I Piani B degli altri : Sonia

 

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Ciao Sonia! Benvenuta su Bonifici e sogni! Raccontaci un po’ di te: chi sei, da dove vieni, qual è la tua storia.

Sono sarda, vengo da Nuoro, ho quasi quarantaquattro anni. La mia storia è un po’ tortuosa. Dopo la laurea in Scienze Politiche – indirizzo Sociale all’università di Cagliari, ho lavorato per un progetto di formazione sempre in Sardegna. Da li ho capito che il mio interesse era lavorare con le persone, per la loro crescita. Ho messo da parte un po’ di soldi che ho investito per specializzarmi nella gestione delle risorse umane. Sono partita per Milano pensando che sarei rimasta solo per il periodo del corso, invece mi ci sono fermata per quindici anni. E’ stato un periodo molto intenso della mia vita. Ho avuto modo di lavorare in una grossa azienda, Unipol, nella direzione del personale. Mi sono occupata di gestione, selezione, sviluppo e formazione del personale (il ruolo che ho amato di più). Ho conosciuto persone meravigliose all’interno dell’azienda e fuori. Ho vissuto Milano pienamente, grandi amori e grandi amicizie. Ad un certo punto, era talmente tanta l’energia, che mi sono riscritta all’università. Psicologia del Lavoro, la triennale, a Roma. Nel 2010 ho conseguito la laurea con una tesi sulla “Mappatura delle competenze”, analizzando un progetto del quale ero stata responsabile in azienda.

Quando e perché hai deciso di “cambiare vita”?

C’è un momento preciso in cui ho preso questa decisione, il settembre del 2013. Ma è stato frutto di tanti anni di riflessione in cui non mi sentivo mai nel mio posto. Non vedevo una prospettiva di vita futura. Infatti a Milano non ho mai comprato casa, con qualche sacrificio avrei potuto farlo, invece quel momento non è mai arrivato.  Certo non è stato facile comunicare ai miei che lasciavo un posto a tempo indeterminato e so per certo che qualcuno ha pensato che sono stata una folle. Ma anche per quanto riguarda il lavoro, è stata più forte la spinta nel realizzarmi  individualmente, come professionista. L’azienda mi ha insegnato tanto, umanamente e professionalmente. Ma non mi riconoscevo più in certe scelte manageriali e soprattutto sentivo di non poter esprimere pienamente la mia personalità. Così nel dicembre del 2013 ho mollato tutto e sono tornata in Sardegna, precisamente a Cagliari, una città che amo molto.

E come sei approdata a Lipari dove vivi ora?

Ci sono arrivata per il mio amore più grande, anche qui in modo tortuoso. Ci siamo incontrati nel 2010, durante un mio viaggio sulle isole Eolie, partita da sola, volevo fare la salita allo Stromboli. Così ho conosciuto Lunaquinta e il comandante…. Non è stata una storia semplice, visto che avevamo due vite agli estremi. Ma quando, qualche mese fa, ci siamo ritrovati e ho deciso di venire a vivere a Lipari con lui, la mia direzione l’avevo già presa, prima di tutto per me stessa, lasciando Milano. Vivere sulle Isole non è semplice. Sono posti magici e di un fascino struggente. Ma passi dall’estate in cui vieni travolto da migliaia di turisti, all’inverno in cui tutto va in un lungo letargo.  Mi sento fortunata nell’avere avuto la possibilità di sperimentare vite così diverse, Milano e le Isole Eolie.

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Quali sono i tuoi progetti, i tuoi desideri, i tuoi sogni da realizzare?

Uno dei miei sogni l’ho realizzato di recente attraverso la pubblicazione del mio sito, www.fidatidite.it Penso che il nome che ho scelto spieghi già molto. Parto dalla convinzione che ognuno di noi abbia la possibilità di sviluppare le proprie competenze, prima di tutto riconoscendole e poi usandole al meglio. Si tratta di un’attività di orientamento attraverso la quale vorrei accompagnare chi vuole fare scelte formative o lavorative consapevoli. Potrebbe trattarsi anche di chi vuole rafforzare le proprie capacità di gestione del colloquio di lavoro oppure la stesura del cv.  Altre volte si tratta di situazioni più complesse, chi vuole rientrare nel mercato del lavoro (ad esempio mamme che vogliono trovare un’occupazione), chi non sa quale scelta formativa intraprendere, chi si è scoraggiato vista la situazione lavorativa attuale. Tutto questo attraverso degli incontri su Skype. Il concetto di fiducia si ritrova anche nella formula di pagamento, credo innovativa rispetto alle proposte attuali nel settore. Fatto un colloquio conoscitivo gratuito, predispongo una relazione ed un obiettivo condiviso con il relativo costo. Pagata una piccola quota di attivazione all’inizio del percorso, il pagamento avviene solo al raggiungimento dell’obiettivo. Naturalmente anche i costi del servizio sono commisurati alla situazione economica delle persone alle quali mi rivolgo. Poi ci sono altri sogni, ma al momento non ne parlo…sono scaramantica.

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Hai mai pensato di mollare ? Quali sono e come affronti le difficoltà, i problemi?

Troppo presto per mollare, e poi non è da me. Ho inaugurato il sito solo a novembre 2014. Ho avuto subito un ottimo riscontro e mi sono resa conto che esiste una domanda del servizio che offro, ancora di più in un periodo di grande crisi economica.  La cosa più importante inoltre è che ho sentito profondamente di fare il “mio” lavoro, quello per cui sono nata. Trasmettere energia e supportare gli altri nel loro sviluppo e crescita. Le difficoltà, i problemi li affronterò uno alla volta, come sempre, nella consapevolezza che questo è un passaggio importante nel mio percorso umano e professionale.

Cosa ti auguri per il futuro?

Mi auguro di continuare a seguire sempre le mie passioni. Correndo dei grossi rischi, è quello che ho sempre fatto finora. Questo non vuol dire non affrontare momenti di sconforto, anzi. I sacrifici per raggiungere ciò che desideri sono tanti, forse la capacità più importante sta nel saper accettare anche i compromessi avendo maturato la consapevolezza di ciò che conta per te veramente.

 Qual è il tuo motto?

Il mio motto è la dedica che ho scritto per i miei genitori sulla tesi di laurea in Psicologia del Lavoro:

A mio padre e mia madre, che mi hanno insegnato ad avere sempre un sogno da realizzare, ad avere la forza e la tenacia per portarlo avanti e l’onestà intellettuale per difenderlo”.

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i tuoi link

www.fidatidite.it

www.facebook.com

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Ciao Sonia e in bocca al lupo !

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28 pensieri su “I Piani B degli altri : Sonia

  1. Cara Patty, per una cosa che lasci… (il pacchettino, mi raccomando) una te la puoi portare via. Viene dalla terra che ti ha ospitato. E’ solo un frammento di un’opera talmente controversa da essere ormai introvabile. Secondo l’autore, che la scrisse nei primi decenni del secolo scorso, è l’unica parziale trasposizione in parola scritta di una tradizione tramandata da millenni in sola forma orale secondo un canone rigorosissimo. Forse ciò che è troppo semplice e puro oggi fa paura, non è collocabile. Si è preferito screditare e cancellare dalla memoria “pubblica”. O forse è la stessa tradizione che continua a proteggersi nella discrezione.
    Quindi, prendi anche tu questo brano per quello che è, senza troppe domande. Autentico o meno, puoi provare l’esperienza di entrare nel vissuto esistenziale interiore di qualcuno che ti ha preceduto di (100?…1000?…10.000?) molti anni, e accorgerti che non è poi così diverso dal tuo, o dal mio, o da quello di tanti di noi. Non è solo un modo di dire carino, che siamo tutti fratelli e sorelle. In qualsiasi tempo.
    Come le parole magiche, che per funzionare vanno dette nel modo originale, andrebbe pronunciato nella sua lingua, il sardo. Ma ti assicuro che qualcosa arriva comunque anche dalla traduzione, e ti tocca in posti che non scomodiamo tanto spesso. Suona un pò rozzo e sgraziato, ma basta trovare il ritmo giusto, per te e per entrare e a poco a poco in sintonia con la sua modalità. E poi astenerti dal giudizio, non c’è niente da imparare o da capire, solo recitare dentro e ascoltare qualcosa di atavico.
    Scusa se per comodità uso lo spazio del blog, ma così forse può apprezzare anche qualcun altro, anche Sonia… a cui era intestato lo spazio di questo post che sto occupando 😉 (grazie e scusa Sonia)
    Baci

    Su prèigu chi dogna sardu murrungìada cum su adàsiu in y die de su coru malu (La preghiera che ogni sardo borbottava col ritmo nei giorni di tormento e malumore)

    L’Universo Creatore, Creatore Universo, tu sei / io sono. / Tu sei ovunque / io solo qui. / Perché non ovunque? / Non lo so / e non lo voglio sapere. / Sapere solo voglio / che sono io. / Io sono / ieri, oggi e domani. Tu sempre / da sempre nell’eterno. / Io, in questo mondo / ovunque voglio essere. / Essere io voglio ovunque, in questo mondo. / Quando si apre il cielo / per far sorgere il giorno / e quando il cielo si chiude / per ombreggiare la notte. / Io voglio vedere coi miei occhi / le nuvole che si colorano all’albeggiare / nell’aurora / per far corona / al giorno che sta nascendo. / Io voglio vedere / con i miei occhi / le nuvole che scolorano / alla sera / quando il sole si nasconde. / Io voglio essere/ ovunque: / Monte coi monti / pendio coi pendii / pianura con le pianure / rio coi ruscelli / acqua che cola dalla sorgente / con le acque che creano rivoli / che corrono al mare. / Zolla di primavera / con le zolle della terra / dove fiorisce la vita / delle erbe e dei cereali. / Io voglio essere ovunque! / Voglio essere creatura viva / che faccia armonia / con tutte le armonie dell’universo. / Io voglio essere / nel mio pensiero / dentro il mio pensiero / e volare con lui / ovunque. / Io voglio / accendere le lampade / che si sono spente / nel mio cervello / per vedere lontano / per intendere le voci / che vengono da lontano. / E a cavallo di queste voci / fare riunione con tutte le creature vive dell’universo. / Io voglio! / Solo non mi piace / vivere solo / non è possibile. / Sono io / una creatura dell’universo? / Nell’universo solo sono io? / Creature che pensano come me / nell’universo / ce ne sono in quantità / ovunque! / E allora? / Io solo non sono. / Non sono solo io! / Le creature che pensano come me / non sono mute? / Il pensiero non è muto / delle creature vive dell’universo / e allora? / Perché questo silenzio / incatenato? / Incatenato silenzio perché? / E’ il silenzio che incatena / o sono le catene che creano silenzio? / E le catene chi me le ha alleggerite?! / Catene alleggerite / per non accorgermi / io porto. / E’ certo / Sono catene quelle che io porto / io uomo sardo. / catene mute che non fanno suono. / Leggére / nascoste / che non ti accorgi dove sono collocate. / Mah, catene sono / e non nastri d’oro e d’argento / collocate sulla grande pianta / per farla più pomposa / nel giorno della sua festa. / Se io sono incatenato / senza rendermene conto / con catene / né di ferro e né di spine / ma catene abbarbicate nel mio sangue / nei miei sentimenti / nel mio essere. / Catene che serrano / come cespugli di rovi sugli sperduti dirupi / catene che ti annebbiano e ti tengono nel buio / dovunque! / Tu speri / che ti cadano le catene che porti nascoste dentro / e ti si accendano le lampade spente / da sé / senza alcuna volontà da parte tua? / Dì tu / se sei uomo / creatura viva / dell’universo / dì tu / cosa vuoi fare? / Cosa voglio fare? / Una e basta / voglio fare / o Eterno Increato Universo Creatore / una e basta / voglio fare / da me! /
    Voglio essere/ vomere che ara / in terre d’odio / per farci crescere amore / voglio essere / radice di pianta secolare / per farci passare nel tuo tronco vuoto / fiumi di onde di godimento. / Godimento di vivere / godimento di andare / godimento di fare / godimento di pensare / godimento di voler bene / godimento di cercare / godimento di passare il tempo. / Il tempo / dell’ora buona / e quello dell’ora triste. / Mutare il male col bene / l’amaro col dolce. / Fare bella faccia / per ogni caduta / nella strada storta / e in quella dritta. / Sapere / dove si cade / per saltarlo / con allegria / e se cado / me ne faccio uno scherzo / del ginocchio / che s’è sbucciato per nulla. / Perché nulla / tornano ed essere / le vicende della vita: / Per nulla si vive / quando si piange e ci si lamenta / per il mattarello che può cadere / in testa a qualcuno / o al nascituro che ancora non è nato. / Niente / sperare / alte rese di grano e fave / quando l’annata non è quella buona. / E singhiozzare perché non le dà. / E perciò io che so questo: / Se tira il vento dell’est / ventilo / col vento dell’est / Se tira il vento del sole / ventilo / col vento del sole / Se tira il vento del mare / ventilo / col vento del mare / se tira il vento di tramontana / ventilo / col vento di tramontana. / E quando / non c’è alcun vento / non ventilo niente. / Resto con la faccia al sole e al vento / e aspetto che venga domani. / Perché domani è un altro giorno / E i giorni non sono mai uguali / ogni giorno / qualcosa di me è mutato / e ciò che sono oggi / domani non sono più. / E in questo rio che corre / io mi faccio cullare / come un bimbo nella sua culla / e come lui / lascio che tutti corrano la propria carnevalata. / Perché la vita è una carnevalata / corsa a ruota libera / senza alcun conoscimento / di ciò che deve succedere. / E per ciò dal solco io non esco / come il nuraghe resto fermo. / Come lui / guardo / vedo / vedo e guardo. / E passa oggi e passa domani / non verrà la fine / la fine non verrà. / E quando verrà / allora farò i conti / ciò che ho avuto e ciò che ho dato. / Se i conti non tornano / qualcheduno me ne dovrà rendere conto / Bene o male qualcuno lo saprà / chi sono stato io / e perché sono stato io e non un altro. / Qualcuno parlerà / e se nessuno parlerà / andrò al roccione di Lanaittu / e dal roccione di Lanaittu / mi metterò davanti alla parete che ti echeggia / e ti fa sentire la eco della tua voce. / E li comincerò a urlare: Io, Io,Io / ed essa che non nega a nessuno / mi restituirà la voce: io, io, iooo!

    (Tratto da: Is contus de sa Nuraxia – I racconti delle Nuragheologia – di Raimondo De Muro – 1916/1986)

  2. Una bella storia, Patty, grazie per averla raccontata e condivisa, apprezzata anche a distanza di tempo con lo zampino di Eli! E confermo, cambiare a 50 e più anni è una sfida avvincente, il coraggio in noi c’è, basta ascoltarlo e raccoglierlo!

    1. Ciao Gloriavanni e grazie a te per passare di qui! Sto leggendo e apprezzando il tuo spazio web proprio in questi giorni.Donna densa di vita e sensibilità, continua così ! Forse i 50 tolgono un po’di energia fisica ma restituiscono in esperienza, capacità e soprattutto ironia ! L’ironia salverà il mondo 😉

  3. Il tuo smivo Max m ha fatto piangere….pensa te come son messa…davvero male.
    Tesora …lotta…così torni nell’ isola…
    e se non torni il caffè cr lo berremo si piedi di una bella montagna…
    Mi auguro che accada qualcosa di meraviglioso….

  4. Hey! Hey! Va bene confortarsi a vicenda ma raccontarsi che è difficile non è proprio strategico… abbassa l’energia e sfoca l’obiettivo! 🙂 Il mio “ricomincio da zero” è partito da 53, e l’impressione è: più alta è la sfida più interessanti le risorse personali da scoprire e mettere al servizio della nostra gente e del mondo. E’ proprio quando sotto senti il vuoto più grande, perché non ci sono più scappatoie e scuse con cui pararsi, che lo spirito di libertà si risveglia e le cose più belle succedono. Non c’è età.
    Bravissima Sonia, bella storia, bel progetto, bellissimo aiuto che ora sai offrire.
    E coraggio a tutti! Guardate come siamo belli… 🙂

    1. Ah ah ah hai ragione Max, sembriamo un pessimo spot di noi stesse!!!Ma puoi immaginare quanto di bello e entusiasmante ci sia comunque….anche se, ti dirò, mentre scrivo un pizzico di delusione per tutto quello a cui fai riferimento io lo sto vivendo.Devo tornare in Veneto tra un paio di mesi, qui non riesco a sopravvivere economicamente. E fare i conti con questo non è esattamente semplice .vedo tanta fatica nel mio viso quando mi guardo allo specchio…a giorni quella luce negli occhi c’ è mentre altri giorni meno…

      1. No Patty. Perdona la crudezza, ma NON-CAMBIA-NULLA. …Nella mia visione, naturalmente. L’esperienza che sto vivendo da due anni (è ancora tutto in gioco e stiamo giocando in due e con due figli e senza rete) mi ha permesso di allargare ancora di più la percezione dell’orizzonte della mia realtà… e spostare il fuoco su cui si dirige l’occhio del mio giudizio quando considero la mia situazione. Ho capito che vivere nella dipendenza dalla realizzazione di un obiettivo o di un sogno è come scalare la montagna con uno zaino pieno di sassi valutando il proprio successo da quanto dista la cima. La cima diventa ipnotica, sposta l’attenzione dal nostro centro interiore, contorce l’odine del tempo (te lo dice un alpinista). La montagna, se ti fermi a pensarla, con la sua mole pazzesca, con le sue mille vie, con la sua imprevedibilità… arriva a stordirti, a darti la nausea. Se ti paragoni a lei sei finito, non puoi competere. E se competi perdi sempre. Il senso di tutto… è quanto profondamente riesci a integrarti con quello che ti circonda, tutto, sentirtene intimamente parte. Allora ogni cosa fluisce, ogni cosa che accade va bene, aumenta il piacere e godi di quello che c’è, di quello che arriva. La cima diventa solo un’evenienza.

        Tu sei già partita Patty, due anni fa, e chi parte non può tornare indietro, anche se gli tocca fare i bagagli e tornare a casa, perché quello è solo l’esteriore. Anche se calma, diverte e gratifica, il bello e il brutto dell’esteriore è solo esteriore. Non sono gli eventi esterni che possono davvero affondare la tua nave, la possono dirottare, ma il viaggio è sempre tuo finché issi sull’albero la tua bandiera ogni mattina, dovunque ti porti il vento quel giorno.

        Quindi, segui il consiglio di un amico: trova un posto dove metterla quella delusione, fai un bel pacchettino con un fiocco colorato e lasciala qui. Affidala gentilmente alla terra, al mare a chi vuoi, ma non portarla con te. Vedrai che proprio durante il viaggio del ritorno nuovi raggi di sole inizieranno a illuminare i tuoi occhi. Siamo Liberi Patty, assolutamente liberi. E’ solo che soffriamo un po’ di amnesie… 😉

        C’è un detto Sufi che recita: “Alla fine del Mondo, non conta come sei nato, né ciò che sei stato, ma quello che dentro di te sei pronto ad essere”.

        Ti abbraccio. Rendi d’oro questi due mesi.
        mx

          1. Grazie a te Eli, nessun problema, anzi complimenti per il tuo blog!
            I miei pensieri però non li definirei “profondi”, sono solo molto sentiti 😉
            Fammi da ponte per uno sguardo affettuoso a Torino, alla sua gente e alle sue montagne ❤

            1. No Max i tuoi pensieri sono anche profondi. ..Ci hai colpite e affondate, nel senso buono ovviamente! Ho pensato davvero molto alle tue parole, soprattutto la metafora dello scalare la montagna e non posso non darti piena ragione.Di più, mi sono ripromessa di rileggermela o comunque ricordarmela ogni mattina e poi vivermi la giornata con lo zaino il più vuoto possibile 😉 .

              1. Voglio condividere una cosa che mi avete fatto venire in mente, ma lo faccio in una nuova risposta più sotto, vedo che qui la colonna si è fatta stretta…

    2. Grazie Max per l’incoraggiamento! Siamo belli si…e sono felice di condividere le nostre energie, così mi sembra di essere più forte 🙂
      Le difficoltà ci sono ed è inutile nosconderselo, come ci dice Patty….l’importante è avere la forza per andare avanti e aver fiducia nel proprio progetto. Quello è il filo che ci guida sempre…

    3. Hai ragione Max, non voleva essere un paravento di scuse solo un constatare che più sei avanti con gli anni, più la sfida è grande e comporta mettere in discussione più cose di non quando hai 25 anni ed il mondo in tasca. Era dunque un “ammirativo” e non un “commiserativo”. Sei già stato intervistato da Patty o ti toccherà a breve? *Sono curiosa lo ammetto 🙂

  5. Grazie Patty per aver condiviso questa storia, che dimostra ancora una volta come le scelte coraggiose alla fine pagano. Bisogna sempre inseguire ciò che siamo, diventare ciò che sogniamo.
    Io, però, ritengo che la forza per fidarsi di sè si possa e si debba trovare da soli, non credo si debba pagare un servizio per questo, poi magari mi sbaglio 😉
    Sono d’accordo con Turistipersbaglio e aggiungo che la forza dopo i 40 è doppia e può portare a risultati inaspettati.

    1. Ciao cara Ely! Hai notato? Girl power !!! Per quanto riguarda la tua “titubanza”…Sonia mi correggera’ se sbaglio, penso che l’affiancamento che lei offre non sia tanto in termini motivazionali o di spinta ma piuttosto un aiuto tecnico in termini di consapevolezza e chiarezza di intenti.L’avessi avuto io due anni fa un supporto così penso avrei risparmiato un anno di inconcludenza.Non in termini esistenziali, eh?! Ché quella è sempre ottima vita vissuta però forse avrei concretizzato di più. Chissà. 😉

      1. Grazie Ely!
        E’ vero, la motivazione dobbiamo trovarla prima di tutto dentro noi stessi. Il mio supporto è essenzialmente di sostegno e anche molto pratico (in alcuni casi si tratta anche della stessa predisposizione del cv).
        Mi sono resa conto che tante persone hanno semplicemente perso il filo della loro storia, io vorrei dargli una mano a ritrovarlo.
        un abbraccio

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