Coraggio

 

Vista da Maracalagonis
Vista da Maracalagonis

Una sfilza di sogni infranti, di gente gambizzata e progetti abortiti.

Scrivo di getto perché se mi ci fermo a pensare prendo i miei stracci e me ne vado .Dove non so ma lontano lontano chè non voglio parlare di politica o generalizzare scrivendo di questa povera Italia.

Però ero qui, stasera, ero sul divano e il pensiero ha raggranellato istintivamente una lista di amici e conoscenti che vivono un po’ sparsi ovunque in Italia, in Francia o in Spagna e coi quali ho legami più o meno di lunga data …

  • G e S che hanno abbandonato i loro progetti in Sardegna e si sono diretti a Minorca dove stanno comunque ancora lottando per crearsi il loro posto nel mondo
  • I. che si è trasferita lassù sulle montagne e a distanza di due anni sta ancora cercando di concretizzare un nuovo modo di vivere
  • E. che ha  lasciato l’Italia per la Francia certa del suo bel posto di lavoro per trovarsi un paio d’anni dopo nuovamente punto a capo
  • G. che prova ogni giorno, qui in Sardegna, a guadagnare qualcosa dalla sua manualità e creatività
  • F. che ha una piccola idea che vorrebbe sviluppare e già la burocrazia richiede più soldi di quanti sia logico poter immaginare
  • C. che lavora come artigiana da 20 anni e ormai non ha nemmeno più i soldi per comprarsi la materia prima.
  • S. a cui ad Aprile non rinnoveranno il contratto a progetto come ricercatrice.
  • I. che vorrebbe cambiare ma non può assolutamente permetterselo.
  • N. che mi ha chiamato piangendo perché per un cavillo burocratico ha perso il diritto a qualche mese di disoccupazione
  • S. che doveva partire per la Puglia a gestire un Resort mentre è ancora a casa “sedotta e abbandonata”

Potrei andare avanti ancora. Persone che conosco, che sento spesso, quasi quotidianamente. Oh, sarò io che porto jella ma nessuno che conosco ha osato cambiare e ora gli sta andando bene. O benino. Infangati. Impantanati. Immobilizzati. Stanchi.

Non è periodo, questo, per l’American Dream.

Non c’è logica, non c’è speranza.

Sacrilego osare avere un progetto.

Vince la logica del accontentati di qualsiasi cosa, qualsiasi.

Dico che è uno schifo ed è eroico e stupido progettare, desiderare , volere, provarci. Stupido ed eroico… l’avreste mai detto che queste due parole riescono ad avere un senso nella stessa frase? Io no.

E comunque, nonostante questo possa sembrare uno scritto pessimista in fondo non lo è: è piuttosto la consapevolezza che forse non è poi vero che tutte queste persone, me compresa, abbiamo avuto coraggio. Me ne ero quasi convinta a forza di sentirmelo dire dalle persone. Ma non è così, non ne abbiamo avuto abbastanza probabilmente.

Il vero coraggio sarebbe quello di riscattarsi una volta per tutte dal meccanismo monetario, dal sistema consumistico, da questi cavolo di soldi, bollette, affitti, mutui, benzina, leggi del piffero. Dovremmo smetterla di convivere, quindi di accettare, queste leggi dell’economia, l’obsolescenza programmata, il consumismo ipnotico, la filosofia dell’usa e getta. Dovremmo aiutarci, dovremmo barattare, dovremmo imparare a fare con le mani, a pensare con la nostra testa, ad essere autonomi. Il più possibile. Ci vuole sì del coraggio a dire basta a tutte queste necessità, o forse, comodità. Allora saremmo liberi, allora saremmo coraggiosi.

E la strada è lunga, dura e impervia ma forse, dico forse, è l’unica via. Radicale, estremista, coraggiosa appunto.

Invece siamo solo creature a metà , il cuore e l’anima laggiù dove ci sono i sogni ed il corpo e la testa qui, tra lavoro, denaro, consumo. E mi chiedo fino a che punto si possa davvero fare, fino a che punto sia utopistico, fino  a che punto ho voglia di spingermi.

 

 

 

 

 

Annunci

38 pensieri su “Coraggio

  1. Che scrivo?Mi son letta tutti i commenti…
    il caso ha voluto che venisse fuori
    un appunto nemorizzato sul cell.
    Questi cellulari hanno un’anima!!!
    “Non puoi sapere quante cose puoi fare, finché non ci provi.”
    Francesco Iannì
    Un abbraccio molto solidale.
    vento

  2. Ciao, grazie del passaggio, sono un tuo quasi collega ma non sono in aspettativa.
    Diciamo che noi pf non siamo mai in aspettativa. i clienti di qualcuno di noi sono in aspettativa nel senso che aspettano fuori dall’ufficio per dirgli di tutto ma fortunatamente non è il mio caso. Almeno per ora.
    Più i bonifici o più i sogni ? O forse i bonifici aiutano a sognare, direbbe Marzullo. Quelli in entrata almeno…
    Quello che tu dici con molta semplicità nel post è vero ed è capitato anche a me di pensarci. Si è creato un po’ di mito su questa fuga all’estero. Io ho il sospetto che tutte queste rubriche molto glamour di quotidiani e periodici che raccontano i nostri connazionali che “ce l’hanno fatta” glissino con molta nonchalance sull’esercito di coloro che sono tornati indietro con le pive nel sacco o semplicemente sono rimasti là ma solo perchè non hanno alternative e non sono affatto contenti. Problema complesso comunque. saluti alla tua meravigliosa terra.

    1. 🙂 . Sì. Condivido anche se la cosa importante secondo me, è l’onesta con sé stessi. Il fallimento altrui è un alibi che utilizziamo per non metterci in gioco, per lasciare perdere prima ancora di provarci, per non faticare nel cercare la propria via? Nooooooooo vero ?!

  3. oddio Patty, questo articolo descrive perfettamente il mio stato d’animo! Sono anche io STANCA … è come se avessi perso la fiducia!
    Come se non credessi più che qualcosa di bello possa accadere.
    mi sto come convincendo che, forse, nulla può cambiare in questi tempi odiosi…
    ti abbraccio, ti capisco
    antonia

    1. Oddio Antonia ma sai che leggendoti non l’avrei mai detto ?!Lo so bene che mi puoi capire allora …anche tu nell’ ostinata ricerca e volontà di trovare sempre il bello,la fiducia,la possibilità ogni tanto cedi alla stanchezza !…Io lo so sai che noi siamo un po’utopiste ma nonostante tutto ,pur sentendomi “contro i mulini a vento”non potrei fare diversamente.Fa parte di me ormai, é la mia essenza progettare e sognare una vita a misura mia.Può essere che non ce la faccia,anzi é probabile,ma cadro’ sul campo e pagheranno cara la mia pellaccia .Se non voglio morire dentro non smettero’ mai di provarci .Che stanchezza però a volte,eh? perché é un mondo che va davvero da tutt’altra parte …

  4. Cara Patti,
    C’è un passo molto bello e significativo della Bhagavad Gita che recita così “Tu hai un diritto particolare all’azione, ma in nessun caso un diritto ai suoi frutti; non essere uno che dipende dai frutii del karma; e non sia in te neanche attaccamento alcuno alla non-azione”. Praticamente “Pianifica le tue azioni, studiale a fondo, impegnati con tutta te stessa affinché il risultato sia positivo, ma ricorda che poi il frutto di quell’azione stessa non ti appartiene e può prendere una via inaspettata e tu non puoi farci nulla. Ma puoi intraprendere un’altra azione per aggiustare i risultati di quell’azione”. Siccome tu sei una persona combattiva e che non si arrende, anche se il piano vincente sarà il piano Z, anche dopo tanta fatica c’è la farai. Un bacione ed è stato bello vederti in Sardegna!

    1. Stefi cara e bella ciao! Bello, bellissimo questo passaggio e ti assicuro che in questi giorni di silenzio stampa (causa viaggio;-)) ci ho pensato molto e devo ammettere che quello che scrivi mi risuona molto, lo condivido pur a volte allontanandomi del concetto più per debolezza mia che per altro. Grazie del tuo bel regalo, grazie per avermi letto e dedicato del tempo a scrivermi. Conto di rivedervi in Agosto eh?!

  5. Ciao Patty,
    ho letto più volte il tuo ultimo post, al quale diventa difficile rispondere. Ma voglio provarci.
    Ognuno prende i rischi che può assumersi in quel momento della propria vita ed è una cosa con la quale bisogna fare i conti. Non si può pretendere di correre la maratona se non ci si è allenati per quella distanza.
    Tu hai avuto il coraggio di chiedere e ottenere l’aspettativa da un lavoro di quelli che per molti è da “leccarsi le dita” e hai avuto il coraggio di mettere in gioco te stessa, la tua vita, il tuo mondo.
    Hai fatto le valigie e sei partita con in testa una destinazione e dei progetti. Lungo il percorso ci sono stati degli inciampi, dei ridimensionamenti, hai dovuto fare i conti con diversi imprevisti. Ti sei accorta che il progetto, così come era pianificato sulla carta, era meno raggiungibile di quello che sembrava.
    Ma questo non è mancanza di coraggio. Cosa ti rimproveri di non aver fatto? Rischiare di più? Forse hai solo preso coscienza che ora non hai i mezzi per quel progetto. Ma coraggio ne hai avuto e ne hai ancora, anche per il solo fatto di rimetterti in discussione come stai facendo.
    Aggiusta il tiro, riprendi fiato, e non smettere di crederci. Non sempre si fa centro al primo colpo.
    C’è un libricino molto bello, si chiama “Lo Zen e il tiro con l’arco”, di Eugen Herrigel. Potrebbe essere una lettura interessante 😉
    Un abbraccio
    Dona

    1. Molto giusto! Qui mi ripeto, ma è proprio così: noi siamo come i navigatori, impostiamo la strada più rapida all’inizio del viaggio. È logico e normale che sia così. Poi lungo la strada spesso siamo costretti a ricalcolare il percorso, prendendo strade non previste. Ma questo ci fa conoscere tanti aspetti che altrimenti non avremmo mai nemmeno visto di sfuggita. E questo ci fa arrivare molto più ricchi e consapevoli. Ogni fermata permette una ripartenza. Forza ragazze!!!

    2. Dona ciao! Come sempre vedo che mi leggi con attenzione e sei sulla stessa lunghezza d’onda….Ormai ci “conosciamo” da anni ! So che quello che mi scrivi in parte ti appartiene perché dai tuoi scritti conosco anche la tua storia. Quello che mi chiedo, fondamentalmente, è se si possa fare una scelta “moderata” o se la risposta a questo mondo e a questa necessità di sentirsi liberi da certi dogmi non sia ancora più in là della nostra aspettativa o del part time… che sia molto più in là; nel rifiuto e allontanamento totale di ogni forma di consumismo e rapporto economico. non lo so, a volte penso sia l’unica vera e possibile soluzione però sai che costo, che fatica, che impegno ?

      1. Personalmente non credo nell’ascetismo 😉 ma credo nel bisogno di molte persone di cercare una vita più a misura di sé stessi. Come trovare il paio di scarpe comodo per un trekking in montagna.
        A me lavorare piace, non riesco a stare con le mani in mano. Paradossalmente ora che ho il part-time faccio molte più cose. E molte le faccio gratis. Perché mi piacciono. Poi ogni tanto qualcuno decide di riconoscere un valore alle mie cose e vengo ricompensata.
        E’ un periodo che in ufficio mi sento “frustrata” perché non capisco il senso di ciò che accade: oggi, per esempio, ho lavorato tantissimo eppure sono tornata a casa insoddisfatta perché ho la sensazione di non aver dato il mio meglio (ci hanno cambiato i compiti nel giro di poco tempo e si procede un po’ a tentoni cercando le informazioni per poter svolgere il lavoro).
        Questo è il mio punto focale, la “soddisfazione” che ricavo da ciò che faccio. Ma la soddisfazione non serve a pagare i conti 😉
        Ti confesso una cosa: se io volessi potrei permettermi di lasciare il lavoro e dedicarmi solo ed esclusivamente alle mie passioni. Perché non lo faccio? Perché per farlo dovrei fare 1000 passi indietro nella mia vita; tornare a vivere a casa dei miei, passare dalla mia casa alla camera che occupavo da ragazza; niente affitto, niente utenze, niente vitto da pagare. Loro sarebbero contentissimi: tutte le volte ci provano a convincermi, ad allettarmi con la proposta dello spazio e dell’assenza di pensiero. Stanno invecchiando e starebbero più tranquilli ad avermi lì a prendermi cura di loro.
        Il fatto è che io non sono pronta a lasciare la mia vita, anche se costa e se per mantenerla devo fare un lavoro che non mi “soddisfa”. Sono sicura che se tornassi a casa mi ritroverei nell’angoscia dalla quale sono fuggita circa 15 anni fa.
        I sogni costano e richiedono sacrifici, e la parte economica è forse quella meno ingombrante. Forse non ci tengo abbastanza al mio sogno da accettare di rinunciare alla mia vita. Però se accettassi finirei per odiare il mio sogno.
        Così stringo i denti e cerco di non demoralizzarmi.
        Sono sicura che i tuoi talenti possano indicarti la strada giusta. Forse dovresti vedere all’ente del turismo di Cagliari se cercano “volontari” o promotori. Potrebbe essere un primo passo per sviluppare la tua idea originaria: prendendo contatti, esplorando zone, fiutando opportunità!
        TI abbraccio (anche se non ci conosciamo) 🙂
        Dona

  6. Sai che ci ho pensato spesso? Mi hanno anche proposto di andare a vivere in un eco villaggio e sai che ho risposto? Che non me la sentivo, quando invece a volte è tutto quello che vorrei.
    Non ho risposte, ho solo il tuo stesso pensiero e il tuo stesso coraggio… a metà.
    Ti abbraccio!

  7. Patty per cortesia vai a sederti di fronte al tuo bellissimo mare, fai oooooom,respira, ringrazia per quello che sei e quello che vedi, e giù di nuovo a testa bassa. Troveremo la strada giusta.

  8. Patty, lo sai che questo tuo post finisce dritto dritto su minimo martedì prossimo, vero? Firmato una che ha molto, molto, molto ma MOLTO meno coraggio di te.

    1. Cara Elle, grazie tante per la stima, ne sono lusingata !!! Sono frustrata Elle, mi sembra di dover competere con un mostro molto più grande di me con una spada di legno. Sicuramente sbaglio qualcosa e ci vorrebbe forse molto ma molto coraggio in più per realizzare qualcosa. Altrimenti navigando nel mare dei compromessi cercare una via di mezzo … Mumble mumble mumble

      1. (nel frattempo ho pubblicato il post)
        È sempre tutto relativo…
        Tu pensi (scrivi) che ci vorrebbe più coraggio dopo aver fatto una scelta che per molti è impensabile; parli di compromessi e di vie di mezzo, e chissà quanti leggendoti (sospirano e) vedono proprio il contrario. Lo sai che non ho risposte, ma sicuramente posso dirti che hai *già* realizzato qualcosa (eccome!).
        Per tutto il resto, se vuoi, proseguiamo in privato 🙂

        1. Grazie Elle, grazie di nuovo! OT: ma lo sai che ora ho capito dove hai fatto la foto del tuo profilo ?!?!? Wow che soddisfazione, quando l’ho visto mi sei venuta subito in mente!

  9. Cara Patty,
    capisco il tuo sfogo e ti sono vicino!
    Tu non porti sfortuna, nessuno in verità porta sfortuna, non dirlo neanche per scherzo!
    Se una ragazza in gamba e hai tantissime qualità, non sono certo io a scoprirle!!
    Ma invece di fare una lista di “quelli che non ce l’hanno fatta” prova a farne una di quelli che ce l’hanno fatta: vedrai che sono sicuramente molti di più. E poi se ci pensi il “fallimento” non esiste, è solo il punto di vista di qualcuno che, magari non sapendo nulla di te, si permette di dire “il tuo obiettivo era 10, hai raggiuno 7 allora hai fallito”. NO!! Non è così! Pensaci: se non avessi puntato a 10, non saresti arrivata a 7…magari non avresti nemmeno cominciato! Io non ho vinto i mondiali, ma sono arrivato 6° ai nazionali e 3° ai nord-italia: sono un fallito? Ma certo che no, se non mi fossi impegnato come per diventare campione del mondo non avrei combinato nulla!! Questo è solo un banale piccolo esempio. Un’altra cosa: molta gente non è soddisfatta, e allora parte per terre lontante, convinta che le cose possano milgiorare. Ma così cambiano i luoghi, i panorami, e anche le persone introno a loro. Già…ma loro sono sempre uguali a…se stessi! Qui sta il punto: prima cambia te stesso, poi anche ciò che sta intorno a te cambierà. I politici e i potenti si comportano male? Purtroppo si. Ma cerchiamo noi di non fare come loro. Certamente il “dio denaro” è la causa di molto del male che c’è in giro: ma non è colpa del denaro, è colpa di chi ne ha fatto il suo “dio”. E non dimentichiamoci che solo 60 anni fa una persona di 40 anni sembrava un 75enne dei giorni nostri; quindi prendiamo il buono che ci circonda, e respingiamo il cattivo. E non smettiamo mai di essere fedeli…a noi stessi!!!
    Ti abbraccio!!!
    Fred

  10. Ho condiviso questa tua riflessione su tutti i miei social. Grazie per questo post, è stato un atto di coraggio anche il fatto di averlo scritto.
    Però: NON MOLLARE. Al limite, cambia rotta.

    1. Ciao Sunday e grazie per la fiducia… Sì, un po’ è vero, mi è costato scriverlo. Na marea di frustrazione. No che non mollo! Devo solo cercare un’altra rotta! Tu come stai invece?

  11. uh quante corde mi tocca questo post. primo perché nel prossimo futuro, nell’aria, c’è un possibile cambiamento – che spero davvero non rientri nella tua lunga lista…
    secondo perché quel cambiamento lo rincorro da anni, in vari modi, e da anni sbatto la testa con un pensiero collettivo disarmante.
    da anni facciamo parte di una campagna (www.bilancidigiustizia.it), ultimamente un po’ meno attivamente per la verità, che nel ’94 provò a lanciare quella sfida, quella che tu stessa proponi. bellissima esperienze, una storia da raccontare, ma mulini a vento a gogò. le famiglie che sono passate attraverso al campagna non sono mai state più di qualche decine, centinaia scarse, ogni anno.
    ho provato partecipando ad esperienze di banche del tempo. ne funziona se va bene una su dieci che partono, lunga la riflessione sul perché, tanti e diversi i motivi, ma di fatto è così. ho presente altre esperienze di scambi non monetari, di persone che hanno provato a de-monetizzare gli scambi utilizzando una moneta (!) diversa, tipo lo “scec”. personalmente l’idea mi ha convinto niente, ma credo che abbia convinto niente in generale.
    oggi ci stiamo provando partendo dal locale, dall’autoproduzione, con idee di orti condivisi (ho un caro vecchio post in proposito: ammennicolidipensiero.wordpress.com/piccole-idee-di-verze-e-socialismo). gratificante, ma in dieci, dodici persone, quanto incidi? già ci sembra una conquista quello che è successo in paese, dove stupiti della nostra esperienza orticola hanno deciso di istituire gli orti comunali, per dire. quest’anno si valuterà la partecipazione collettiva, ma non mi faccio illusioni: è fatica.
    insomma, tutto questo per dire che la mia disillusione (che in ogni caso fa il pari con l’ostinazione, per cui non è che molli lì, eh 😉 ) prende spunto da tanti esperimenti nei quali , se non c’è di mezzo il denaro e se questo comporta fatica, qualcosa non funziona.
    non è solo coraggio, è fatica. c’è qualcosa che si è incrinato nella nostra cultura, non so dove ma si è incrinato. il paese del “tanto ormai” e del “fatica zero”.
    per associazione di idee, mi viene in mente questo:

    (i primi dieci minuti, quelli sul cibo), rapporto del cibo come metafora.
    perdona la prolissità, mi son lasciato prendere la mano dal flusso di parole…

    1. Non c’è nulla da perdonare, anzi, un po’ di confronto con qualcuno che porta argomentazioni non fa altro che ravvivarmi ! Sono molto, molto d’accordo con te. Dove si cerchi un’alternativa vera ai soldi vi è fatica, sudore, impegno e dedizione mentre la gran parte di noi non ha nessuna intenzione di sbattersi più di tanto. Quindi, la soluzione difficilmente sarà collettiva; dovrà essere quindi individuale, o di nicchia e quindi non cambierà di certo le sorti del mondo nè tanto meno del paesello dove viviamo per esempio… Sempre che ci vada bene, eh?! Di certo io non sono quì a lamentarmi perchè nonostante tutto sono sempre una privilegiata, semplicemente mi rendo conto che c’è qualcosa che non va, che non è sufficiente penso-progetto-sacrifico-faccio-realizzo, non è detto che andrà bene. Mille cavilli, mille peripezie, mille ostacoli o semplicemente non parte, cattiva idea, cattiva gestione, sfortuna, destino, boh. Non so, a meno che non si rinunci come un vero asceta a veramente tutto l’unica soluzione che intravedo è quella di trovare la propria strada nel mare dei compromessi , acqua un po ‘fangosa ma almeno non me*** ! Ci rifletto, ci sto riflettendo, non ho soluzioni se non quella per una volta nella vita di mollare il controllo, la volontà e vedere che succede. Non è nelle mie corde nè nella mia cultura ma chissà, forse è la soluzione…

  12. Io i pensieri di libertà li ho inscatolati e messi via, da parecchissimi anni, 16 per la precisione, vedi che li conto ancora? Avrei voluto andare a vivere in Irlanda, invece ho incontrato quel maledetto che mi ha rapito il cuore e sono rimasta, per lui. Poi in seguito, sono rimasta per mia figlia. E sono ancora qui, come vedi. E’ la mia sliding door più grande: cosa sarebbe accaduto se…. Ma in fondo, mi va bene così. Se riesco a tenerli inscatolati, a poterli riguardare di tanto in tanto, quei pensieri non mi fanno neanche tanto male, perchè ho una figlia eccezionale che li vale tutti.
    Per cambiare la realtà dovrebbero cambiare troppe cose… la testa della gente, come prima su tutte, come giustamente dici anche tu. Ma sai, c’è troppa gente che sta bene. E finchè c’è gente che sta bene, non ci sarà possibilità di cambiare la realtà. A volte, molto amaramente, penso che ci vorrebbe una guerra per ritornare in un mondo “civile”… una guerra assassina, che distrugga tutto, e quei pochi che rimarranno, ricominceranno a coltivare la terra, se vogliono mangiare. Ecco, una cosa del genere.
    Ma non so se ci vorrei essere, tra quei pochi, o se preferirei invece semplicemente sparire insieme a tutto quanto.

    1. Sob… Non posso che darti ragione in merito alla situazione attuale. Non che non esistano esempi virtuosi o le classiche eccezioni che confermano la regola ma in genere è dura, durissima perchè tra le altre cose c’è da scavalcare raccomandazioni, burocrazia lenta e non meritocratica, impossibile accesso a finanziamenti, scoraggiamento generale, tasse sempre più alte e nessun vero reale e concreto interesse da parte di chi dovrebbe prendere in carico la situazione… Per questo mi sento un po’ scoraggiata, non c’è luce in fondo al tunnel. Però si continua, eh?!

      1. Assolutamente!!! Io penso sempre con un misto di rammarico, che dovrei andare a vivere in Austria… quello è il mio mondo… peccato che non parlo una parola di tedesco! ;D

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...