La questione dell’amore

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Vi voglio raccontare una storia. Molto privata. Un po’ dolce un po’ amara. Un po’ felice un po’ triste. Una storia importante che ha cambiato per sempre la visione della vita e dell’amore a …ehm… questa amica di una mia amica…

C’era una volta una ragazza, innamoratissima di questo suo principe azzurro, che procedeva fiduciosa e serena verso un futuro luminoso e pieno appunto, d’amore. E così fu, ovviamente, per qualche tempo. Non sto qui a ricamare sulla piacevolezza del periodo, nulla che non si sia già visto, sentito e vissuto a dire il vero ma si sa, quando capitano a te le cose le vivi in maniera totalizzante.

Per farla breve la favola inizia a sbiadire relativamente presto: qualche piccola bugia, la fiducia che si incrina, molti monologhi, silenzi, indifferenza. Anche qui , cose già viste. Altre viste raramente ma violeremmo troppo la privacy di questa amica della mia amica e ci fermiamo qui tanto non è questo che conta.

La cosa però inizia a prendere una brutta piega: tutta questa disarmonia cozza con l’amore profondo che la ragazza sente di provare e giorno dopo giorno scava un solco profondo dentro di lei. Ha come la sensazione di sentirsi sdoppiata , una parte di lei continua ad amare e a desiderare di essere felice con il suo principe azzurro mentre un’altra parte di lei capisce perfettamente che non ci siamo, non va bene, la relazione è poco sana e non porta a nulla.

I giorni si susseguono e così i mesi. La tendenza è sempre quella, e sempre al ribasso. E tutto quel dolore, quella disillusione iniziano ad attecchire nell’animo della ragazza rendendola vulnerabile, insicura, apprensiva, con una costante sensazione di non meritare l’amore che tanto vorrebbe.

Sapete come si sentiva la ragazza? Brutta, inutile, piccola, dipendente, fragile, vulnerabile, stupida, sciocca, paurosa, colpevole, triste, ansiosa, senza speranza. Senza speranza. Si stava letteralmente spegnendo nella spirale distruttiva di non riuscire a staccarsi da un’idea che si era fatta e che desiderava più di qualunque altra cosa.

Era il 2006 : l’ istinto di sopravvivenza la fa letteralmente scappare da quella situazione. In due settimane cambia città, lavoro, casa e stato civile.

Magicamente i malesseri scompaiono nel giro di poche settimane; torna ad essere la ragazza di sempre, solare e piena di vita, con un’enorme cicatrice sul cuore che si porterà dietro per sempre.

Ma le esperienze della vita, specie quelle pesanti ,se vogliamo ci lasciano anche dei meravigliosi regali: basta guardare con attenzione.

E guardando con attenzione questa ragazza impara una lezione che forse è la più importante che ha appreso nella sua vita finora : gli altri potrebbero farmi felice ma mi sento più sicura se mi faccio felice io.

Che non vuol dire diventare egoisti, cinici e disillusi, così sarebbe fin troppo facile e non sarebbe un’evoluzione.

Significa capire e accettare che gli altri non sono noi, che hanno il diritto di vivere la loro vita e le relazioni come meglio credono o possono.

Capire e accettare che ognuno ha combattuto o sta combattendo qualche battaglia personale che lo cambierà, a volte in peggio.

Capire e accettare che le aspettative fregano. Che sì, è legittimo averne, ma non è la migliore delle opzioni.

Capire e accettare che amare è un privilegio che concediamo prima di tutto a noi stessi

Capire e accettare che l’amore è tutto intorno a noi: nella natura, nelle cose, negli amici, nei piccoli gesti, nella vita. Non necessariamente in un uomo o una donna.

Da quando questa amica della mia amica ha imparato questo non ha più permesso a nessuno di ferirla profondamente e  forse ora sa voler bene in maniera ancora più completa, equilibrata, libera dal bisogno, grata di quello che riceve ma consapevole  di bastare a sé stessa in qualunque momento.

E quindi, con tutti i nostri spropositati difetti, i limiti, le piccolezze prendiamoci cura di noi con amore, con devozione, con benevolenza e cerchiamo in tutti i modi di renderci felici.  Perché saremo delle persone migliori.

Oh, se poi arriva qualcuno al nostro fianco beh, grasso che cola, no?!

 

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12 pensieri su “La questione dell’amore

  1. Da quanto tempo mancavo dal tuo blog, la nuova veste grafica fa giustizia alle tue foto. E le tue parole smuovono cose dentro, sempre. Ha avuto grande forza questa amica della tua amica a venire fuori da una storia palesemente sbagliata (col senno di poi come sono ovvie le cose). Però non so. Non so se è giusto non avere aspettative, non so se è bene non permettere più ad altri di ferirci. Perché io sono stata anche sola per anni (e ci stavo discretamente bene), ho anche sofferto brutto (a chi non capita), poi però con la persona giusta scopri che da “discretamente” si può stare anche meglio, e tirar cose fuori che non sapevi di avere dentro. Non so dirti se l’amica della tua amica la troverà la persona giusta, ma se le dovesse capitare sarebbe un peccato non aprirsi di nuovo…

  2. Si vede che abbiamo un’amica di un’amica in comune 🙂
    Quella che conosco io sta imparando adesso la lezione, con qualche piccola caduta ma vicinissima alla meta.
    Cito nuovamente una frase che amo molto: per se stessi bisogna decidere da se stessi.
    Non potevo chiedere di meglio stamattina delle tue parole!
    Ciao e buona giornata!

    1. Giulia quante amiche di amiche vero?! Magari è la stessa… o forse no. Le cadute fanno parte del cammino altrimenti saremmo tutti belli forti e saggi . E anche un po’ antipatici a dire il vero !

  3. E successo anche a me, innamoratissimo, ero un sognatore… poi le ho sposate ed eccomi maltrattato, senza compagnia, deluso dalla vita e in più devo pure pagare gli alimenti!!!!

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