidianamente si compiono davanti la nostra totale indifferenza e mi dico che forse dai, è la televisione che allontana, fa sembrare la realtà un film e i film la realtà.

E un po’ mi vergogno,di me , di noi. Chè non ci manca un etto di pasta da regalare, nè una doccia calda ,nemmeno una bottiglietta d’acqua e ancora meno un braccio da passare attorno al collo di qualcuno per farlo sentire meno solo, meno miserabile.

E mi vergogno per averne paura, per aver timore che avvicinandomi mi capiti qualcosa di scomodo… per riuscire tranquillamente a prendere sonno la notte.

Sono inorridita da questa inumanità consapevole e felice ma provo addirittura imbarazzo nello scrivere poichè mi leggo così retorica, ovvia, così banale.Tanto coraggiosa nel buttarmi in nuove avventure tanto codarda nel non guardare dove dovrei.

E non c’è valore in me in tutto quello che faccio , che sogno e progetto se per prima cosa non ho a cuore tutto questo.

Ovvio che non ho soluzioni, ovvio che scrivo di getto e ovvio anche che non sarà di certo uno scritto come questo a cambiare il mondo ma io lo devo scrivere che non devo, non dobbiamo mai abituarci alle ingiustizie, che essere a posto noi, i nostri figli, i nostri genitori non implica che abbiamo fatto il nostro dovere.

Voglio scriverlo quì, vooglio prendermi un impegno: non appena avrò sistemato in qualche modo la mia situazione di vita, appena avrò di chè vivere mi impegno a dedicare del tempo, delle energie e delle risorse per aiutare qualcuno.

Chè di gente che ha bisogno anche solo di un abbraccio ce n’è ovunque una marea.

 

 

 

…”Che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca delle Felicità; allo scopo di garantire questi diritti, sono creati fra gli uomini i Governi, i quali derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; ogni qual volta una qualsiasi forma di Governo, tende a negare tali fini, è Diritto del Popolo modificarlo o distruggerlo, e creare un nuovo governo, che ponga le sue fondamenta su tali principi e organizzi i suoi poteri nella forma che al popolo sembri più probabile possa apportare Sicurezza e Felicità.”…

 

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20 pensieri su “OT: Tutti gli uomini sono stati creati uguali

  1. Ciao. Non volevo intervenire, perchè come al solito hai detto tutto. Aggiungo che da parte mia ho iniziato a temere l’Inferno, perchè faccio davvero poco pur avendo tutte le possibilità. Poi è strano come sia più facile, almeno per me, aiutare chessò una vecchietta vicina di casa invece di un nero malandato incontrato per strada. E non è solo per stupida paura. È come se si stesse scegliendo una fidanzata, preferendo la più educata, la più linda, la più simpatica. Per il resto, anche a me pare folle che le opportunità siano distribuite a caso e che molto dipenda dal luogo in cui si nasce. E ancora più incomprensibile è il fatto che l’umanità non si sia organizzata secondo criteri di mutuo soccorso. Però, certo, se io per primo aiuto chi mi piace di più, non c’è da meravigliarsi. Un abbraccio. Gianluca

    1. Ma allora ci sei ?!?!? Ma quanto mi manchi Gianluca ! Davvero, sai? Ti immaginavo a Creta, sei lì? Macro e micro, come fai riferimento tu.Guardandoci dentro probabilmente abbiamo le risposte del mondo… Non lo so il perchè ma è vero, hai ragione, anche io riesco più facilmente a dare una mano a persone socialmente più “inserite”.Il barbone di strada, l’immigrato di colore mi turba, mi scuote nel profondo.Forse sono davvero le nostre ataviche paure che ci fanno scappare addirittura alla sola vista. Non lo so. Ogni volta mi auguro che ci sia la reincarnazione perchè nessuno merita di giocarsi l’unica vita così, nessuno.

      1. Idem anche per me…il barbone o l’immigrato di colore che chiede l’elemosina (soprattutto se giovane) mi turba tantissimo, mi fa sentire una cacca, egoista e cattiva. E mi dico che dargli un euro non risolve, mi dico che potrebbe provare altri modi di campare invece di quello, mi dico che io al suo posto non lo farei, mi dico che io ci metto un’ora per guadagnare pochi spicci e magari lui li ottiene stando lì a fare niente, mi dico “sì vabbè ma che ci posso fare io? ci penserà lo stato/chiesa/associazioni/mister x” e sono tutte obiezioni razionalmente valide. Ma allora perché continuo a sentirmi una cacca?
        Io non lo so se è paura (ma paura di ritrovarsi al posto loro o paura dello “straniero”?) ma di sicuro è senso di colpa, inutile senso di colpa. Molto meglio sarebbe fermarsi lì a parlarci, chiedergli “ti posso aiutare?” o solo ascoltare che ha da dire. Una volta, una sola volta, sono riuscita a fare la cosa giusta: un tossico che chiedeva elemosina, gli ho detto che non potevo dargli soldi ma se voleva gli compravo qualcosa da mangiare, mi ha detto “no, ma se hai una pentola mi servirebbe che ci faccio la pasta”, sono andata a casa e gli ho preso due pentole piccole che usavo all’università e gliele ho portate…e per una volta non mi sono sentita cacca. Non basta però…

      2. Ciao, ma io ti seguo costantemente anche se scrivo pochissimo (un po’ perché dici tutto tu, un po’ perché è un periodo che esterno poco. Però, penso, non mi sono spento.).Sono rientrato a Roma da un po’ e forse torno a Creta a fine settembre, sempre che si risolvano alcune cose fastidiose.
        Sono felice di sentirti sempre attiva, piena di idee e di emozioni. Esprimi poi tutto in un modo così limpido e vitale!
        Ti abbraccio. Gianluca

  2. direi che l’ormone qui c’entra poco…quando ero piccola mio papà mi ripeteva sempre che la sensibilità è uno dei più grandi indici di intelligenza. e ce l’abbiamo tutti da piccolini. poi, chi per un motivo, chi per l’altro, chi più o chi meno, a volte la mascheriamo, la copriamo, forse per soffrire di meno. ci schermiamo dietro ad una corazza o a
    occhiali da sole troppo scuri. sopravvivenza? forse, anche se non molto giustificata. e anch’io sono convinta che quando si destruttura la quotidianità ritroviamo tempo e spazio per far riaffiorare alcune ‘viste’.
    la vita che la maggior parte di noi conduce non lascia spazio manco per riflettere su di noi, su cosa facciamo o dove stiamo andando. figurati se lo lascia per avvertire i bisogni degli altri. o per emozionarsi per un tramonto, o un fiore. perché non solo non vediamo più le cose brutte, ma non vediamo manco quelle belle che abbiamo sotto agli occhi quotidianamente. che gran spreco di tempo.
    mi hai regalato un sorriso con questo post. te lo rimando insieme ad un abbraccio forte.
    tu vali! 🙂

    1. Cara bella Naza, bello il concetto del tuo babbo, direi che sono assolutamente d’accordo… E vero anche che come non vediamo il brutto così non ci accorgiamo del bello, e ce n’è di bello! Forse è la nostra indole, forse siamo umanamente egoisti e un po’ superficiali , o forse è solo una questione di priorità di cose anche se…. non so….ci sono persone meravigliose in linea trasversale, tra i poveri, i ricchi, i belli , i brutti. Di certo sono convinta che a volte basti così poco ! Il “tu vali” mi piace tantissimo e tornerò a rileggermelo nei momenti down 😉 .Buone ferie pugliesi e a Ottobre conto di conoscerti !

  3. Oh, Patty emozionarsi è bellissimo, anche se a volte ci si imbarazza un po’. Per quanto bene possiamo fare a qualcuno, non potremo mai salvare il mondo e forse è questo senso di impotenza che fa girare la testa dall’altra parte. Ma è qui lo sbaglio, mi piace immaginare piccoli gesti che si propagano come onde concentriche e raggiungono distanze incredibili. Se solo ci credessimo di più…
    Un abbraccio

  4. Gia’E’piu’o meno la sensazione che avverto anch’io, quanfo l’ennesimo Lamborghini passa davanti alla signora seduta per terra,clocharde incattivita da chissa’ quale esperienza personale Ma anch’io mi giro dall’altra parte, spesso,che la paura ha quasi sempre il sopravvento..Certo e’che tra immagini de tg vissute come un film e personale perdita di empatia,come genere umano ci siamo imbruttiti un bel po’

    1. Cara Elena ti ho appena letto di là da te … ragionamento non troppo dissimile …! sì ,ci siamo imbruttiti ma… che potenziale stupendo abbiamo !!!vediamo una parte del brutto ma per fortuna ci sono anche tanti angeli sulla terra.Da parte nostra ,almeno,penso abbiamo il dovere di tenere sempre presente l’immane fortuna che abbiamo nonostante le nostre personali peripezie …

  5. Cara Brooke,
    il silenzio che hai fatto intorno a te grazie all’anno di aspettativa da tutto e da tutti, ti permette di sviluppare una particolare sensibilità alle ingiustizie. Presi dal caos della vita, la lacrima facile l’abbiamo più per noi stessi che per gli altri. Uscendo dal disordine delle distrazioni, tutto appare più chiaro. Anche le ingiustizie, cui prima forse eravamo assuefatti, ci sono ora insopportabili. Continua col silenzio e la riflessione che la Sardegna ti sta regalando: il momento per rendere ciò che di bello hai ricevuto arriva anche tutti i giorni, con un sorriso che doni a qualcuno che in quel momento non aspettava che quello.

    1. ecco …mi viene da piangere pure per la tua risposta …. però grazie , la tua chiarezza in un certo senso mi rasserena.e mi conferma che é un processo naturale tornare al “noi”.A volte davvero basta così poco !Ti abbraccio

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