Lezione numero 3

bamboline

Ci sono quelli che vivono e quelli che fanno finta di vivere.

Ci sono quelli che per avvalorare le loro scelte devono mettere in dubbio le tue.

Oppure quelli che fingono di essere anticonformisti ma poi sono peggio di tutti .

Infine quelli che per il tuo bene pensano di sapere cosa è meglio per te .

Ma i peggiori sono quelli che se non fai come hanno fatto loro hai sbagliato tutto.

E’ tosta andare avanti per la propria strada, pensata con consapevolezza e fatica, decisa solo da te stessa: sono di più i giorni in cui ti alzi con dei dubbi che quelli in cui ti senti serena e in pace con il tuo percorso. Non è facile perché spesso essere coerente è una lotta quotidiana con le sirene del benessere, i must dei media, della felicità della mulino bianco degli altri, chè ti sembrano tutti felici e appagati e tu stai lì a domandarti se a 40 anni non sarebbe ora di diventare grandi .

Io lo capisco: immani condizionamenti sociali e familiari, cervello in stand by, poca voglia di rompersi mettendo in dubbio tutto quello che è dato per assodato, vuotezza, debolezza di carattere, mancanza di cultura/intelligenza/sensibilità. Non è semplice.

Ma a volte mi assale un dubbio: non è che per caso ci sono persone che ad un certo punto della loro vita decidono che è necessario prendere delle decisioni ma in fondo in fondo vorrebbero avere invece il coraggio di resettare tutto, lasciare il certo per l’incerto, andare contro corrente, contro addirittura l’approvazione sociale e familiare e finalmente vivere una vita vera, voluta, desiderata, sognata?

Non è che per caso chiunque faccia scelte un po’ fuori dall’ordinario, fuori dalla zona di comfort faccia crollare quella rete di valori/sicurezze su cui si poggia la vita di queste persone?

Lavoro, matrimoni, figli, compleanni, cene, vestiti alla moda, belle case, macchina: quanto ci costano a livello esistenziale queste cose?

Sono queste le priorità? Sono queste le cose che rendono felice? E’ questa la strada su cui investire pensieri ed energie non sarà mai tempo perso?

Essere autentici spesso significa andare controcorrente ma è questo il territorio dove si misurano le vere motivazioni e si capisce di che stoffa siamo fatti.

Pensa con la tua testa.

E’ in questo che si gioca il senso delle nostre esistenze.

Perché c’è una libertà vera in una vita vissuta pensando e agendo con le proprie idee.

 

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16 pensieri su “Lezione numero 3

  1. Un indefinito numero di secoli fa… forse millenni, qui in Sardegna non avevano inventato ancora i vaffapost. Ma avevano trovato il modo di tramandarsi un rituale liberatorio, un lamento in preghiera, che si recitava come un mantra nei momenti di sconforto o di emozione. La tradizione è quella della Nuragheologia e si è conservata per sola via orale fino agli inizi del secolo scorso, quando un uomo iniziò un prezioso lavoro di trascrizione di ciò che ancora non si era perduto.
    Seduti sotto un albero, o in riva al marea, o affacciati al vostro balcone, quando soffia il vento dai monti più a nord, potreste ancora ascoltare una nenia sommessa…

    “SU PRÈIGU CHI DOGNA SARDU MURRUNGÌADA CUM SU ADÀSIU IN Y DIE DE SU CORU MALU”
    (La preghiera che ogni sardo borbottava col ritmo nei giorni di malumore)
    Traduzione dall’originale in sardo tratto da: ” Is contus de sa nuraxia ” (I racconti della nuragheologia) – di Raimondo De Muro (1916-1983)

    “L’Universo Creatore, Creatore Universo, tu sei / io sono. / Tu sei ovunque / io solo qui. / Perché non ovunque? / Non lo so / e non lo voglio sapere. / Sapere solo voglio / che sono io. / Io sono / ieri, oggi e domani. Tu sempre / da sempre nell’eterno. / Io, in questo mondo / ovunque voglio essere. / Essere io voglio ovunque, in questo mondo. / Quando si apre il cielo / per far sorgere il giorno / e quando il cielo si chiude / per ombreggiare la notte. / Io voglio vedere coi miei occhi / le nuvole che si colorano all’albeggiare / nell’aurora / per far corona / al giorno che sta nascendo. / Io voglio vedere / con i miei occhi / le nuvole che scolorano / alla sera / quando il sole si nasconde. / Io voglio essere/ ovunque: / Monte coi monti / pendio coi pendii / pianura con le pianure / rio coi ruscelli / acqua che cola dalla sorgente / con le acque che creano rivoli / che corrono al mare. / Zolla di primavera / con le zolle della terra / dove fiorisce la vita / delle erbe e dei cereali. / Io voglio essere ovunque! / Voglio essere creatura viva / che faccia armonia / con tutte le armonie dell’universo. / Io voglio essere / nel mio pensiero / dentro il mio pensiero / e volare con lui / ovunque. / Io voglio / accendere le lampade / che si sono spente / nel mio cervello / per vedere lontano / per intendere le voci / che vengono da lontano. / E a cavallo di queste voci / fare riunione con tutte le creature vive dell’universo. / Io voglio! / Solo non mi piace / vivere solo / non è possibile. / Sono io / una creatura dell’universo? / Nell’universo solo sono io? / Creature che pensano come me / nell’universo / ce ne sono in quantità / ovunque! / E allora? / Io solo non sono. / Non sono solo io! / Le creature che pensano come me / non sono mute? / Il pensiero non è muto / delle creature vive dell’universo / e allora? / Perché questo silenzio / incatenato? / Incatenato silenzio perché? / E’ il silenzio che incatena / o sono le catene che creano silenzio? / E le catene chi me le ha alleggerite?! / Catene alleggerite / per non accorgermi / io porto. / E’ certo / Sono catene quelle che io porto / io uomo sardo. / catene mute che non fanno suono. / Leggére / nascoste / che non ti accorgi dove sono collocate. / Mah, catene sono / e non nastri d’oro e d’argento / collocate sulla grande pianta / per farla più pomposa / nel giorno della sua festa. / Se io sono incatenato / senza rendermene conto / con catene / né di ferro e né di spine / ma catene abbarbicate nel mio sangue / nei miei sentimenti / nel mio essere. / Catene che serrano / come cespugli di rovi sugli sperduti dirupi / catene che ti annebbiano e ti tengono nel buio / dovunque! / Tu speri / che ti cadano le catene che porti nascoste dentro / e ti si accendano le lampade spente / da sé / senza alcuna volontà da parte tua? / Dì tu / se sei uomo / creatura viva / dell’universo / dì tu / cosa vuoi fare? / Cosa voglio fare? / Una e basta / voglio fare / o Eterno Increato Universo Creatore / una e basta / voglio fare / da me! /
    Voglio essere/ vomere che ara / in terre d’odio / per farci crescere amore / voglio essere / radice di pianta secolare / per farci passare nel tuo tronco vuoto / fiumi di onde di godimento. / Godimento di vivere / godimento di andare / godimento di fare / godimento di pensare / godimento di voler bene / godimento di cercare / godimento di passare il tempo. / Il tempo / dell’ora buona / e quello dell’ora triste. / Mutare il male col bene / l’amaro col dolce. / Fare bella faccia / per ogni caduta / nella strada storta / e in quella dritta. / Sapere / dove si cade / per saltarlo / con allegria / e se cado / me ne faccio uno scherzo / del ginocchio / che s’è sbucciato per nulla. / Perché nulla / tornano ed essere / le vicende della vita: / Per nulla si vive / quando si piange e ci si lamenta / per il mattarello che può cadere / in testa a qualcuno / o al nascituro che ancora non è nato. / Niente / sperare / alte rese di grano e fave / quando l’annata non è quella buona. / E singhiozzare perché non le dà. / E perciò io che so questo: / Se tira il vento dell’est / ventilo / col vento dell’est / Se tira il vento del sole / ventilo / col vento del sole / Se tira il vento del mare / ventilo / col vento del mare / se tira il vento di tramontana / ventilo / col vento di tramontana. / E quando / non c’è alcun vento / non ventilo niente. / Resto con la faccia al sole e al vento / e aspetto che venga domani. / Perché domani è un altro giorno / E i giorni non sono mai uguali / ogni giorno / qualcosa di me è mutato / e ciò che sono oggi / domani non sono più. / E in questo rio che corre / io mi faccio cullare / come un bimbo nella sua culla / e come lui / lascio che tutti corrano la propria carnevalata. / Perché la vita è una carnevalata / corsa a ruota libera / senza alcun conoscimento / di ciò che deve succedere. / E per ciò dal solco io non esco / come il nuraghe resto fermo. / Come lui / guardo / vedo / vedo e guardo. / E passa oggi e passa domani / non verrà la fine / la fine non verrà. / E quando verrà / allora farò i conti / ciò che ho avuto e ciò che ho dato. / Se i conti non tornano / qualcheduno me ne dovrà rendere conto / Bene o male qualcuno lo saprà / chi sono stato io / e perché sono stato io e non un altro. / Qualcuno parlerà / e se nessuno parlerà / andrò al roccione di Lanaittu / e dal roccione di Lanaittu / mi metterò davanti alla parete che ti echeggia / e ti fa sentire la eco della tua voce. / E lì comincerò a urlare: io, io, io / ed essa che non nega a nessuno / mi restituirà la voce: io, io, iooo!”

    1. Ma che bel regalo mi hai fatto Max* ! Meraviglioso questo cantico ! Lungo, ma tu dici davvero che la gente lo conosceva a memoria ?! Come vedi ci domandiamo ancore quesiti a cui già da tempo i nostri avi avevano pensato: tutto cambia e niente cambia. Molto bella davvero, certi passaggi stupendi.A saper scrivere così !
      Grazie ancora

  2. ogni tanto passo a leggerti e spesso mi emoziona vedere che quelli che scrivi sono i miei stessi pensieri.

    sono tuo conterraneo (padova) ex bancario visto che prima di terminare l’aspettativa (chiesta anche per merito tuo) ho dato le dimissioni, circa quattro mesi fa. premetto subito che non ho il cappio al collo del mutuo/affitto ma sono anche uno che vive con molto poco senza nessunissima sofferenza, e la mia vita sociale è giocoforza con poche persone ma buone …

    ma veniamo al tuo post:
    secondo te, se gli altri fossero realmente felici e realizzati ti darebbero così contro? so già che sai la risposta.

    sulla moltitudine, e molto per influsso della mortifera cultura cattolica, prende il sopravvento per così dire il fatalismo, doveva andare così, magari i più creduloni (e questa è forte!) pensano più ho sofferto in questa merdosa vita più ho probabilità di essere premiato nell’altra (se ci sarà dico io). lo so sembrano pensieri balordi ma parlo di meccanismi che operano dal profondo dell’inconscio.

    poi penso che molta differenza la faccia essere padri/madri oppure no (ovviamente parlo di tendenze): molto più facilmente un genitore si immola “pro-sistema” per responsabilità verso i figli nella speranza che loro almeno si realizzeranno meglio, e poi se ci sono figli ci sono anche i mutui a vita, ecc. ecc.

    alcuni si accorgono troppo tardi della fregatura presa dal sistema, ma è troppo tardi, altri restano infelici senza capire il perchè ma pur sempre nella convinzione che quello resta il migliore dei mondi possibili.

    il problema vero è che nell’età critica, dai 5 ai 18 anni il sistema (scolastico di base) non ti fornisce tutti gli strumenti per decidere consapevolmente, cioè non ti tarsmette un vero sapere utile alla vita e questo naturalmente è scientificamente voluto.

    come ha detto silvano agosti esiste un sistema molto efficiente ed efficace di controllo sociale ed è privato: sono le persone che ti circondano e che ti controllano e ti scrutano, vogliono sapere, si fanno domande, e uno questo lo avverte sulla pelle

    la cosa forse più triste è che più vado avanti più mi accorgo di vivere in mezzo a degli zombi, non tanto perchè soffrano, ma perchè chiuderanno gli occhi senza aver capito niente

    per ora ti saluto perchè sono stufo anche se avrei tantissime cose da dire …

    in bocca al lupo ex polentona 🙂

    ps finalmente vedo come sei in foto, devo dire che sei un bel tipo anche se completamente diversa da come immaginavo.

    in bocca al lupo

    1. Ciao Andrea ! Mi ricordo benissimo di te e sono davvero felice di saperti sulla “nuova” strada ! Addirittura un licenziamento prima della fine dell’anno sabbatico: complimenti !!! Te lo dico sinceramente, chè di tanti amici e conoscenti che ci stanno provando tu sei forse uno degli unici che ci sta riuscendo, me compresa ! Quindi, bravo, complimenti davvero !
      Silvano Agosti mi trova perfettamente d’accordo, vedo con i miei occhi a quanto rinunciamo, cosa scegliamo per la nostra vita evidentemente per motivi esterni a noi; è terribile, terribile veder gente sprecare tempo prezioso che non tornerà e a volte mi auguro che chi fa scelte abbastanza importanti e dubbiosamente solo sue, mi auguro che non se ne renda mai conto perché da certe scelte difficilmente se ne viene fuori. Ciò non toglie che ognuno di noi ha la sua dose di difficoltà ed errori, ma come sempre preferisco sbagliare di testa mia !

  3. Quella pubblicità è veramente terribile, come quasi tutte del resto, con quel quadretto familiare perfetto! Poi uno se lo guarda alla sera, quando, stanco e insoddisfatto, dopo l’ennesima giornata rinchiuso nell’ufficio di cemento, semisdraiato sul divano subisce la TV e inevitabilmente confronta la propria vita con quella pubblicizzata. Non dovrebbe farlo, perchè è palese che la TV mente, spesso anche quando parla di “cose serie”, ancor di più quando mostra la sua vera natura, ossia la pubblicità, studiata, con metodo scientifico, per indurci a credere e a comprare, eppure noi lo facciamo, confrontiamo la nostra vita con quell’ideale patinato e subiamo il meccanismo, che ormai è radicato in noi perchè è stato stimolato ogni sera, da decenni, si è evoluto. Viviamo in una bolla, abbiamo smesso di vivere a causa di questo incantesimo, certamente che è meglio uscirne al più presto, sulle proprie gambe, fra mille difficoltà, dubbi e ripensamenti, escludendo però un solo dubbio, quello di ritornare indietro nella bolla.

  4. ciao Patti. Mi farò sentire due volte all’anno e mai per dirti un “brava” senza condizioni. Quindi sono un po’ pesante. Però brava te lo dico, altroché.
    Controperò: Copernico scoprì cosa girava attorno a cosa. Bravo, anche lui. Peccato che si trovò un sacco di gente contro. Ed inutile dire che, nonostante il suo carattere e la sua coerenza fossero ben più cristallini di quelli di Galileo (che qualche pecca l’ebbe), era il classico caso in cui, anche se hai ragione, il problema è tuo!
    Si fosse ritirato in un’isola ad affinare e scrivere le sue teorie, probabilmente se le sarebbe portate nella tomba, ed anche quella è una soddisfazione, non lo nego.
    Ma preferì rimanere a fare a legnate proprio in mezzo a quella gente che probabilmente era disprezzabile; gente che probabilmente aveva un cadreghino da mantenere, dal quale propalare puttanate aristoteliche e platoniche e tolemaiche; e probabilmente poteva causargli delle belle grane.
    Non ho una risposta se è meglio fare come te o come Copernico. A dir la verità vi considero tutti e due sopra la bottom line (quella linea dei bilanci, sopra la quale emerge l’attivo). Ma come osservazione credo ci stia.

  5. Una volta, parlando di quanto sia dura vivere fuori dallo schema , mi hai detto “..A noi non piace vincere facile…” Proprio cosi’, bella ragazza. Tira dritto sulla strada che piu’ senti giusta per te senza ascoltare, senza guardare piu’ di tanto, senza farti mettere in forse da persone che non hanno mai rischiato nulla in vita loro. Lo sai da sola che percorri una strada in salita, pietrosa e alquanto solitaria. Ma è la tua, e, a differenza di quello che si vede stando dentro alla matrice, durante il viaggio si ammirano paesaggi meravigliosi e sconosciuti e si incontrano persone specialissime, bizzarre e intense come e piu” di noi.
    Un mega enorme bacione

  6. Conoscere se stessi è difficile e riuscire a non tradire se stessi lo è ancor di più. Soprattutto se attorno c’è incomprensione. Ogni tanto un bel sano “vaffa” è catartico.

  7. Ma poi qualunque cosa fai ti diranno che sbagli. In modo molto anticonformista decido di andare a vivere in Sicilia nel 2006. Pazza, che vai a farci lá? Decido nel 2013, in modo molto conformista, di tornare a Milano. Pazza, ma guarda cosa lasci per vivere in un posto così grigio.
    Poi però ci sono le persone intelligenti, quelle che non erano d’accordo all’epoca ma ti hanno sostenuto e adesso potrebbero dirti “te l’avevo detto” e invece ti accolgono e per di più capiscono quanto ti manchi quella terra ostile.
    Poi ci sono quelle che non hanno coraggio e ti lodano all’infinito ma loro non muovono un passo. E quelli che ti offendono perché non hanno altri argomenti.
    E quelli che tanto si lamentano di quanto l’Italia faccia schifo e però quando tua sorella prova ad andare oltreoceano le dicono che è pazza a lasciare il posto fisso.
    Sai che ti dico?
    Che noi continuiamo a vivere.
    Gli altri non lo so.
    Un abbraccio!

    1. Ecco, le ultime tre righe racchiudono tutto. Che poi forse sbagliamo noi con sta cosa di metterci sempre in discussione… vedo amici e amiche che tirano dritti per la loro strada e manco per scherzo si fermano un attimo a chiedersi se la direzione è giusta, se sono in grado, se stanno facendo la cosa giusta… avanti e basta. a volte vorrei essere così, tutto sarebbe più semplice. però lungo il percorso probabilmente ci sarebbero anche meno colori. ciao Claudia in bocca al lupo per il vostro nuovo inizio !

      1. Grazie!
        Anch’io ho spesso desiderato essere meno “complicata”… a volte ammetto di aver apertamente voluto essere stupida… ma poi alla fine no, con tanta fatica, ma io mi sento di vivere appieno.
        In bocca al lupo anche a te 😊

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