1 anno.

Dal pc del mio ex ufficio
Dal pc del mio ex ufficio

Baglioni cantava millegiorniditeedimeeeeee.

Io invece trecentosessantaquattro .

Sabato  23 Marzo 2013 è stato il mio primo giorno di libertà dalla banca, il mio primo giorno del Piano B, l’inizio di un’avventura tanto desiderata, e temuta.

Un anno vero, di quelli che danno la misura dei rimanenti e calibrano quelli passati.

E’ da un pezzo che scrivo e cancello, scrivo e cancello… ci sarebbero così tante cose da scrivere, ricordi da fissare, decisioni prese, delusioni subite, successi inanellati, gratificazioni ma soprattutto lezioni apprese…

Mi piacerebbe avere pronto uno di quei discorsi che cambieranno i destini delle “folle” e che saranno di ispirazione alle generazioni a venire. Ecco. E invece una cippa. Nulla di particolarmente originale o illuminante, mi spiace.

La vita è andata avanti, non come avevo previsto, non esattamente come avevo sperato ma non sono caduta nemmeno troppo distante da ciò che desideravo. Nella mentalità corrente vittoria/sconfitta, successo/fallimento potrei dire che raggiungo la sufficienza piena nonostante sia andata ampiamente fuori tema. Promossa, in fin dei conti.

Sono qui , in Sardegna, al mare. Come avevo sognato da quando ho ricordo.

Ho un lavoretto che  quasi mi sostenta. Sottopagato per tutte le ore che faccio ma in ogni caso un lavoro, come avevo programmato.

Abbiamo preso casa. Sì, habemus casam. Non quella dei sogni ma carina e dignitosa.

Ho dei progetti, dei sogni da realizzare. E su questo non c’era alcun dubbio; quando mai finiranno i sogni ?

Mi mancano certe persone lassù, a Verona e Vicenza. Mi manca casetta mia. Mi manca la possibilità di spendere per qualche capriccio, mi mancano alcune certezze e mi mancano le abitudini.

Qui invece vivo un’eterna sensazione di vacanza, chegrazieaddio è una delle sensazioni più belle del mondo. Tutto mi è nuovo o poco consueto: strade, persone, odori, paesaggi.

Ho conosciuto nuove persone e alcune di quelle stanno diventando vere amicizie. Persone che sanno poco o nulla di me e mi hanno scelta come io ho scelto loro: a pelle, per quella meravigliosa sensazione di capirsi, essere sulla stessa lunghezza d’onda.

Non guardo più il navigatore per spostarmi, o almeno quasi mai.

Inizio a capire qualche frase in dialetto sardo.

Ho fatto tante foto. E ognuna mi ricorda un giorno, una sensazione. E’ bellissimo e consiglio a chiunque di farlo per non dimenticare mai nemmeno le giornate che sembrano banali, perché col senno di poi saranno ricordi deliziosi e importanti anche quelli.

Ho fatto un lungo viaggio quest’anno, dentro di me. Mi conosco di più, oggi; senza gli alibi e le attenuanti dati da abitudini e identificazioni ho dovuto guardare in faccia certe mie inettitudini e limiti facendo pace con essi e accettando che nessuno può essere perfetto.

Oggi non ho più paura, quasi di nulla. Ho imparato a non focalizzarmi troppo sul futuro ma stare nel presente. A impegnarmi al massimo e poi lasciare che sia quello che deve essere. A farcela anche da sola. A saper aspettare. A mandare giù bocconi amari senza farne una malattia.

A gioire di cose da poco, a prendermi del tempo.

E poi c’è questa cosa che ho capito: è importante l’obbiettivo ma lo è di più il percorso.

Se avremo raggiunto la meta avendo intrapreso una strada faticosa, paurosa, frustrante o che non parla di noi avremo fallito anche se avremo raggiunto la meta.

E’ il viaggio che ci rende unici ed irripetibili, che ci mette in discussione ,che ci apre la mente ed il cuore. La meta in fondo è una soddisfazione di pochi attimi.

E’ stato il viaggio la vera scoperta.

Ne voglio ancora.

 

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38 pensieri su “1 anno.

  1. …Ho sempre avuto ammirazione per le donne con carattere!!!
    Difatti le chiamo “le mie donne” e c’è una storia dietro …io che da piccola e poi adolescente guardavo mia madre e tutte quelle ragazze che mi sembravano invincibili….poi crescendo si capiscono tante cose e tutto diventa più chiaro. intanto disegnavo volti tristi e a metà tra il sogno e la realtà…
    La vita….che strana e bellissima cosa.
    Un continuo scoprire nuovi pensieri e nuove menti.
    Tutto qui.
    Grazie della tua bellissima risposta…fare passi avanti e indietro è prettamente umano. e appartiene anche ai gamberi 🙂 ma le cose le vedremo strada facendo. Intanto cerco di vestirmi di ottimismo…me lo devo.
    Non ti ho idealizzato…come tutti abbiamo i nostri “momenti no” le nostre zone ombrose.Ma CI DIFENDIAMO.
    Ciao bionda!
    vento

  2. …ma te sei di una bellezza spaventosa!!!!
    Leggerti mi ha emozionato. Io son fatta così, vado a pelle…leggo le tue risposte e mi batte il cuore, e sorrido.
    Sono felice quando respiro aria pulita. e Qui ce n’è tanta.
    Che dirti? Capita che si leggono “riflessioni” semplici, senza troppe pretese e son queste quelle che contano e che toccano ..
    Mi infondi coraggio, pazienza, e non mi fai sentire inutile.
    Come sai anche io ho in comune con te il viaggio nell’isola.
    ma sai , io son grande, uso sempre dire che son vecchia per certe cose.
    Ma alla mia età dare una sferzata ad una vita piena di tanti sacrifici che non mi hanno portato nulla credo sia doveroso. Dovevo farlo prima.
    ma non ti voglio tediare con storie fuori da ogni grazia. In fondo la colpa , se c’è , è solo mia.
    Oggi non dico di essere felice o realizzata….anzi.
    Ma ho la cosa che mi ha sempre sostenuto, e cioè mia figlia.
    Tu conosci il lato burlone toscanaccio, l’altro lo tengo da una parte, nel mio blog di parole.
    Quella sono io , dentro me. C’è tanto e niente. ma di sicuro ci sono i miei momenti.
    E allora teniamoli cari questi momenti che mi hanno accompagnato sino ad oggi.
    Ripeto sempre che la vita è bella, meravigliosa anche con una lama conficcata nello stomaco.
    Cerco di rendermi forte.
    Quel Caffè lo berremo insieme.Ho sempre avuto un fiuto speciale per le persone speciali.
    E tu lo sei. Sono molto felice di averti incontrata.
    Ci accomunano alcune cose ed è un bene che tu sia così positiva.
    Io ho bisogno di credere che la vita può risevare belle sorprese e che alla fine non chieda un prezzo troppo alto da pagare.
    grazie di esser capitata così fresca e gioiosa nella mia vita.
    Ti auguro per ora Ottime Fotografie….
    vento

    1. …mi sono presa del tempo per risponderti…Le tue di parole sono così belle !Davvero non so se merito tanto, di certo posso assicurarti la buona fede, la pulizia interiore, cosa a cui tengo tantissimissimo, l’onestà morale, il desiderio di condivisione e l’amore che provo per la Vita, la Natura e l’essere umano in generale. Però. Però c’ho pure io i lati oscuri, eh?! Proprio in questi giorni mi gira male, malemale… Mi sembra di fare un passo avanti e due indietro; fa parte del gioco, ci sta, ma certi giorni mi sento stanchina, e sola. E so che è normale sentirsi così, qualsiasi cosa si cerchi di fare per riscattarsi dalla nostra zona di comfort ha un prezzo, avolte in effetti anche troppo alto…Ma come dici giustamente tu, questa è la vita. Però una cosa te la voglio dire: chissefrega dell’età. Lo sai che mia mamma è andata a vivere a Lecce a 50 anni suonati?! Ha ricominciato da zero, si è inventata di fare i mercatini turistici e d’inverno quelli di paese. HA un compagno padovano che l’ha seguita e insieme ne hanno passate delle belle (lui è stato pure pestato a sangue tra le altre cose) e non sempre il tutto è stata una passeggiata o motivo di unione. Non so bene cosa vorrei dirti perché non so molto di te ma ci tengo ci tengo tantissimo a farti sapere che non sei sola. Io sento forte l’appartenenza a quel ristretto gruppo di persone che prova, con fatica, dolore e a volte disillusione, prova a prendere la sua esistenza in mano e farne qualcosa che abbia un senso. Se tu ci sei tra queste persone sappi che c’è qualcuno a Cagliari che ti vuole bene.

      1. Un passo avanti e due indietro…può succedere, se si vive. A volte può anche essere fruttuoso fare un passo indietro. C’è chi invece di passi non ne fa, né avanti né indietro, rimane a guardare, e di punto in bianco viene divorato dai rimpianti…terribile! In verità anche quando ci sembra di non farfe ninete, facciamo qualcosa: viviamo! Quindi la domanda non è “faccio qualcosa o no” ma “cos’è ciò che faccio”. Ed è qui che prende senso la nostra vita; se io mando un sms ad un amico che in quel momento è triste, strapapndogli un sorriso e un pensiero che lo rassereni, con niente ho fatto moltissimo. Come il boscaiolo della favola. Ciao Patty!!!!!!!

        1. Bravo Fred! Sempre propositivo e costruttivo !!! Bisognerebbe ci fossero più Fred in giro ! Sono d’accordo con te sai?! E’ solo che ogni tanto a chi fa passi avanti e indietro gli prende la stanchezza…ma poi passa !

  3. Un po’ in ritardo, ma buon “compleanno” 🙂
    E questa frase è il succo di tutto “è importante l’obbiettivo ma lo è di più il percorso”.
    Continua così!

  4. Mi trovo completamente d’accordo con te. E’ un po’ quello che ti dicevo qualche tempo fa, che non è un fallimento se hai imparato qualcosa, se hai scoperto qualcosa fuori da te ma soprattutto… dentro di te.
    Pensa te, io che ora sono su (quella che un tempo era “casa”) mi sento perennemente in vacanza come te. Certo, era meglio sentirsi in vacanza con il mare e soprattutto con il marito vicino, ma stiamo imparando molto, stiamo osservando con occhi diversi… nonostante tutto… stiamo… VIVENDO.
    Un abbraccio!

    1. Claudia hai ragione! Tra l’altro ti seguo sempre e in effetti anche io avevo intuito che stai vivendo questo periodo in maniera, diciamo, costruttiva. Si vede che ora la vita ci richiede questo, e sappiamo bene che c’è ben di peggio! Quindi, rimbocchiamoci le mani, troviamo il bello e affrontiamo serenamente il brutto chè tanto la vita è una ruota. Spero però potrai presto abbracciare tuo marito 😉

      1. Ah io da giugno a settembre sarò fra le sue braccia, chi si perde l’ultima estate al mare? 😉
        La ruota gira. Gira sempre!
        E poi si può sempre passare al piano successivo, no? Aggirare l’ostacolo e trovare una via alternativa per arrivare più o meno allo stesso punto. Bisogna tener alto il morale!
        Continuo a tifare spudoratamente per te 🙂

        1. Grazie Claudia, cara che sei. Ho un giorno un po’ così, oggi, chè mi sembra id fare un passo avanti e due indietro. Ma tu già sai che i giorni così poi passano. Un caro abbraccio e grazie

          1. Certo che passano! Servono anche questi. Sii paziente, lo so che a noi piacerebbe avere tutto subito ma i progetti così grandi richiedono tempo… ce la farai vedrai, ce la farai! Un abbraccio forte!

  5. Mi stavo appunto chiedendo, tra i vari photoweek, che ne era di te, e mi stavo un po’ preoccupando. Evviva le good news! Anche se colgo anche un po’ di tristezza, in fondo non c’è viaggio dentro e fuori di sè senza un po’ di tristezza o delusione. Sapessi quanti momenti così ho passato io quest’anno, passata l’euforia della fuga 😉 però voglio rimettermi in riga, cioè in fuga, che senò divento una cozza omanita 😀

    1. Sunday ciao ! Hai ragione, scrivo meno. Perché penso che le piccole cose della mia piccola vita siano banali da scrivere e soprattutto da leggere però ci sono. Sono qui, ancora aggrappata con unghie e con denti al mio desiderio di rimanere qui, in quest’isola in mezzo al Mediterraneo! E ci sono sì momenti di sconforto, di dubbio, di delusione però mi rassicura constatare che mai, nemmeno per un momento ho desiderato tornare alla mia vita di prima. Come tu sai meglio di me, non c’è pace dell’anima duratura, specie per delle inquiete come noi … quindi va bene così, up and down, gioia e tristezza, buio e luce, yin e yang ma la consapevolezza di sè implica anche questo. Un abbraccio forte e anche io aspetto tue considerazioni, riflessioni e news !!!

  6. Brava Patty, “stay hungry, stay foolish”!!!
    Questa è una favola conosciuta che ho un po’ ritoccato; a me piace, spero ti sia gradita!
    CIAO!!!
    —–
    IL SEGRETO DELLA FELICITA’

    C’era una volta un re ricchissimo e potente, che nonostante la sua situazione era molto infelice. Un giorno decise di iniziare a ricercare la tanto desiderata felicità, convocò così alla sua corte l’uomo più saggio del suo regno. Il saggio venne condotto alla sua presenza, ed interrogato dal re riguardo a come fosse possibile raggiungere la felicità, egli rispose che il modo più rapido e sicuro era quello di indossare la camicia di un uomo felice.
    Il re non esitò a dare l’ordine ai suoi uomini di andare alla ricerca dell’uomo felice affinché gli procurassero una sua camicia. Aggiunse anche di non badare a spese pur di ottenere il preziosissimo oggetto.
    I funzionari reali cercarono e ricercarono per tutto il regno, ma non trovarono nessuno che si dichiarasse veramente felice. Sconsolati, stavano già sulla via del ritorno al palazzo del re, quando si imbatterono in un boscaiolo grande e grosso che, grondante di sudore, mentre trasportava in spalla degli enormi tronchi, sorrideva e fischiettava. Subito i ministri gli si avvicinarono, e alla domanda “Tu…che trasporti legna…sei felice?”, il taglialegna rispose: “Buongiorno miei Signori, si, sono felice”. Ma quelli increduli insistettero: “Ah si? Sei veramente felice?” ed egli, appoggiando uno dei tronchi a terra e asciugandosi col braccio la fronte, rispose: “Si, miei Signori. Lo sono.” E quelli, con espressione meravigliata : “Ma come fai ad esserlo…proprio tu…con tutta la fatica che fai e tutto il peso che ti porti in spalla?!” E lui: “Si, faccio molta fatica, tutti i giorni trasporto molto peso, ma col mio lavoro la gente può avere legna da ardere per scaldarsi e fare da mangiare; e poi sono sempre in mezzo al verde, gli animali mi fanno compagnia; addirittura ascolto musica senza nulla pagare, grazie al canto degli uccelli. Come potrei non essere felice?”
    Allora i funzionari, pur non comprendendolo, si rallegrarono e immediatamente gli proposero: “Vendici una tua camicia, ti ricopriremo d’oro!!!” ma il boscaiolo con sincero rammarico rispose: “Mi dispiace Signori, ve l’avrei regalata volentieri, ma io non possiedo alcuna camicia”. E dopo averli salutati, si rimise in spalla il tronco che aveva appoggiato a terra, e riprese il suo faticoso cammino con serenità.
    L’unica cosa che il boscaiolo possedeva era la sua vita semplice fatta di piccole grandi cose.
    E la camicia della felicità era proprio il suo modo di vedere e vivere la vita.
    Tornati al palazzo, i ministri riferirono l’accaduto al re, che riflettendo sulla sua vita si rese conto dell’estrema meschinità e mancanza di valori con cui fino ad allora aveva vissuto, e questo nonostante le enormi ricchezze materiali che possedeva. Così decise che nel suo regno nessuno più avrebbe sofferto la fame, e destinò parte della sua ricchezza per aiutare la gente più povera, e altra parte importante per rendere le strade più sicure, i ponti più larghi e stabili, e fornire a tutti migliori condizioni di vita. Anche il re trovò così la sua camicia della felicità.

  7. bello leggerti serena e consapevole. bello bello. bello sentire che il viaggio diventa protagonista, e la meta può pure cambiare un pochino, si sposta e si adatta ai nostri cambiamenti. fare il massimo e poi affidarsi, che qualcosa arriva sempre.
    mi sono infilata in un bel viaggio anch’io, impegnativo, stimolante e faticoso. e non mi interessa più arrivare, ma scoprire di più durante il percorso.
    un bacione cara

    1. Naza cara! Sì, apprende la lezione che non posso pretendere di progettare tutto è stata dura, molto dura. Ma ce l’ho fatta e ora ho più pace nel cuore… Senti però… io tu seguo su Fb, Instagram e sul Blog e non ho mica capito been di cosa si tratta questo bel viaggio che hai intrapreso; ho un dubbio, dato da foto di una domenica passata a fotografare “professionalmente”, si tratta di quello?

      1. già già. per ora solo nel tempo libero, continuando col lavoro di sempre, ma è un inizio 😀 e la cosa mi sta dando grandi soddisfazioni e felicità. bacio cara

  8. con un discorso cosi profondo mi sono vietato di sparare cazzate… quindi mi pongo in religioso silenzio…. però la provincia di Vicenza è mediamente più brutta senza di te!

  9. “On the road” lo siamo tutti, in un certo senso… la differenza è che alcuni non si lasciano guidare dalla voce metallica di un navigatore e la strada se la costruiscono da soli, bivio dopo bivio. Auguri Patty e in bocca al lupo per tutto… mi viene in mente Pecoranera (http://www.progettopecoranera.it), quando alla fine del suo libro parla della meta come un “pretesto per mettersi in viaggio”… buona strada a tutti allora

    1. Sfabix !Pecoranera lo seguo anche io e posso dire sia stato una delle persone ispiratrici che mi hanno aiutato a fare il “salto”! Bello il paragone col navigatore … a volte ci si sente un po’ spaesati senza ma si ha l opportunità di scoprire nuovi e originali sentieri 😉

        1. Ma che bello!Anche io ci vorrei andare…chissà che un giorno magari … Non metterti a ridere ma io ho già deciso che andrò a vivere in un ecovillaggio (zona mare, non so ancora dove) un po’ più in là negli anni !Secondo me sarà una scelta obbligata (e piacevole) per la nostra generazione che non avrà pensioni dignitose .

          1. Sono d’accordo con te, e non è un caso che sempre più persone siano interessati a quest’idea apparentemente “sui generis”: a furia di rincorrere il progresso tecnologico ne è andata di mezzo la qualità della vita, il nostro tempo (che è forse l’unica cosa che abbiamo realmente!)…

  10. Bella Patty. E’vero, è il viaggio che diventa necessario, più della meta: quella tende a cambiare un pochettino di gradazione a ogni nuova asperità non prevista. Anch’io ho fatto il compleanno in Marzo, per me son due anni in terra sconosciuta. E guarda un po’, dopo mille domande, pensieri, opere e molte omissioni,ho scoperto che quello che voglio fare è riprendere a viaggiare. Corto raggio per ora, date la situazione instabile. Ma l’”andare” è in assoluto “the thing”. Buon viaggio, bella ragazza, con occhi e cuore ben spalancati sul mondo.

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