Buongiorno in cosa posso esserle utile?

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L’odore è un po’ quello della carne bruciata … non tanto al barbecue, più che altro in padella direi, come fosse stata buttata lì senza nemmeno un goccio di olio .Cruda.

Il rumore invece, oh il rumore ! che brutto rumore. Un martello su un muro, anzi no, qualcosa di più morbido, legno forse . Osso in effetti.

E la luce. Accecante. Luce sparata , bianca, fredda. Luce che non lascia spazio all’immaginazione … come è giusto che sia.

Musica in sottofondo.

Guardo e non guardo.

Guardo ma non guardo.

Mi fisso i piedi. Poi risalgo, i pantaloni bianchi, il camice blu-azzurrino . C’è una piccola macchia bianca, forse candeggina .

Le mani chiuse dentro a guanti un po’ troppo piccoli per me … sai com’è, mi sto abituando a sentirmi un gigante in questa parte d’Italia;  quì dentro poi mi confronto per la maggior parte del tempo con due donne che non raggiungono il metro e sessanta. Quindi col mio metroesettantaquattro non posso che sentirmi enormemente e sgraziatamente grande. E quindi questi guanti hanno le dita che terminano quando le mie dita reali, là sotto, hanno ancora la falange .

Come in un film mi guardo dal di fuori, il punto di ripresa dall’alto: una stanza, uno studio dentistico, un paziente accomodato sul sedile , dottoressa e assistente con le mani e la testa sopra alla bocca del malcapitato, rumore di trapano,martelletto, siringhe appoggiate sul vassio a fianco. Io lì, presente e assente.

Io che rispondo al telefono, prendo appuntamenti, faccio fatture, preventivi, assisto l’assistente, imparo, invento una professionalità che non ho, sorrido, accolgo, saluto, dico che è proprio quello che volevo, fare la segretaria in uno studio dentistico, che sì, sono proprio stata fortunata a trovare un lavoretto in questo periodo, sottopagato ma pur sempre in regola. Ed eccomi quà, che un po’ mi viene da ridere e un po’ da piangere.Che mi domando che cosa c’entra tutto questo.  Che mi metto la sveglia alle 7,30 e imposto il navigatore per andare al lavoro, chè ancora non conosco bene le strade, specie con tutte queste deviazioni e lavori in corso…l’altra sera avevo finito alle 20,30, pioveva, era buio e la strada piena di deviazioni, mi si spegne il cellulare per la batteria scarica, ho sbagliato strada e sono finita in una strada senza uscita, in retromarcia era così stretta che per un momento ho pensato di scendere, lasciare lì tutto , prendere un taxi, andare dritta in aeroporto e tornare casa mia.

Ma poi, un respiro, due, una grassa risata perchè c’è davvero da ridere a volte e un po’ alla volta, quaranta minuti dopo sono riuscita a tornare a casa . Che casa mia non è ma è comunque quanto di più simile a casa mia possa pretendere quì e ora. E ringrazio pure.

E quindi si riparte da qui, o si va avanti, come la si vuol pensare.

 

 

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30 pensieri su “Buongiorno in cosa posso esserle utile?

  1. Mi sono persa tanto ultimamente… sono senza internet e arrivo ogni tanto, non sempre, non puntuale. Dio mio se capisco quello che stai provando! L’ho provato sette anni fa, lo sto riprovando ora (che ho rinunciato, anche se continuo quasi meccanicamente a inviare cv, a trovare lavoro, perchè sono mamma e tanto o non conviene o non ti vogliono e figurarsi se qualcuno ti insegna un lavoro: pretendono tutti esperienza, dannati!).
    Quello che mi dico quando succede è RESPIRA. Niente altro Patty, RESPIRA. Respira e pensa ai tuoi sogni, e pensa che spesso la strada per le stelle è… il fango… non in senso di bruttura ma nel senso di fatica, fatica, tanta fatica. Ma non smettere di crederci, non smettere di andare.
    Un abbraccio,
    Claudia

    1. Claudia cara passa quando vuoi, quando puoi. Io ti seguo sempre perché mi sembra di esserti così simile e ti leggo con curiosità per capire come procedi, cosa ti conforta, cosa ti scoraggia !Hai ragione: l’unica forma di sopravvivenza psicologica per non buttare tutto all’aria e mollare sogni e progetti è RESPIRARE e pensare esclusivamente all’OGGI. Sono in una bolla, mi alzo, faccio quello che devo fare e vado a letto la sera. Per il momento non riesco a elaborare progetti men che meno speranze. Ma so che poi torneranno perché non so vivere senza. In bocca al lupo cara Claudia, non mollare nemmeno tu, mi raccomando !

      1. Forza Ragazze!
        E’ vero che non possiamo essere sicuri che domani sarà milgiore di oggi, però è altrettanto vero che possiamo fare tutto ciò che è in nostro potere per far sì che questo accada.
        E allora avanti, che anche le montage più alte si scalano un passo alla volta!
        Ciao
        Fred

        1. Fred caro hi ragione… Mi ha preso un attimo di stanchezza…Dopo 5 anni in funzione di ti sembra di avere perso la guerra, ti cala un po’ l’entusiasmo. Ma poi ci si riposa un attimo, si torna a guardarsi dentro, si affilano le armi e si ricomincia a scalare la montagna un passo alla volta ! Un abbraccio e buone feste !

      2. Ah no, io non mollo mica. Mi fermo, respiro, riparto 🙂
        L’unica cosa veramente importante che voglio dirti è quella di non aver rimorsi o rimpianti e non pensare di aver sbagliato: tutto alla fine avrà un senso, la fatica, la terra che stai mangiando, il momento che stai passando. I sogni, i progetti tornano sempre. E più grandi di prima, e tu sarai più forte per poterli finalmente realizzare come desideri. Un abbraccio!

        1. Cara Claudia, ho scritto giusto più sotto parole simili simili alle tue; non posso che darti perfettamente ragione !
          E’ anche vero, quindi, che quando si vive una fase di “stanchezza”,”fatica” è sacrosanto fermarsi, respirare e riposare…Per tornare a vedere lucidamente la nostra strada . Un abbraccio a te e ai tuoi bimbi e buone Feste

  2. Che sia di ispirazione per tutti noi:
    A MUSO DURO – Pierangelo Bertoli
    E adesso che farò, non so che dire
    e ho freddo come quando stavo solo
    ho sempre scritto i versi con la penna
    non ordini precisi di lavoro.
    Ho sempre odiato i porci ed i ruffiani
    e quelli che rubavano un salario
    i falsi che si fanno una carriera
    con certe prestazioni fuori orario.
    Canterò le mie canzoni per la strada
    ed affronterò la vita a muso duro
    un guerriero senza patria e senza spada
    con un piede nel passato
    e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.
    Ho speso quattro secoli di vita
    e ho fatto mille viaggi nei deserti
    perché volevo dire ciò che penso
    volevo andare avanti ad occhi aperti.
    Adesso dovrei fare le canzoni
    con i dosaggi esatti degli esperti
    magari poi vestirmi come un fesso
    per fare il deficiente nei concerti.
    Canterò le mie canzoni per la strada
    ed affronterò la vita a muso duro
    un guerriero senza patria e senza spada
    con un piede nel passato
    e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.
    Non so se sono stato mai poeta
    e non mi importa niente di saperlo
    riempirò i bicchieri del mio vino
    non so com’è però vi invito a berlo
    e le masturbazioni celebrali
    le lascio a chi è maturo al punto giusto
    le mie canzoni voglio raccontarle
    a chi sa masturbarsi per il gusto.
    Canterò le mie canzoni per la strada
    ed affronterò la vita a muso duro
    un guerriero senza patria e senza spada
    con un piede nel passato
    e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.
    E non so se avrò gli amici a farmi il coro
    o se avrò soltanto volti sconosciuti
    canterò le mie canzoni a tutti loro
    e alla fine della strada
    potrò dire che i miei giorni li ho vissuti.

  3. Ogni lavoro purchè onesto ha la sua dignità e chi lo fa merita rispetto. Alla fine, il tuo 1 euro ha lo stesso valore dell ‘1 euro di un ipotetico “megadirettore”…proprio io sono passato dal sogno di una “fattoria” sulle colline a fare il facchino in città. Ma da là si sono aperte delle possibilità che non mi immaginavo. Spesso si chiude una porta e si apre un portone, e non è la solita frase fatta, succede veramente!
    Forza Patty!!
    Ciao
    Fred

  4. Comunque, in un periodo in cui trovare un lavoro qualsiasi è difficilissimo, sei riuscita a pescarne uno, peraltro in una città che non credo sia come Milano. Insomma, non ti perdi mai d’animo e reagisci sempre. In fondo, poi, hai compiuto pure un salto di qualità. Ora sei inserita in un’attività che ha indubbi effetti positivi sulla vita delle persone. Il tutto dimostra che sarai in grado di realizzare anche il tuo progetto. Brava. Ti abbraccio. Gianluca.

  5. Un abbraccio forte e sempre forza e coraggio, mi raccomando.
    Sono sicuro che si tratta solo di una tappa e arriveranno giorni migliori (e lavori più divertenti!)
    Continua nel frattempo a raccontare che ti siamo vicini.

  6. Capisco la sensazione che ti prende mentre sei al lavoro e ti guardi intorno e ti chiedi “cosa ci faccio qui?”. A volte fai fatica a credere che sia reale, perché proprio non riesci a vedertici dentro. Invece la realtà ti colpisce allo stomaco. Sai cosa mi aiuta quando accade? Il pensiero che “non ci resterò tutta la vita”, che non è una condanna all’ergastolo e che una via per uscire ci sarà.
    Ricordo un viaggio in auto: vivevo a Milano all’epoca e approfittavo di un ponte festivo per tornare a Napoli dai miei. Conoscevo partenza e destinazione, tempi di percorrenza e la strada, perché di viaggi Mi-Na andata e ritorno ne ho fatti tantissimi.
    Quella volta ci ho messo quasi 20 ore per arrivare a casa. Sembrava si fosse scatenato l’inferno: deviazioni dovute a tratti chiusi per maltempo, cantieri, ingorghi. Mancavano solo gli extraterrestri. Però alla fine sono arrivata a destinazione. E nel viaggio, ricordo, ebbi modo di pensare a tante cose che avevo trascurato, e imparai strade mai viste prima, e luoghi.
    … certe storie non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano… forse funziona anche con i sogni 🙂

    Buon fine settimana e tieni duro!

  7. Uff…. che ci si sente come gamberi. Anch’io ti dico di prenderla come un ponte tra il vecchio e il nuovo. E,soprattutto, non perdere il buonumore. Che poi ti racconterò del Pole Emploi. un abbraccione

  8. I viaggi si suddividono in tappe. Questa evidentemente è una tappa necessaria, senza la quale probabilmente il viaggio farebbe fatica a continuare. Vivila come un ponte. Un ponte che ti porterà prima o poi alla destinazione a cui ambisci. Perché la destinazione è la, bisogna solo trovare la strada giusta per arrivarci.
    Un abbraccio

  9. E’ complicato.
    E’ complicato dire o anche pensare a cosa dire, perché per quella che è la situazione in cui siamo infognati c è sì, da dire “mi bacio i gomiti perché almeno ho un lavoro”.
    dall altra parte bisognerebbe a) chiedersi perché siamo così infognati in sta situazione, b) incazzarsi perché siamo infognati in questa situazione. ma poi subentrano altri meccanismi, molti dei quali più grandi di noi.
    tu navighi contro corrente. hai coraggio e forza da vendere (anche i forti coraggiosi hanno momenti di sconforto, altroché) ed è uno spettacolo vederti prendere il volo. ma con una concretezza invidiabile. e nonostante questo devi mediare e scendere a compromessi. no. non è affatto facile. perché se sì, il buonsenso comune ci porta a dire “beh.. .poteva pure andare peggio, almeno hai un lavoretto che ti fa avere un entrata e ti dà il tempo di leccarti le ferite e ragionare sul da farsi, dall altra parte, signora mia… girano i co@@@ni… oooohhh come girano…
    non so se sono stata spiegata…

  10. A questo punto non sarebbe meglio tornare in banca e chiedere trasferimento in Sardegna? Almeno lo stipendio è migliore…
    Ti mando un abbraccio, cerca di non abbatterti

  11. Ti capisco perfettamente. Fare un lavoro che non ci piace, non sentirci apprezzati per quello che facciamo e, soprattutto, non apprezzarci noi stessi per quello che facciamo non è gratificante. Io tengo duro, so che per il momento non posso fare diversamente, e questo posto me lo tengo stretto. Ma moralmente non è per niente edificante

  12. sembra la sceneggiatura di un film e rende perfettamente, quoto mr. incredible.
    quando ti senti scoraggiata, pensa a quando eri nell’ufficio che conosciamo entrambe…secondo me ti passa tutto 😉
    buon lavoro cara

  13. Potrei dirti che c’è di peggio. Tipo lavorare 10 ore al gg con una pausa di mezz’ora e dover chiedere il permesso per fare la pipì. Passare 3 ore a portare su e giu carrelli pieni di piatti e occupare i 20 secondi dell’ascensore per fare stretching per la schiena e asciugare le lacrime.
    Ma in realtà il peggio è relativo. Il peggio è quando non ci sentiamo al nostro posto nemmeno un po’. E non perchè è un lavoro diverso o umile, ma perchè, semplicemente, non fa per noi.
    Hai ragione, fatti una bella risata e, appena puoi, cerca qualcosa di meglio. Meglio per te.

    1. Sii orgogliosa di essere dove sei,mica tutti lo accetterebbero,sai ?!non è cosa da poco e va riconosciuta e valorizzata …. a me viene da ridere/piangere per il gap tra qui e ora e quello che avevo progettato di essere :una locandiera-contadina con qualche animale da cortile e senza capi sopra alla testa …. diciamo che non é nemmeno “fuochino”…..

  14. Rendi tremendamente bene l’idea.
    Tremendamente.

    Potrei dire che il lavoro è un mezzo e il resto, tutto il resto, l’obiettivo.
    In questi casi ascolta bene le tue sensazioni, quelle del vicolo cieco come quelle dello sportello in banca.
    Solo loro. Non il resto.
    Un abbraccio.

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