Cagliari

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(Secondo un sondaggio effettuato da IPR Marketing nel 2009, Cagliari risulta essere la “città più felice d’Italia” piazzandosi al 1º posto)

Cagliari non è una donna bellissima che ti lascia senza fiato al primo incontro.

No, è piuttosto un film che mano a mano che avanza diventa interessante; è una femmina un po’ misteriosa ma concreta che si concede senza troppe moine.

La prima volta che l’ho vista, anni fa ormai, m’aveva lasciata, come dire, neutra.

Grandezza media, bellezza media, servizi medi .

Poi l’ho rivista, e rivista, e rivista. C’ho preso confidenza, almeno un po’.

Ho notato la pulizia sommaria, i graffitti, le buche sulle strade, i poggioli arrugginiti, i palazzoni brutti. Ho visto le tante macchine e i pochi parcheggi di certe zone, le aiuole a volte un po’ rinsecchite, negozi vintage a dire poco, il piano urbanistico …  hem … fantasioso.

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Poi ci sono venuta a vivere. Da 9 mesi ormai.

E mi sono accorta che Cagliari è tutta o rosa o gialla. Non ha i colori classici del Mediterraneo. Ha le case con le tegole rosse e i muri rosa pallido o giallino pastello. Sembrano case “continentali”, non subiscono l’influenza del mare proprio lì, a due passi.

Ha i carrugi come Genova, i portici come Bologna e i palazzoni come Milano ma soprattutto ha palme, tante palme e io penso che ormai l’avrete capito quanto mi piacciano le palme. Ne fotografo continuamente. Non so voi ma a me l’idea di vivere in un posto dove ci sono palme mi rende felice, chissà perché !

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Piove poco,  a Cagliari , ma non sembra. Il verde è imponente, la Natura lussureggiante, piante,alberi e cespugli in ogni dove; solo la città conta almeno 5 parchi principali (Monte Urpinu, Monte Claro, Molentargius, Monte San Michele, Terramaini ) , l’Orto Botanico e una serie di altri parchi e giardini minori che ospitano questi fenicotteri rosa che volano avanti e indietro indisturbati e numerosi nei cieli cittadini. Mi domando sempre che dimensioni abbiano eventuali deiezioni dei suddetti e quali potrebbero essere gli effetti sottostanti mentre questi si librano leggiadri in aria … perché mica sono rondinelle.

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Se poi vogliamo parlare del mare … vabbè, chevelodicoaffà ?! Poetto, 8 km di spiaggia cittadina proprio a ridosso del centro città in cui si riversano, me compresa, anche d’inverno persone in pausa pranzo per una passeggiata, una corsetta, per sport acquatici o semplicemente per un caffè vista mare. E qui fai la pace col mondo, chè capisci che le cose semplici sono le più belle.

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Poi c’è il Castello, la zona storica della città, situato in uno dei 7 colli (che mica solo Roma, eh?!) a ridosso del porto turistico. Le antiche mura, la Cattedrale, le viuzze strette con i panni stesi alle finestre, il Maestrale che si insinua pure tra i vecchi palazzi, i locali seminterrati, i silenzio del pomeriggio, il fascino della sera. Dalla zona del Castello si può vedere la città a 360°: le Saline, l’aeroporto, i parchi, la città nuova, il mare, gli stagni . Ho visto dei tramonti a dir poco meravigliosi, ogni volta di colori diversi, ogni volta un fascino unico. E romantico, il chè non guasterebbe se non fosse che sono accompagnata dal maschio più insensibile al romanticismo del mondo.

Poi ci sarebbero ancora una marea di cose che vorrei raccontare della Sardegna: le persone, l’orgoglio sardo, l’accoglienza, le coste, la natura all’ interno, il mare, i profumi selvatici, il cibo, le tradizioni, i locali ma come si fa a raccontare tutto in una volta?!

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E questa Luce. Non riesco a capire, penso sia la Latitudine. Una luce tipo Grecia: bianca, forte, pulita, verticale, un coltello affilato, nitida. E io ne inghiotto il più possibile, con gli occhi e con tutti i pori della pelle: serotonina han detto, fa bene all’umore. Io un po’ ci credo perché la mattina, quando esco di casa non riesco a non guardare immediatamente il cielo e a non sentirmi in fondo in fondo da dio. Nonostante tutto. Nonostante lavori tra dentiere e otturazioni, nonostante sogni infranti e attese io guardo in alto e mi sento privilegiata.

E infine c’ è questa cosa, questa sensazione, una percezione. Di sentirsi isolati. I sardi hanno un sentimento duplice rispetto a questo, un po’ ne vanno orgogliosi e un po’ lo soffrono, si sentono esclusi, percepiscono che qui le cose sono meno veloci, c’è meno internazionalità. Io invece me la godo perché è proprio questo che ho desiderato: l’isolamento.Non chiedetemi il perché, sfido Freud a darmi una risposta sensata. A me piace insomma, mi piace l’idea che siamo un po’ tagliati fuori dal mondo, che qui certe mode arrivino dopo, i problemi siano più reali e concreti e meno aleatori, che non si trovi tutto di tutto, che la scelta sia limitata, che aldilà del mare ci sia un mondo che corre, avanza (o regredisce?) mentre io sono qui, in mezzo al Mediterraneo, seduta su una spiaggia d’inverno a guardare il mare, a mangiarmi un panino che mi sono fatta a casa e con un futuro che mi è sfuggito di mano ma comunque mi concede un presente pieno di Bellezza.

Davvero non so come andrà a finire, se riuscirò mai a trovare il mio posto nel mondo, se ce la farò a stabilirmi quì ma di certo Cagliari sarà uno di quei rapporti che mi resterà nel cuore… una Signora discreta, riservata ma accogliente che ti sa stupire con la naturalezza e la spontaneità, che non ti promette cose che non saranno ma che non ti delude mai, nemmeno nei giorni di pioggia.

Ph:Unionesarda
Ph:Unionesarda

p.s. Dedicato ad Elsa, che aspetta di tornarci.

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144 pensieri su “Cagliari

  1. Complimenti Patty!
    Non mi ritengo un mostro di sensibilità ma mi hai commosso con questo bellissimo post.
    Io per mia scelta sto girando un po’ per il mondo per acquisire conoscenze ed esperienze che sinceramente sento la Sardegna e Cagliari non possano darmi.
    Detto questo ho sempre in testa la mia terra e come possa fare per portare indietro queste esperienze.
    Da un lato è una città stupenda dall’altra è una città che se hai delle ambizioni tende ad addormentarle. (o soffocarle?)
    Comunque sia Grazie

    1. Grazie a te Michele per passare di qui e lasciarmi le tue belle parole. dICO SEMPRE CHE LA SARDEGNA E CAGLIARI L’APPREZZO COSì TANTO ADESSO, A 40 ANNI: ci fossi nata e cresciuta mi sarebbe stata un po’ troppo stretta…E’ bello andarsene, visitare, conoscere, conoscersi e poi magari, più avanti, tornare. Anche per apprezzare ancora di più tutto quello che può offrire in termini di qualità di vita. Intanto buon viaggio a te, a presto !

  2. Ormai sono sei anni che abito lontano da questa città, mi sono commosso a leggere questa descrizione…è quello che provo anch’io ogni volta che ci torno.Le sue pietre antiche, i suoi scorci, i mille ricordi…mi manca tantissimo e nonostante tante pecche la amo più di qualsiasi altro posto.

  3. manco da 47 anni……. tutte le volte che torno a casa e la mia casa l’ aria il mio mare sole e la mia vita e’la mia terra ..grazie Sardegna sei nel mio cuore da sempre…….

  4. La cita’ che amo di piu’…da quando ero piccola andavo con i miei genitori ! e ancora oggi ..devo sempre visitare vecchi e nuovi luoghi …..

  5. Che lezione ragazzi. La nostra città, la nostra meravigliosa città, la quale bellezza nn dipende certo dalle negatività descritte da simone in quanto riscontrabili in qualsiasi altra città in crisi economica, descritta così bene, così amorevolmente, così poeticamente, da una cittadina “acquisita”. Un’altra che, visto e visitato il mondo, preferisce la nostra luminosa, calda, pittoresca, colorata, verde, profumata Casteddu al resto. Noi nn amiamo abbastanza la nostra città. Noi nn sappiamo apprezzare quelle richezze che, nn per forza devono essere di tipo economico, ci offre “aggratis” la nostra Cagliari. Anch’io soffro i difetti del vivere tipici della nostra città… ma la amo troppo… è troppo bella, nn riesco a lasciarla. Cagliari è come una bella donna di media età. Belleza Mediterranea, nn troppo alta, elegante ma anche allegra e irriverente. Si intravedono le tracce di un fisico mozzafiato con tutte le curve ed i colli al posto giusto. Sguardo profondo e forte. I mille profumi della sua cucina mediterranea, della sua natura faunistica e floreale, del porto, del poetto, dell’entroterra quando soffia forte il maestrale. Della sua gente chiaccherona, affettuosa e maleducata ma comunque pittoresca… Insomma… Cagliari per me nn ha uguali al mondo. Ci sn nato e cresciuto. Vorrei nn doverla mai lasciare… lei d’altronde nn mi lascerà mai. Grazie Patty e…. T’arrengraziu mera a tui puru Casteddu.

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