New York photo week 5.M’avete provocato.

plf5Poi basta davvero, eh?! Chè ormai son tornata da più di un mese e altrimenti mi sembra di essere Toto Cutugno quando canta ormai da anni e anni e anni “l’italiano” …

Non che il mio superego non sia altamente gratificato dagli apprezzamenti ma bisogna tenere un profilo basso e pensare che molto lo fa anche il soggetto.

New York. Quello che porto a casa, aldilà della goduria e dell’aspetto culturale del viaggiare in genere, è l’aver capito cosa è l’american dream, il sogno americano.

Una serie fortuita di circostanze mi hanno portato a concretizzare il concetto durante una chiacchierata con Laura riassumendo quella che è stata una sensazione che mi ha pervaso durante tutta la settimana laggiù. Lasciando perdere molti degli aspetti che non condivido della cultura americana (vedi il superconsumismo, l’inquinamento ambientale, la ghettizzazione dei livelli sociali giusto per fare alcuni esempi) e lasciando perdere la consapevolezza che sto invecchiando (tendinite, stanchezza atavica serale, jet lag al rientro e avanti così, non penserete mica che sveli tutta la mia inettitudine qui, vero?!) ecco, lasciando perdere tutti i retroscena quello che di importante e decisivo che mi porto a casa è la valorizzazione del singolo, della propria visione del mondo, dell’attenzione verso le idee e la volontà della persona.

Sì, a parte la gentilezza e disponibilità estrema dei newyorkesi che mai mi sarei aspettata in una metropoli del genere, la città mi ha ricordato che la diversità è un valore aggiunto.

Immersa come sono sempre stata nell’assiduo esercizio della nostra società di omologarci fin da piccoli, nel tempo mi ero rassegnata al fatto che non corrispondere all’ ideale di  donna , nella famiglia, nel lavoro ma soprattutto nei desideri e aspettative dipendesse da me , dal fatto che “sono fatta male”,  che sono io ad essere “sbagliata”… ebbene, mi sono ricordata che non è così, che essere unici è una meravigliosa opportunità di apportare alla società la propria visione del mondo, il proprio talento la propria energia.

Non che sia una passeggiata per signorine eh?! Chè questa roba implica una forte dose di fatica e competitività perché mica tutti ce la possono fare; però il rispetto e la disponibilità verso l’altro è un fatto.  E ci credo che poi le persone cercano di realizzarsi e dare il meglio di sé !E’ un circolo virtuoso dove ognuno può provare a dare al mondo la versione evoluta di sé.

E insomma grazie NY, come sempre le cose arrivano quando servono e in questo caso mi serviva questa pacca sulla spalla, mi serviva allargare gli orizzonti e continuare a sentirmi piccola piccola ma preziosa per il mondo, come lo siamo tutti quando ci impegniamo in qualcosa di buono.

 

plf6plf7plf8plf9plf10plf11plf12

plf

plf2

plf3

plf4

Annunci

14 pensieri su “New York photo week 5.M’avete provocato.

  1. Wao!! Il mio grande sogno, prima o poi lo realizzerò. Nel frattempo mi hai permesso di ‘visitare virtualmente’ il mio posto preferito. Complimenti davvero per le foto e per l’articolo, mi trovavo davanti al pc poi ho cominciato a leggere e mi sono ritrovato magicamente a New York! Ancora complimenti, ti continuerò a seguire! Se ti va passa dalla mia pagina dove nel mio ultimo articolo ho scritto anch’io del ‘sogno americano’. Ti lascio il link se ti andasse di passare e lasciare un commento per far sapere che ne pensi, mi farebbe davvero piacere!

    https://afreeword.wordpress.com/

    1. Ciao Rif e grazie per essere passato di qui! Sì New York vale proprio la pena di essere visitata almeno una volta nella vita (anche se spero di pterci tornare un giorno)…mi raccomando sii cocciuto e e deciso, cerca di realizzare il tuo sogno…ora passo da te a leggerti un po’ 😉

      1. Grazie per il commento e per esser passata dal blog! Seguirò il tuo consiglio e, un giorno, spero di poter coronare il mio sogno e visitare la Grande Mela. Continua a seguirmi ho novità in serbo!!!! Ancora complimenti e a presto!! 🙂

  2. Già, la valorizzazione del singolo, la sua visione delle cose e del mondo, le idee… tutto quello che qui in Italia ormai non conta più, sommerso da conformismo, mancanza d’iniziativa, gerarchie. E’ anche per questo che spesso siamo così individualisti e badiamo solo, in modo ristretto, al nostro orticello.

  3. In questo periodo sono “circondata” da gente che parte e rientra da New York. Perfino insospettabili come mia sorella che non è mai stata troppo affascinata dagli USA. Eppure al rientro era incantata dalla città.
    Personalmente non ho mai visitato gli USA, anche se spesso mi sono detta di volerlo fare. Forse sarà per il mio animo decadente che ho sempre preferito Londra 🙂
    O forse dentro di me sento che se parto per gli USA poi non torno più 😉
    Buona vita
    Dona
    PS: if you can make it there, you can make it anywhere…

  4. Vedi che quando tutto sembra andare storto accade qualcosa di sorprendente?! Sono contenta per te e concordo pienamente su questo aspetto. ogni volta che metto il naso all’estero scopro un mondo che mi dice queste cose. tutto sta a portarsi questa verità qui e non farsi persuadere del contrario. un abbraccio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...